E’ di almeno 118 morti il nuovo bilancio delle vittime del terremoto di magnitudo 6.2 che ha colpito il nordovest della Cina. Secondo le notizie dell’agenzia ufficiale cinese Xinhua, si contano 105 morti e 199 feriti solo nella provincia di Gansu e altre 15 vittime nella vicina provincia di Qinghai. Secondo il China Earthquake Networks Center, il terremoto è avvenuto alle 23.59 di ieri, ora locale, con epicentro a Liugou, seguito da altre scosse. Soccorritori e superstiti fanno i conti con temperature gelide e interruzioni della fornitura di acqua ed elettricità. La Xinhua parla di 6.381 case danneggiate solo a Jishishan (Gansu). Stanziati 200 milioni di yuan (circa 25 milioni di euro) per le province colpite. Secondo il Centro europeo per i terremoti EMSC, il sisma ha avuto una magnitudo di 6,2; invece i media cinesi hanno stimato la magnitudo di 6,1. Il terremoto ha scosso lunedì notte la contea di Jishishan, nella provincia di Gansu, danneggiando case e strade. I soccorritori sono corsi alla ricerca dei sopravvissuti intrappolati sotto le macerie, mentre i residenti si sono precipitati all’aperto, rannicchiandosi durante la notte nel gelido inverno. Nella sola mattina, le scosse hanno danneggiato più di 4.700 case nel Gansu, hanno riferito le autorità provinciali in una conferenza stampa. Secondo i funzionari locali, nel Gansu almeno 105 sono morti e quasi 400 sono rimasti feriti. Secondo l’emittente CCTV, 11 persone – in più rispetto alla stima delle autorità – sono morte mentre altre 100 sono rimaste ferite nella città di Haidong, nel Qinghai.
