Dopo una nottata e una giornata all’insegna dell’incertezza e dell’attesa, alle 21 di ieri, ora locale, la presidente della Georgia Salome Zourabichvili è uscita da un silenzio che durava dalla sera precedente. Sul suo account X, dopo i primi exit poll, Zourabichvili aveva commentato quella che per qualche ora era sembrata essere la vittoria delle coalizioni filoeuropee di opposizione, contro il partito di governo Sogno georgiano: “La Georgia ha dimostrato democrazia, europeità e maturità” aveva twittato la presidente, “Sono orgogliosa e fiduciosa nel nostro futuro europeo!”.
Dopo i risultati ufficiali, resi pubblici dalla Commissione Elettorale Centrale (CEC), e la vittoria, dopo il conteggio manuale, di Sogno georgiano, i toni sono decisamente cambiati: “Queste elezioni non si sono potute svolgere correttamente. Non sono legittime, e nulla può renderle tali”, ha dichiarato la presidente, continuando: “Non riconosco queste elezioni, non possono essere riconosciute. Farlo sarebbe come accettare l’invasione della Russia e la sottomissione del nostro Paese”. Zourabichvili ha definito il processo elettorale con cui si è svolto ieri il voto “un nuovo tipo di invasione da parte della Russia,” sostenendo la tesi, diffusa nelle ultime ore (ma non in precedenza) , di ingerenze nelle elezioni da parte di Mosca.
In chiusura, l’invito a scendere in piazza: “Nessuno può privarci del nostro futuro europeo. Mi rivolgo alla popolazione perché non accetti i risultati di queste elezioni […] Domani alle 19 ci riuniremo a Rustaveli (sede del Parlamento ndr.) per far vedere al mondo che non riconosciamo queste elezioni”.
Nel frattempo è arrivato, dalla clinica penitenziaria dove è detenuto, anche l’appello dell’ex-presidente Mikheil Saakashvili, che nel 2003 aveva guidato la Rivoluzione delle Rose: “Ora è il momento delle proteste di massa,” ha affermato in un video diffuso questa sera, “dobbiamo mostrare al mondo che stiamo lottando per la libertà e che siamo un popolo che non tollera l’ingiustizia”.
Dopo il discorso di Zourabichvili anche la reazione del presidente del Consiglio Europeo Charles Michel non si è fatta attendere: “Le presunte irregolarità,” ha scritto su X, “devono essere seriamente chiarite e affrontate. Ribadiamo l’invito dell’UE alla leadership georgiana a dimostrare il suo fermo impegno nei confronti del percorso del Paese verso l’UE”.
Le commissioni di osservatori internazionali sembrano tuttavia essersi concentrate prevalentemente sulle grandi città, un fatto che potrebbe aver avuto un impatto sul risultato del voto. Nelle maggiori città, tra cui Tbilisi, Kutaisi e Rustavi, con l’eccezione di Batumi, Sogno georgiano non ha infatti ottenuto la maggioranza, recuperando nelle zone rurali, meno attentamente monitorate.
Tutte le coalizioni di opposizione hanno rifiutato di riconoscere i risultati delle elezioni e si uniranno alle manifestazioni di oggi e dei prossimi giorni. Tutto questo avviene dopo che il sindaco della capitale, l’ex calciatore Kakha Kaladze, aveva assicurato, già da ieri, “una risposta molto severa” se qualcuno “osa prendere provvedimenti contro la legge,” in riferimento a possibili manifestazioni.
Per quanto possano piacere ai partner internazionali dell’una o dell’altra fazione, resta indubbio che uno scambio di dichiarazioni come quello delle ultime ventiquattro ore non potrà che esacerbare le divisioni interne e minare la già precaria stabilità del Paese.
D’altra parte è noto che la Russia vede con grande allarme un’altra rivoluzione colorata come in una piazza Maidan in Hcraina rinnovata a Tibilisi. Quindi non è escluso che le manifestazioni odierne degli oppositori sfocino un gravi incidenti. Il che fa comunque gioco all’Occidente.
GiElle
