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Un ‘Massimario’ con le regole fondamentali del giornalismo

Giornalisti Disciplina Regole di Comportamento. Elio Donno presenta al Consiglio Nazionale il Massimario

Il Massimario dell’Ordine dei Giornalisti, giunto alla sedicesima edizione, è frutto, come già quello dell’anno scorso, di un prezioso lavoro di squadra, che ha visto impegnate, assieme a me, da una parte, le colleghe Laura Trovellesi Cesana e Maria Zegarelli e dall’altra i dirigenti Mario Gallucci ed Alessandra Torchia, che cito in ordine rigorosamente alfabetico.

Trovellesi Cesana e Zegarelli hanno redatto tutte le massime relative alle decisioni assunte dal Consiglio di Disciplina Nazionale, del quale sono state insostituibili componenti, con Trovellesi Cesana che, dopo la scomparsa del compianto Gianni Faustini ha anche assolto con la sicurezza che la contraddistingue anche le vedi di dirigente ff. Personalmente avevo lavorato assieme a loro anni fa (quando ero Vice di un altro Presidente scomparso, il caro collega, Rino Felappi) e so che entrambe sono davvero un prezioso patrimonio per l’Ordine dei Giornalisti. Nè sono stati da meno i dirigenti Mario Gallucci ed Alessandra Torchia, i quali, oltre ad assicurare l’efficace guida e coordinamento del lavoro degli Uffici, hanno redatto due importanti capitoli del Massimario: Alessandra Torchia ha infatti scrupolosamente riordinato, con le ultime modifiche, gli aggiornamenti, le integrazioni , le nuove norme intervenute, tutte le leggi ed i regolamenti riguardanti l’Ordine dei Giornalisti sin dalla legge istitutiva del 1963: Gallucci, a sua volta, ha effettuato una dettagliata ricerca su tutte le massime giurisprudenziali emesse nel corso dell’anno dalla Corte Costituzionale, di Cassazione, dal Consiglio di Stato etc. in materia di diffamazione a mezzo stampa.

A tutti loro rinnovo quindi, dinanzi al Consiglio Nazionale, il ringraziamento per il generoso impegno profuso e che già ho doverosamente evidenziato anche nell’apertura dei capitoli delle materie che gli stessi hanno curato. Dall’anno scorso, come vedrete, abbiamo avvertito l’esigenza di modificare l’originaria impostazione del Massimario, che fu ideato nel 1995 da Saro Ocera, e che inizialmente riportava solo le decisioni dell’anno concluso richiamando quelle dei due anni precedenti.

Ci siamo resi conto infatti della necessità di consentire non solo ai giornalisti, ma agli addetti ai lavori di avere a portata di mano una sorta di prontuario da consultare e, magari, riflettere prima di porre in essere comportamenti passibili di azioni disciplinari o di proporre ricorsi a volte risultati temerari: circostanze queste testimoniate dai casi in cui l’organo disciplinare ed il Consiglio Nazionale, nell’ambito delle rispettive competenze, hanno o modificato o accolto o respinto ricorsi su decisioni assunte a livello territoriale.

Lavoro, quello del Consiglio di Disciplina e del Consiglio Nazionale, che spesso ha dovuto fare i conti con situazioni mai identiche per quanto riguardo le controversie disciplinari e la tenuta dell’Albo (non a caso si dice che la giurisprudenza è specchio della realtà perché i Codici deontologici non possono entrare in piccoli dettagli per stabilire cosa è lecito dire e cosa non è lecito ed allora l’organo giudicante deve valutare col cuore e con la testa -guardando sempre al faro della legge- fatti sempre nuovi e diversi).

Nel Massimario che presentiamo oggi al massimo organo dell’Ordine dei Giornalisti, troverete infatti norme regolamentari aggiornate rispetto all’originaria ed in gran parte superata legge professionale; ed inoltre, decisioni molto importanti perché innovative e vorrei dire a volte anche coraggiose su gravi comportamenti quanto meno singolari o inediti da parte di iscritti, assunte dal Consiglio di Disciplina; e, per la tenuta dell’Albo, vostri provvedimenti, spesso sofferti, ma adeguati alla realtà, su iscrizioni e cancellazioni a proposito specialmente dei pubblicisti, il cui ruolo oggi è radicalmente diverso rispetto a quello ipotizzato nella legge del 1963.

