Primo piano

La Pace nell’era digitale, con l’uomo al centro

Intervista al Presidente di A-PEACE Marcello Trento

(D) Buongiorno Presidente, grazie per averci concesso questa intervista. L’associazione A-PEACE si propone di diffondere la cultura della pace tra le nuove generazioni. Qual è, a suo avviso, la principale sfida nel coinvolgere i giovani su un tema così fondamentale, in un mondo sempre più frammentato?

Presidente Buongiorno a lei. La sfida più grande è rendere la pace non un concetto astratto o un mero ideale, ma un’esperienza concreta e tangibile nella loro vita quotidiana. I giovani sono immersi in un flusso costante di informazioni, spesso polarizzanti. Il nostro compito è aiutarli a sviluppare un pensiero critico, a comprendere le radici dei conflitti e a riconoscere che la pace si costruisce attraverso gesti quotidiani di empatia, ascolto e rispetto. Vogliamo che la pace sia per loro una scelta attiva, non passiva.

Giornalista: Nel vostro manifesto è molto chiara la preoccupazione che l’avanzamento delle macchine e dell’intelligenza artificiale possa portare a un mondo cibernetico dove l’etica e la morale dell’essere umano vengano sopraffatte. Come intendete affrontare questa tematica, e quali sono i rischi più concreti che intravedete?

Presidente: Questa è una delle nostre preoccupazioni centrali. Il rischio più concreto è la disumanizzazione. Se non gestite con saggezza, le tecnologie avanzate potrebbero marginalizzare il valore dell’esperienza umana, della relazione interpersonale e persino del libero arbitrio. Vediamo il rischio di un mondo dove le decisioni etiche siano demandate ad algoritmi, e l’individuo venga ridotto a mero dato. Il nostro approccio è duplice: da un lato, promuovere un’etica digitale che ponga l’essere umano al centro dello sviluppo tecnologico; dall’altro, educare le nuove generazioni a discernere, a mantenere saldi i valori umani e a non delegare la propria umanità alla macchina. L’uomo deve rimanere il custode della propria etica.

Giornalista: Siete un’associazione apolitica e abbracciate tutti i pensieri religiosi e filosofici che promuovono la pace. Come riuscite a conciliare questa apertura con la necessità di mantenere una linea programmatica chiara e coerente?

Presidente: La nostra forza sta proprio in questa apertura. La pace non è un’esclusiva di una fede o di un’ideologia politica; è un’aspirazione universale. La coerenza della nostra linea programmatica risiede nella nostra carta dei valori: l’uomo e l’umanità al centro, il rispetto reciproco, la non violenza e la promozione del dialogo. Questi principi sono trasversali e trovano risonanza in ogni grande tradizione spirituale e filosofica. La nostra apoliticità non significa assenza di valori, ma la volontà di superare le divisioni ideologiche per focalizzarci su ciò che unisce. Siamo una piattaforma, non un partito.

Giornalista: A-PEACE ha sede a Roma, ma aspira a una presenza globale. Quali sono i primi passi concreti che intendete intraprendere per espandervi oltre i confini italiani e quali nazioni o regioni ritenete prioritarie per questa espansione iniziale?

Presidente: L’espansione globale è un obiettivo ambizioso ma irrinunciabile per la pace. I primi passi riguarderanno la creazione di partnership strategiche con organizzazioni e istituzioni che condividono i nostri valori, sia a livello accademico che della società civile. Vogliamo partecipare a forum internazionali e diffondere la nostra metodologia educativa. Per quanto riguarda le regioni prioritarie, guardiamo con interesse all’Europa, data la sua multiculturalità e la sua storia di conflitti e riconciliazioni, ma anche al Medio Oriente e all’Africa, dove la necessità di una cultura della pace è quanto mai urgente. Sarà un lavoro capillare, basato sulla costruzione di relazioni di fiducia.

Giornalista: Infine, Presidente, se dovesse sintetizzare in una frase il messaggio chiave che A-PEACE vuole lanciare al mondo, quale sarebbe?

Presidente: Il nostro messaggio è chiaro: La pace è la nostra umanità, e solo mantenendo l’uomo al centro potremo costruire un futuro in cui la tecnologia serva la vita e non la domini.

Aggiornamento università della Pace ore 13.05

 

Nella foto il Presidente di A-PEACE, Marcello Trento

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