Imprese e Sindacato

Sciopero rider, Grimaldi (LUV): “I tribunali di tutta Europa stanno riconoscendo che è lavoro subordinato e l’ Italia?”

CARDIFF, UNITED KINGDOM - MAY 01: A Deliveroo food delivery rider on May 01, 2017 in Cardiff, United Kingdom. Deliveroo is calling on the government for a charter to allow gig economy platforms to provide benefits to freelancers without their employment status changing. (Photo by Matthew Horwood/Getty Images)

 “Li chiamiamo lavoratori essenziali, ma non riconosciamo la loro dignità. Oggi sto con i rider in sciopero contro l’accordo pirata firmato tra Assodelivery e Ugl” – dichiara il Capogruppo di Liberi Uguali Verdi, Marco Grimaldi, sullo sciopero odierno dei rider di tutte le piattaforme del delivery in tutta Italia, che dopo i fattorini (e non solo) di Amazon si fermano per 24 ore. Stop delle consegne e invito ai consumatori a non chiamare per l’intera giornata per ricevere pasti o acquisti. “Chiedono una cosa molto semplice, ossia di essere inquadrati in un vero contratto collettivo nazionale, con tutele e diritti riconosciuti: ferie, malattia, TFR, indennità di lavoro notturno e durante la pandemia, salario adeguato – prosegue Grimaldi, primo firmatario di una proposta di legge al Parlamento che vuole garantire maggiori tutele, regolarizzando i lavoratori della gig economy a livello nazionale: “Come diciamo da anni, dobbiamo smettere di chiamarli lavoretti, gli occupati di quei settori sono a tutti gli effetti lavoratori dipendenti e i tribunali dell’Europa intera lo stanno riconoscendo. Quando lo farà la legge italiana?” 

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