Ecco perchè il Massimario ha dovuto adeguarsi, guardando avanti, alla realtà di una professione che corre, che non ha più il tempo di riflettere, per cui dedicare il primo capitolo a tutte le leggi consente, a chi non le conosce (ma anche a chi volutamente la ignora), di chiarirsi preventivamente dubbi ed interrogativi sui comportamenti da tenere o sull’opportunità o meno di proporre un ricorso circa una negata iscrizione con un semplice clic: e per agevolare questo clic sulla seconda pagina di copertina abbiamo informato che è consultabile on line ed indicato il relativo indirizzo.

Naturalmente, spero e mi auguro che il Massimario sia consultato ed utilizzato dagli iscritti e dagli addetti ai lavori, mentre ho la certezza che potrà essere di ausilio agli organi istituzionali e disciplinari periferici perché l’esame delle decisioni assunte in sede di appello (sempre se condivise) suggeriscano di non riassumere, in primo grado, decisioni che l’organo di appello ha poi giudicato e valutato in modo diverso.

Certo, come ho scritto nell’introduzione, sono consapevole, come Voi, del fatto che la sempre mutevole evoluzione tecnologica, accompagnata alle nuove, svariate e diverse forme di comunicazione ed informazione, che spesso inducono l’ascoltatore ed il lettore a chiedersi cosa sia vero e cosa falso, pongono nuove domande su alcune modalità di fare del giornalismo, col rischio di travolgere quei canoni deontologici che restano le fondamenta della libertà di informare e di essere correttamente informati.

Molte decisioni assunte nei rispettivi campi dal Consiglio di Disciplina e da questo Consiglio Nazionale peraltro affrontano problemi che possono trovare soluzione solo con la capacità degli iscritti di comprendere che la credibilità della categoria passa attra verso la consapevolezza dei diritti e dei doveri di cbhi fa giornalismo, ed il rispetto dei fondamenti etici e giuridici delle regole che ci governano.

Questa consapevolezza da parte dei colleghi è ancora più necessaria, in un momento in cui, come sapete, l’informazione, mentre propone spesso involontarie distorsioni per la complessità ed eterogeneità delle notizie che provengono da ogni dove ed in qualsiasi modo, è anche esposta alle valanghe di blog, forum, siti, chat, dove prevale purtroppo una cultura volgare, con un linguaggio arrogante ed offensivo per cui spesso l’indiscutibile il diritto di critica si trasforma nella pretesa di un convinto diritto all’ offesa.

E la strada- ve lo dice uno iscritto all’Ordine dal lontano 1959- non può che essere quella della ricerca continua di un’etica della convinzione e di un’etica della responsabilità da rammentare a chi, avanti negli anni, a volte pontifica e da inculcare nei più giovani. Io, Signor Presidente e signori consiglieri, avrei concluso, ma mi consentirete un riferimento personale che avrei dovuto fare all’inizio; ma se lo avessi fatto, mi sarei consegnato mani e piedi alla retorica. Ebbene, questo è l’anno numero 13 di un Massimario pubblicato a mia firma.

E’un traguardo che taglio, dopo aver collaborato con Saro Ocera alla stesura dei primi due grazie alla fiducia ricevuta in questa sessione consiliare da Voi e negli anni precedenti da quanti vi hanno preceduto. Ne sono sinceramente orgoglioso e vi manifesto tutta la mia gratitudine. So pure che questa è l’ultima riunione che tenete ed essendo stato tra quei banchi per quasi vent’anni, so che si prova un indescrivibile senso interiore di disagio nel timore di relazioni interpersonali- divenute intense magari pure attraverso aspri confronti- che potrebbero affievolirsi con le distanze ma che, invece, quale che sia il vostro ruolo in futuro, resteranno in ciascuno di Voi, come son rimaste in me, rafforzate e sentite, come bagaglio di una colleganza e di una solidarietà che distanze e tempo non possono attenuare, anzi rafforzano, quando si ha l’orgoglio di essere ma soprattutto di sentirsi giornalisti.

Elio Donno

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