Xi Jinping dall’8 e maggio ha fatto la sua puntata su due paesi chiave d’Europa, uno balcanico, la Serbia, l’altro centro est europeo l’Ungheria, dopo aver incontrato Macron a Parigi.
Belgrado ha approfittato dell’occasione per lanciare un importante segnale alla regione balcanica e al resto d’Europa.
La scelta della data non è stata casuale: Xi è arrivato a Belgrado la sera del 7 maggio ovvero il 25° del bombardamento “per errore” dell’ambasciata cinese, da parte di aerei Nato (alcuni dei quali partiti da basi del Nord Italia) provocando morti e feriti, ma lasciando ancora aperte le ferite fra la popolazione.
Il quotidiano POLITIKA di Belgrado per l’occasione titolava “Possa la luce della nostra amicizia d’acciaio risplendere sulla cooperazione tra Serbia e Cina” . Titolo che evoca la retorica della ex Jugoslavia socialista.
La Cina è già massicciamente presente in Serbiacon investimenti molto importanti, sia nel settore industriale che in quello energetico.
Per quanto riguarda le infrastrutture, l fornisce prestiti per opere che vengono realizzate direttamente da imprese cinesi con lavoratori propri. In Serbia, la Cina ha investito molto, in particolare nel settore del rame e dell’acciaio
Sono ono stati firmati 29 accordi bilaterali.che prevedono l’aiuto cinese nell’organizzazione dell’Expo a Belgrado, borse di studio, l’introduzione di voli diretti tra Belgrado e Shanghai e numerose altre forme di cooperazione.
Di grande rilevanza la dichiarazione comune dagli importanti contenuti politici. Fra questi quelli dello stesso presidente serbo Vucic il quale ha ribadito che “Taiwan è Cina” , mentre la Cina stessa sostiene l’integrità territoriale della Serbia senza riserve, con riferimento al problema del Kosovo.
La Serbia, espandendo la propria cooperazione con la Cina ha raggiunto un suo ruolo importante in politica estera, smarcandosi anche rispetto alle pressioni della Unione Europea e mantenendo buoni rapporti con i “fratelli slavi” della Russia.
Il 9 maggio Xiè arrivato a Budapest accolto Viktor Orbán con il quale ha sottoscritto ”una partnership strategica globale”.
La cooperazione tra i due Paesi riguarda 16 accordi nel settore delle infrastrutture ferroviarie, stradali, ma anche il nucleare e il settore automobilistico.
L’Ungheria è l’unico paese dell’Unione Europea che partecipa all’iniziativa cinese per le infrastrutture e gli investimenti della Via della Seta.
Pechino ha investito miliardi in Ungheria e vede nel Paese un importante “base d’appoggio”. Rispetto ai 27 paesi della UE. .
A dicembre Budapest ha annunciato che uno dei maggiori produttori di veicoli elettrici al mondo, la cinese Byd, aprirà il suo primo stabilimento di produzione europeo nel sud del Paese: un’iniziativa che potrebbe mettere in crisi la competitività dell’industria automobilistica continentale.
L’Ungheria ha poi approvato anche il progetto ferroviario per collegare il Paese con il porto del Pireo in Grecia,controllato dalla Cina, agevolando l’ingresso delle sue merci cinesi nell’Europa centrale e orientale.
In conclusione il successo delle due visite di Xi a Belgrado e Budapest rappresenta un importante risultato politico di Pechino, soprattutto se si considerano gli scarsi risultati che Macron e la Von der Leyn hanno ottenuto nel precedente incontro di Parigi.
GiElle
