Medicina

Servadio (OFI Lazio): “La fisioterapia è una componente trainante della riabilitazione”

‘La fisioterapia è una scienza, il fisioterapista una professione’. È il messaggio che ha accolto i numerosi partecipanti intervenuti nei giorni scorsi a Roma al 1° Congresso Regionale dell’Ordine dei Fisioterapisti del Lazio dal titolo ‘Le prospettive della fisioterapia nella regione Lazio: equità, prossimità, umanizzazione e sostenibilità del Sistema Sanitario Regionale’.
Presso l’Auditorium della Tecnica si sono date appuntamento molte figure sanitarie legate a doppio filo a quella del fisioterapistalogopedisti, podologi, terapisti occupazionali, ortottisti e assistenti di oftalmologia, terapisti della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva, educatori professionali e tecnici della riabilitazione psichiatrica.

‘Quando il Consiglio Direttivo ha pensato di mettere sul tavolo un evento come questo- ha esordito la presidente di OFI Lazio, Annamaria Servadio, di fronte a una sala gremita- lo ha fatto perché ha sentito la necessità di doversi confrontare, all’interno dei nostri territori e non solo e con le altre professioni, che voglio ringraziare. La fisioterapia, infatti, è una componente della riabilitazione, probabilmente quella trainante, ma noi lavoriamo a stretto contatto con tanti altri professionisti della riabilitazione: penso ai logopedisti, ai terapisti occupazionali, ai tecnici della riabilitazione psichiatrica, ai podologi, agli ortottisti, ai terapisti della neuropsicomotricità. Coinvolgendo altri Ordini e volgendo lo sguardo ai modelli organizzativi della Campania e della Lombardia, abbiamo voluto guardare anche al di fuori della nostra regione, proprio per confrontarci sulle traiettorie di sviluppo della fisioterapia‘.Servadio si è poi soffermata sulle criticità emerse in questi anni, ‘criticità- ha spiegato- che noi fisioterapisti del Lazio sentiamo fortemente. Mi riferisco alla carenza di personale e all’organizzazione del sistema. Ecco perché riteniamo che il modello di fisioterapia e di riabilitazione non sia più attuale. Lo vediamo nei nostri territori: la rete non consente, infatti, di avere a disposizione un fisioterapista dal momento dell’acuzie fino al termine del percorso. E in questa rete il fisioterapista è fondamentale’. ‘Sicuramente- ha poi evidenziato la numero uno di OFI Lazio- la digitalizzazione è un aspetto importantissimo del DM 77, in cui tutto il sistema è fortemente carente, in maniera particolare la gestione delle cronicità. Su temi fondamentali come telemedicina e teleriabilitazionesiamo ancora indietro, perché anche nella regione Lazio, tranne alcuni progetti sperimentali, non sono stati messi a terra i processi da un punto di vista puramente di identificazione delle prestazioni all’interno del Nomenclatore, specifiche per la riabilitazione. Dobbiamo dunque ripensare un modello di fisioterapia, ma non possiamo farlo da soli: dobbiamo ripensarlo insieme a tutte le professioni che, insieme a noi, governano la riabilitazione, insieme alle altre professioni sanitarie e a tutti gli attori di questo sistema, in primis le istituzioni’. Ad aprire i lavori il Presidente del Consiglio Regionale del Lazio, Antonello Aurigemma. ‘Dopo esserci incontrati a settembre scorso, in occasione della giornata mondiale della fisioterapia, per il convegno che si è tenuto alla Pisana- ha ricordato ai presenti- oggi sono molto fiero di partecipare al primo congresso regionale dell’ordine dei fisioterapisti del Lazio. È importante avere una visione d’insieme, e questo è possibile attraverso il confronto e l’ascolto di coloro che lavorano tutti i giorni nella sanità. Il vostro ruolo ha una rilevanza strategica sia in termini di prevenzione che per rafforzare le cure. Tra l’altro, con l’aumento dell’età della popolazione, le vostre attività sono ancora più preziose e necessarie. Quindi, sono