Uncategorized

La cultura della sicurezza tra norme più incisive e omicidio sul lavoro

di Wladymiro Wysocki*

 

A una settimana dalla tragedia del cantiere di Firenze, contornata da altre incessanti morti sul lavoro ultimo in ordine di cronaca la morte dell’operaio di 52 anni alla FCA Stellantis di Avellino avvenuta per uno schiacciamento al torace da un macchinario, si da il via ad una serie di presentazioni di norme.

Il Ministro del lavoro Marina Calderone nell’informativa al Consiglio dei Ministri del 21Febbraio ha illustrato la situazione attuale tra ispezioni, irregolarità lavorative e infortuni nel territorio nazionale sulla base del report INAIL.

Dando una breve panoramica in numeri in Italia nel 2023 sono state registrate 1.041 morti suddivise nelle regioni in Nord-Ovest 270, Nord-Est 233, Centro 193 Sud 255 e Isole 90 di cui sono state registrate in itinere 242 e in occasione di lavoro 799.

Per fasce di età maggiormente attenzionate sono gli under 25 con 75 casi mortali e la fascia di età compresa tra i 60 e 74 anni con 236 eventi.

Tra i dati riportati si evidenziano le irregolarità registrate pari a 76,48% e per le aziende interessante nel boom economico del superbonus 110% e vari sono state 85,2%.

Alla luce di questi dati, sulla scia della tragedia di Firenze e a seguire la lunga incessante serie di vittime sul lavoro, si sta aprendo il fronte ad un pacchetto di azioni necessarie per contrastare la drammatica situazione lavorativa.

Cominciamo con la proposta del disegno di legge da aggiungere all’articolo 589 del codice penale (omicidio colposo), ovvero il 589-quater (omicidio sul lavoro) con espliciti riferimenti al D. Lgs. 81/08 e s.m.i. il decreto in materia di sicurezza sul lavoro.

A seguire il 589-quinquies (omicidio sul lavoro e sfruttamento sul lavoro) con esplicito riferimento all’articolo 603-bis ovvero l’interdizione illecita e sfruttamento del lavoro. Andando all’articolo 590 del codice penale, lesioni personali colpose, si andrebbe ad aggiungere il 590-septies, lesioni personali sul lavoro gravi o gravissime, con riferimenti dettagliate all’articolo 28 del D. Lgs. 81/08 e s.m.i. in merito alla mancata valutazione dei rischi lavorativi da parte del datore di lavoro, alla mancata nomina del responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP) di cui all’articolo 17 del medesimo decreto legislativo in materia di sicurezza sul lavoro.

Il medesimo articolo interessa il datore di lavoro al titolo degli agenti fisici (VIII), nello specifico rumore e vibrazioni (capo II e III), al titolo delle sostanze pericolose (IX).

Si riprende la responsabilità penale nel caso il lavoratore non venga messo in condizioni di utilizzare attrezzature conformi di cui all’articolo 70 del D. Lgs. 81/08 e s.m.i., così come per quanto concerne la prevenzione incendi.

Stessa cosa per le responsabilità con inasprimento delle pene per la conformità e formazione sull’utilizzo delle attrezzature (titolo III), nel mancato rispetto delle procedure per i lavori nei cantieri (titolo IV), nel comparto ospedaliero (X-bis) e atmosfere esplosive (XI).

Segue il 590-octies, lesioni personali gravi o gravissime e sfruttamento sul lavoro, e il 590- novies, nel quale vengono riprese le definizioni di lavoratore e datore di lavoro del decreto vigente in materia di sicurezza sul lavoro.

Sull’aspetto dell’omicidio sul lavoro, il Ministro della Giustizia Carlo Nordio non ha dato parere favorevole, facendo notare che con l’aumento drastico di pene del codice della strada gli incidenti mortali siano addirittura aumentati.

Ma non ci fermiamo alla probabile legge sull’omicidio sul lavoro, perché nel pacchetto delle misure si aggiunge la lotta al lavoro nero, al caporalato, e ai subappalti incontrollati.

Si parla di interdizione degli appalti da due a cinque anni in caso di gravi violazioni o in casi accertati di inadempienze sul profilo della sicurezza sul lavoro, così come il fermo a benefici fiscali e contributivi.

Si aggiunge al pacchetto l’inasprimento delle sanzioni amministrative per il lavoro nero e irregolare così come riprendere il reato penale per appalto, subappalto e somministrazione illecita.

Da tutto questo il concetto della cultura della sicurezza non so quanto possa giovarne, mi fa pensare più ad un atto di forza nelle pene per gli inadempienti che se già ad oggi con le sanzioni e pene previste poco è cambiato non credo che tutto questo possa servire a molto.

Di leggi già ne abbiamo di ogni aspetto, manca la loro applicazione e garanzie che queste vengano applicate.

Riprenderei e punterei decisamente sul cambio culturale della forma mentis, del buon senso che ogni lavoratore a cominciare dal datore di lavoro devono avere come proprio DNA, non avremo il cambio di passo con la politica del “terrore”.

Si continuerà a trovare il modo per girare l’ostacolo.

Dobbiamo lavorare sulle ispezioni, sui controlli, dai tecnici addetti ai lavori che si occupano di sicurezza presso le aziende e per conto dei datori di lavoro, dare maggiori poteri agli organismi paritetici, ai coordinatori della sicurezza nei cantieri che ogni giorno ricoprono grandi responsabilità e con grandissime difficoltà.

Lavorare in sinergia come una sola squadra alla lotta di una emergenza nazionale.

Dobbiamo lavorare per una formazione nei banchi di scuola e formare la nuova generazione al lavoro sicuro.

L’inasprimento delle norme fino ad oggi non ha mai portato a nulla di positivo e anzi benchè il Presidente del Consiglio ha esortato tutti di essere uniti in questa tematica, perché non lavoriamo a una scuola nuova.

Torniamo alle scuole professionali dove si insegnava il mestiere, affianchiamo gli ITS (Istituti Tecnici Superiori) con percorsi mirati.

La sicurezza sul lavoro non può essere la corsa a chi propone la sanzione più alta o la legge più severa.

La Cultura della Sicurezza deve essere costantemente diffusa con ogni mezzo, che siano programmi televisivi, campagne pubblicitarie, maggiore assistenza anche dagli organi di vigilanza e che non siano solamente visti come quella realtà atta a sanzionare.

Lavoriamo tutti insieme per stare vicini alle imprese, ai datori di lavoro, ai lavoratori, ai ragazzi che approcciano al mondo del lavoro.

Non possiamo pretendere di avere un cambiamento radicale istantaneo ma con un lavoro unanime di irradiamento e diffusione della prevenzione, con garanzie nell’applicazione di quanto già previsto, allenando il mondo del lavoro costantemente e quotidianamente otterremo grandi risultati.

La prevenzione è e deve essere lo strumento principale sul quale puntare, non a caso dopo le definizioni di tutte le figure aziendali nel decreto legislativo della sicurezza è la prima parola che troviamo ancora prima di salute, rischio, pericolo.

*Esperto di sicurezza sul lavoro

aggiornamento regole sul lavoro ore14.30

Related posts

Il nuovo mondiale per club: un evento senza precedenti con un montepremi da un miliardo di dollari

Redazione Ore 12

Aumentano per due settimane consecutive i ricoveri di pazienti Covid, prudenza degli scienziati sulla quinta ondata

Redazione Ore 12

Operazione ‘Trickster’ dei Carabinieri di Genova. Sgominata banda dedita alle truffe ad anziani

Redazione Ore 12