di Fabiana D’Eramo
Il ministro Matteo Salvini convocherà una manifestazione in piazza a Milano il 4 novembre a difesa dei “valori occidentali”. Dice che ci sarà la maggioranza “amica della libertà e dei diritti, indisponibile a cedere altro spazio a fanatici ed estremisti islamici”, ha spiegato, “visto quello che sta accadendo in Terra Santa, visto quello che sta avvenendo a Bruxelles, visti gli arresti di Milano”. Gaza è il pretesto. Il timore che anche nei Paesi europei ci sia il rischio di una ripresa degli attacchi terroristici. E dunque Salvini ritorna all’attacco. Dice: ora controlli a tappeto. “Ci sono i terroristi nascosti tra i migranti. Dio non voglia”, mette in guardia, “che anche solo uno tra le decine di migranti rilasciati da alcuni giudici contrari ai decreti del governo si armi di cattive intenzioni”.
In linea con questa posizione, il governo Meloni ha deciso di intensificare i controlli di sicurezza alle frontiere e chiudere il confine con la Slovenia, una scelta resa necessaria per la “costante pressione migratoria cui l’Italia è soggetta, via mare e via terra” e soprattutto “per l’aggravarsi della situazione in Medio Oriente e per questioni di sicurezza nazionale”, ha detto Giorgia Meloni. L’intelligence italiana segnala infatti che chi arriva dalla Slovenia spesso lo fa in modo irregolare, poiché non è stato registrato quando è entrato nell’Unione europea da Ungheria, Slovacchia o Grecia, per esempio, e le misure di polizia alla frontiera italo-slovena non risultano adeguate a garantire la sicurezza richiesta su chi entra in Italia. Sono inoltre previste identificazioni anche sulle navi di linea con apparecchiature per il foto segnalamento, “per ridurre a zero la possibilità che siano trasferite da Lampedusa alla terraferma persone di cui ignoriamo l’identità”, ha detto il prefetto Valerio Valenti, commissario delegato allo stato di emergenza per i migranti.
Ma la percezione del rischio di minaccia terroristica in tutto il continente non aumenta solo in Italia. Altri Paesi europei – Austria, Germania, Norvegia, Repubblica Ceca, Polonia, Slovacchia, Svezia e Francia – hanno notificato alla Commissione Ue il temporaneo ripristino dei controlli alle frontiere con la sospensione della libera circolazione prevista da Schengen.
Nel frattempo Israele, nella sua risposta al massacro compiuto da Hamas contro i civili il 7 ottobre, sta bombardando quelli che sostiene essere “obiettivi militari”, chiedendo a più di un milione di civili di evacuare i territori nel nord della Striscia in vista di bombardamenti più massicci e di un’invasione di terra. Per la grossa esplosione di martedì sera all’ospedale di al Ahli, nella città di Gaza, Hamas ha accusato Israele. Mentre interi quartieri di Gaza vengono distrutti e centinaia di palestinesi fuggono verso sud, Palazzo Chigi cerca di mantenere la linea della moderazione e della ricerca diplomatica. Il sostegno a Israele, condiviso da Washington e dalle principali cancellerie europee, non è in discussione. A preoccupare, ha detto Giorgia Meloni in videoconferenza con i leader dell’Ue, è che il terrore entri anche in casa nostra. L’autore dell’attentato di Bruxelles, aggiunge infatti la premier, “sbarcò illegalmente a Lampedusa nel 2011” ed è per questo, insiste, che ha più volte cercato di accendere i riflettori su fatto che l’immigrazione di massa può portare a “gravi rischi anche per la sicurezza in Europa”.
Salvini la prende sul personale: “mi hanno accusato di fomentare odio, invece avevo ragione”. E tirando un calcio da un lato alla magistratura – questi giudici che a quanto pare rilasciano i migranti per far dispetto al governo – e dall’altro alle politiche di ospitalità e accoglienza, propone di porre un freno alla “cultura tollerante”. Avere maggiore accortezza, per il ministro, significa anche, ad esempio, fermare la costruzione di nuove moschee, poiché fra fondamentalismo islamico e islam, per Salvini, non vi è alcuna differenza. I luoghi di preghiera sarebbero centri culturali camuffati. I “valori occidentali” l’ultimo baluardo di sanità contrapposto alla follia islamica.
Ma alla sua richiesta di scendere in piazza si oppone Crosetto. “La prudenza è meglio della sottovalutazione”, ha detto il ministro della Difesa, che ha deciso di cancellare gli eventi nella stessa data del 4 novembre per timori di possibili escalation in Medio Oriente.
