Economia e Lavoro

Da Bruxelles blocco diesel Euro 5 in quattro Regioni: da ottobre scatta lo stop

di Gino Piacentini

Dal primo ottobre 2025 stop alla circolazione per i diesel Euro 5 nei grandi centri di Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte. Il Ministro Salvini parla di “follie europee” e annuncia battaglia in Parlamento.

 

A partire dal prossimo 1° ottobre 2025, le auto diesel Euro 5 non potranno più circolare nei giorni feriali, dalle 8.30 alle 18.30, nei comuni con oltre 30mila abitanti di Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna. Una misura destinata a durare fino al 15 aprile 2026 e a ripetersi ogni anno, nel periodo invernale, come parte del Protocollo antismog del Bacino Padano, una delle aree più inquinate d’Europa.

Il provvedimento punta a ridurre l’impatto delle emissioni nei territori maggiormente esposti all’inquinamento da polveri sottili, ma ha già innescato forti polemiche. Il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, lo definisce un diktat “figlio delle follie europee” e un effetto diretto del Green Deal promosso dalla Commissione von der Leyen. Secondo Salvini, il divieto metterebbe fuori uso circa 7 milioni di veicoli in tutta Italia, tra cui oltre 100mila mezzi commerciali Euro 5.

Il decreto che introduce lo stop, approvato dal governo lo scorso 19 maggio, è ora al vaglio della Camera per la conversione in legge. La Lega sta lavorando a un emendamento al decreto Infrastrutture per sospendere o attenuare le restrizioni, mentre le Regioni coinvolte stanno facendo pressing su Roma e Bruxelles affinché si trovi una soluzione meno impattante per cittadini e imprese. “La transizione ecologica – sottolinea Salvini – deve essere accompagnata, non imposta”.

Chi dovesse ignorare le nuove regole rischia multe da 168 a 679 euro, con la possibilità di una sospensione della patente da 15 a 30 giorni in caso di recidiva. Il blocco riguarda esclusivamente i giorni feriali, ma la sua applicazione potrebbe diventare più severa in caso di superamento dei limiti di PM10.

Secondo i dati ACI, analizzati da AutoScout24, oltre un terzo del parco circolante italiano ha più di 15 anni. Circa 1,25 milioni di veicoli sono ancora Euro 4 o inferiori, di cui oltre 223mila Euro 0 e 1, cioè i più inquinanti. Una situazione che fotografa la necessità di incentivi pubblici per favorire la sostituzione dei mezzi più vecchi e favorire un ricambio graduale e sostenibile.

Nel frattempo, le Regioni stanno valutando manovre correttive che possano permettere deroghe al divieto per i diesel Euro 5, bilanciando le emissioni con interventi mirati nei settori industriale, agricolo e del trasporto pubblico. Tra le ipotesi anche l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per la gestione del traffico, con l’obiettivo di ridurre consumi ed emissioni senza penalizzare i cittadini.

Il conto alla rovescia è iniziato. Entro il 19 luglio, termine per la conversione del decreto, si deciderà se l’Italia vorrà confermare il percorso intrapreso per migliorare la qualità dell’aria o se prevarranno le ragioni della prudenza economica e sociale.

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