di Riccardo Bizzarri (*)
Come diceva Voltaire: “La storia è un trucco che gli uomini giocano agli eventi per dar loro un senso”. Ma nel caso del Vaticano, il trucco è ormai uno spettacolo di magia da villaggio medievale, completo di fumi d’incenso, cambi d’identità e scomparse selettive di dignità. In scena oggi una commedia in due atti e un solo epilogo. Due cardinali molto diversi, uniti da una stessa aura di imbarazzo: Philippe Ouédraogo, il porporato con la data di nascita liquida, e Juan Luis Cipriani, il cardinale sanzionato… ma solo in teoria.
Atto I: Ouédraogo e l’elogio della confusione anagrafica
La vita è un mistero, e nel caso di Ouédraogo anche il certificato di nascita. «Nel mio villaggio non c’erano scuole né ospedali. Sono nato a casa e non mi è stata data una data di nascita», dichiara con candore bucolico. Una fiaba moderna. Poi, miracolosamente, una data spunta: 25 gennaio 1945. Ma nel passaporto ne troviamo un’altra: 31 dicembre dello stesso anno. Perché? “È prassi in Burkina Faso”, dice il Messaggero. Prassi utile, aggiungiamo noi, specie quando si tratta di Conclavi e limiti d’età.
Nel dubbio, il Vaticano aggiorna l’Annuario Pontificio come fosse una pagina Wikipedia. Perché? «È possibile che sia arrivato qualche documento», afferma placido il portavoce Matteo Bruni. Una risposta che avrebbe fatto impallidire Socrate: “So di non sapere”. Ma almeno il filosofo greco lo ammetteva.
Atto II: Cipriani, il cardinale fantasma (ma solo per chi vuol vederlo)
Più inquietante è il ritorno in scena del cardinale peruviano Juan Luis Cipriani Thorne, ex arcivescovo di Lima e membro dell’Opus Dei, sanzionato da Papa Francesco nel 2019 per accuse di abusi risalenti agli anni ’80. Le punizioni erano chiare: niente vesti cardinalizie, niente vita pubblica, niente Conclave.
E invece? Eccolo, in porpora sgargiante, a Roma per le congregazioni generali pre-Conclave. Qualcuno obietta? Nessuno. L’Aula del Sinodo? Silenziosa come una tomba. Il Vaticano? Laconico: «Il caso è noto. Se non sono state adottate delle scelte, ognuno tiri le sue conclusioni». Una frase che avrebbe fatto invidia a Machiavelli: “La finzione è necessaria per governare gli uomini”.
Cipriani, dal canto suo, si comporta come se tutto fosse stato dimenticato. E forse è così: perché nel teatro della Curia, la memoria è spesso selettiva, e l’oblio ha il sapore del conveniente.
Epilogo: Ecclesia flexible
Nel 2025, la Chiesa cattolica continua a oscillare tra dogmi incrollabili e prassi da commedia dell’arte. Date di nascita fluttuanti, sanzioni che evaporano, cardinali che appaiono e scompaiono come in un mistero medievale. Pascal scriveva: “Gli uomini non fanno mai il male così completamente e con tanto entusiasmo come quando lo fanno per coscienza”. Nel nostro caso, però, la coscienza è stata forse sostituita dal cerimoniale.
E così, mentre il popolo di Dio guarda alla Chiesa per trovare chiarezza, essa risponde con la nebbia. Una nebbia sacra, certo, ma sempre nebbia è.
(*) Giornalista
aggiornamento conclave ore 14.00
