Esteri

Biden, le sue oscillazione sulle guerre irritano gli alleati e fanno perdere voti

di Giuliano Longo

 

Nella difficile situazione della guerra di Gaza tra gli obiettivi inconciliabili di Israele e Hamas, Joe Biden ha cercato di compiacere ora una parte e l’altra il giorno dopo.

Dopo aver offerto “incrollabile sostegno”a Israele all’inizio della guerra, ora trattiene l’invio di alcune armi per protestare contro le tattiche di guerra israeliane.

Inoltre deve far fronte a continue incoerenze nel suo sostegno all’Ucraina. Dopo essersi impegnato all’inizio della guerra a sostenere Kiev “per tutto il tempo necessario”ora afferma che gli Stati Uniti sosterranno l’Ucraina “per tutto il tempo possibile”.

Così nel tentativo di conciliare le posizioni riesce a scontentare tutti con una politica estera che i suoi critici definiscono” confusa”.

L’amministrazione di Biden, “a pochi mesi dalle elezioni presidenziali”,scrive il quotidiano francese Le Monde.“cercando di evitare l’escalation senza mai imporre le condizioni per una risoluzione, fa perdere credibilità gli Stati Uniti”.

Anche l’ultima fornitura miliardaria  di aiuti militari  a Israele e Ucraina non è riuscita ad alleviare le preoccupazioni sul futuro del sostegno statunitense, scontentando Benjamin Netanyahu e  Volodymyr Zelensky.

Netanyahu  ha risposto alla parziale cancellazione delle armi affermando provocatoriamente  “Israele deve restare  solo e resterà solo e  se necessario combatteremo con le unghie”.

Netanyahu e Biden sono in disaccordo dai tempi dell’amministrazione Obamadi cui Joe era vicepresidente quando il premier israeliano  si recò a Washington per denunciare il tentativo di Obama di persuadere l’Iran ad accantonare il suo programma sulle  armi nucleari.

Zelenskyj,nonostante la nuova consegna di armi e soldi, si è subito lamentato che non arrivavano abbastanza velocemente.

La narrazione di Biden su Israele è cambiata notevolmente negli ultimi sei mesi. All’inizio della guerra, non solo disse inequivocabilmente: “noi stiamo con Israele”, ma vi fece piovere armi.

Col passare del tempo, ha cominciato a implorare periodicamente Netanyahu di non uccidere troppi civili, con la successiva richiestadi non assaltare la città di Rafah,a Gaza, dove si sono rifugiati più di un milione di palestinesi.

Infine, ha bloccato la consegna  delle bombe da 2.000 libbre che Israele vuole usare su Rafah e su altre parti della Striscia di Gaza.

Zelenskyj, nel frattempo ha parlato di consegne di armi inadeguate già dalla fine dell’anno scorso, a causa sia della lentezza delle consegne che della riluttanza a fornire le armi che i suoi generali dicono di aver bisogno per respingere le forze russe.

Quella lista dei desideri include aerei da combattimento, bombardieri e artiglieria a lungo raggio di qui l’accusa alla  NATO di non fornire armi a sufficienza.

Il mese scorso il presidente ucraino con una certa presunzione  affermava  “ho sentito molte volte le ragioni per le quali, a volte, non volevano darci rapidamente armi, perché i nostri soldati non erano pronti a usarle. Ma gli istruttori di tale equipaggiamento, i nostri istruttori, prepareranno le nostre truppe”.

Lo scorso inverno, quando la Russia ha iniziato a progredire nel conflitto, funzionari dell’amministrazione Biden hanno abbassato la loro valutazione delle possibilità che l’Ucraina possa vincere la guerra.

“L’obiettivo immediato è fermare le perdite ucraine e aiutare l’Ucraina a ritrovare slancio e invertire la tendenza sul campo di battaglia”, ha detto il mese scorso un alto funzionario dell’amministrazione. Ma non si è più parlato di vittoria

Le prossime elezioni presidenziali di novembre, influenzano sicuramente il processo decisionale di Biden, sia sull’Ucraina che su Israele.

Membri del Partito repubblicanoall’opposizione hanno espresso disappunto per il fatto che l’Ucraina riceva non solo aiuti militari, ma anche aiuti economici in un momento in cui le famiglie americane soffrono di un’inflazione persistente.

L’opposizione afferma inoltre che, mentre aiutava l’Ucraina a difendere i suoi confini, Biden ha lasciato la frontiera meridionale degli Stati Uniti aperta a migliaia di immigrati clandestini.  Mentre Donald Trump afferma semplicemente che metterà fine alla guerra in Ucraina “in un giorno”.

Biden  rischia così di perdere il sostegno degli elettoriche abitualmente sostengono il suo Partito Democratico: sia ebrei americani che arabi americani.

Molti elettori ebrei sostengono pienamente Israele nel suo sforzo di schiacciare Hamas, mentre gli elettori arabo-americani sostengono i palestinesi e vogliono che si metta fine allo spargimento di sangue.

Ma ciascun gruppo potrebbe essere determinanteper la vittoria di Biden negli stati oscillanti degli Stati Uniti fortemente contesi.

Gli osservatori politici sottolineano i discorsi consecutivi di Biden su Gaza della scorsa settimana.  Uno a favore di Israele, l’altro che lo punisce trattenendo le armi e alcunicommentatori ritengono queste oscillazioni il sintomo di un’incapacità di vedere la realtà.

Alla fine dell’anno scorso, poco prima dell’attacco di Hamas al sud di Israele, Jake Sullivan, consigliere per la sicurezza nazionale di Biden, pubblicava un articolo su Foreign Affairsesaltando gli obiettivi e i precedenti dell’amministrazione in politica estera.

Addirittura affermandoche la leadership di Washington è “assolutamente necessaria se gli Stati Uniti vogliono vincere la competizione per plasmare il futuro dell’ordine internazionale, in modo che sia libero, aperto, prospero e sicuro”.

Vantando che “la regione del Medio Oriente è più tranquilla oggi di quanto non lo sia stata da decenni”. L’articolo è stato pubblicato otto giorni prima che Hamas attaccasse Israele.

Sullivan ha rapidamente ordinato il suo articolo fosse cancellato dalla versione online, liquidando così  anche l’autoillusione dell’amministrazione Biden.

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