utili queste occasioni anche per approfondire alcuni aspetti, come l’importanza dell’innovazione tecnologica. Come amministrazione regionale, il nostro ruolo è quello di affiancare e supportare le vostre attività in questo percorso di crescita. Quindi, garantiremo la massima disponibilità anche in futuro per nuove iniziative, al fine di portare avanti una collaborazione sinergica’. A prendere la parola è stato poi il Presidente della Federazione Nazionale Ordini Fisioterapisti (FNOFI), Piero Ferrante. ‘Non è facile- ha tenuto a precisare- ma il nostro è un lavoro lungo. Siamo sul territorio, siamo al servizio dei cittadinisiamo pronti a rispondere ai nuovi bisogni di salute che i cittadini hanno il diritto di vedere esauditi. Pochi anni ci hanno consegnato un panorama completamente diverso: dal punto di vista anagrafico, perché abbiamo oltre 14 milioni di ultra 65enni, e dal punto di vista epidemiologico, con le cronicità e le multimorbidità. E, probabilmente, dobbiamo rivedere alcuni nostri paradigmi. Oggi è una giornata in cui il Lazio dà dimostrazione che i fisioterapisti hanno idee, sanno metterle in campo e sono sempre al servizio del cittadino. Siamo un Ordine nato dal niente, non avevamo nulla. Ma siamo andati avanti e andremo avanti, perché abbiamo grandi motivazioni e perché abbiamo una comunità che risponde sempre presente alle iniziative che mettiamo in campo e siamo consapevoli che il cittadino ha bisogno di noi’.
‘Un rapporto di Oms Europa del dicembre 2022- ha poi reso noto Ferrante- mette in luce che in Italia il 45% dei cittadini manifesta bisogni riabilitativi: stiamo parlando di 27 milioni di persone. Noi ci siamo, vogliamo essere utili, ringraziamo le istituzioni e confermiamo di essere al loro fianco. Ringraziamo le altre professioni sanitarie e assicuriamo la massima collaborazione, in una rete virtuosa in cui al centro resta sempre e solamente il cittadino’.
Il coordinatore regionale del Lazio della Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere (FIASO), Giuseppe Quintavalle, ha invece sottolineato che ‘l’ospedale, grande o piccolo che sia, senza il territorio non è nulla e il territorio, senza il grande ospedale o senza il piccolo ospedale, non è nulla. Dobbiamo dunque lavorare sui concetti di intersecazione e multiprofessionalità. Oggi non ci sono solo i fisioterapisti, che meritano un approfondimento importante per quello che saranno le attività future del territorio, della Casa di Comunità, dove dobbiamo lavorare per erogare una sanità di iniziativa e non più di attesa. Noi, infatti, attendiamo troppo. Se, ad esempio, aumentiamo sempre l’offerta non risolveremo mai il problema delle liste d’attesa‘.
Secondo Quintavalle, ‘privato accreditato e pubblico devono lavorare insieme: il Lazio ha iniziato finalmente a inserire le prestazioni nei ReCUP. E voglio sottolineare che il nostro è uno dei migliori Servizi sanitari. Non compariamoci con gli Stati Uniti: noi abbiamo equità, universalità, gratuità e, non lo dimentichiamo, abbiamo una grande professionalità, perché in quello che facciamo mettiamo davvero grande passione. Concorreremo insieme alla riorganizzazione dei nuovi modelli, all’interno dei quali dobbiamo comprendere il tecnicismo di alcune figure professionali che, secondo me, nel tempo sono state tenute non dico ai margini ma ritenute secondarie. Basti pensare all’importanza del fisioterapista nel miglioramento che può avere sullo stato di salute di una persona non necessariamente anziana. Noi abbiamo duemila over centenari in più all’anno: è un risultato meraviglioso, siamo una sanità che funziona’.

Related posts

Salute: il medico, melatonina e rischi cuore? Cosa sappiamo

Redazione Ore 12

IA e medicina di precisione trasformano la sanità italiana

Redazione Ore 12

L’oncologo: “Dal tumore ai testicoli si può guarire: Haller del Borussia Dortmund ne è l’esempio”

Redazione Ore 12