Economia e Lavoro

161 morti sul lavoro dall’inizio del 2026

 

di Marco Bazzoni (*)

141 morti sul lavoro dall’inizio del 2026 ad oggi 16 settembre. Questa lista contiene solo i nomi dei lavoratori di cui sono riuscito a trovare notizia, quindi i morti sul lavoro sono sicuramente molti di più. È una lista che fa davvero impressione e come dico nella mia nuova poesia “Non sono numeri”:

Non muore soltanto chi non torna a casa. Muore anche una parte di chi lo aspetta. 

Si parla sempre e solo di numeri quando muore un lavoratore. Ma nessun numero ci dirà mai che Romeo Spera, faceva l’operaio, aveva 53 anni, ma è morto dopo due settimane di agonia, era stato trovato riverso, a terra, in un deposito di Acerra. È morto il 3 Gennaio 2026.Lascia una moglie ed una figlia.

Nessun numero ci dirà mai che Loris Buscaglia faceva l’operaio e aveva 55 anni. È morto il 16 gennaio, dopo essere caduto da una piattaforma elevatrice. Lascia una moglie e due figli. Nessun numero ci dirà mai che Vincenzo Pitasi faceva l’operaio e aveva 59 anni. È morto il 27 gennaio, dopo essere caduto da un’altezza di sette metri dal capannone di un’azienda agricola. Lascia la moglie e due figlie. Nessun numero ci dirà mai che Enrico Matera faceva l’operaio e aveva soltanto 29anni.

È morto il 21 marzo, dopo essere precipitato da un’altezza di sei metri dal tetto di un capannone. Era diventato da poco papà. E potrei continuare. Potrei continuare a leggere quei nomi, uno dopo l’altro. Potrei continuare a scrivere età, professione, data e circostanze di ogni morte. Ma mentre quella lista cresceva, mi sono reso conto che c’era qualcosa che non riuscivo ad accettare: il rischio che, a forza di parlare di numeri, finissimo per dimenticare le persone. Perché dietro ogni numero c’è qualcuno che aveva un nome. Aveva un’età. Aveva un lavoro. Aveva una vita.

C’era qualcuno che lo aspettava a casa. Una moglie, un marito, un figlio, una madre, un padre, un fratello, una sorella, un amico. Qualcuno che quella sera aspettava di sentirlo rientrare, di sentire una chiave girare nella serratura, di ricevere un messaggio, una telefonata.

E invece, per qualcuno, quella sera è arrivato il silenzio. È arrivata una telefonata che nessuna famiglia dovrebbe mai ricevere. È arrivata una notizia capace di dividere la vita in un “prima” e in un “dopo”. È questo che un numero non riesce a raccontare.

Quando leggiamo “161 morti sul lavoro”, vediamo 161. Io, invece, quando guardo quella lista, provo a vedere 161 persone. Una per una. Non voglio che il loro nome venga inghiottito dalla statistica. Non voglio che una persona che aveva sogni, affetti, abitudini e qualcuno che la amava venga ricordata soltanto come “una vittima in più”

Perché dire “un operaio è morto” racconta il fatto. Dire “è morto Romeo Spera, aveva 53 anni, faceva l’operaio, lascia una moglie e una figlia” ci ricorda che quella tragedia aveva un volto, un nome, degli affetti e una vita. Io continuerò a raccogliere quei nomi. Continuerò a farlo con la massima attenzione, perché per me non sono numeri da aggiungere a una lista. Sono persone da ricordare. E continuerò a farlo anche per chi le aspetta ancora. Per chi ogni giorno deve imparare a convivere con un’assenza che non ha scelto.

Non possiamo permetterci di abituarci. Non possiamo permetterci che una morte sul lavoro diventi soltanto una riga tra le tante, una notizia che scorre e poi scompare. Dietro ogni cifra c’è una casa in cui qualcuno aspettava. C’è una sedia rimasta vuota. C’è una voce che non si sentirà più. C’è una famiglia costretta a ricominciare da un dolore che non avrebbe mai dovuto conoscere. Una statistica può dirci quante vite abbiamo perso. Una storia può ricordarci chi erano.

(*) Articolo21.org

foto la presse

Related posts

Rottamazione quater, il 30 novembre scade il termine della sesta rata

Redazione Ore 12

Studio Confartigianato – Tenuta dell’edilizia, +2,3% a inizio 2023, ma pesano ritardi PNRR, frenata mercato immobiliare e difficoltà reperimento personale

Redazione Ore 12

Congiuntura flash Confcommercio: “Segnali di consolidamento per ‘economia”

Redazione Ore 12