di Wladymiro Wysocki (*)
Il 5 giugno scorso l’INAIL ha pubblicato i nuovi dati “open data” sull’andamento infortunistico in Italia registrati nei primi quattro mesi dell’anno.
Numeri ancora allarmanti, anche se abbiamo un lievissimo calo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente sugli infortuni ma con un incremento dei decessi.
Nel totale si sono registrati 192.253 infortuni dei quali in itinere sono 28.203, il settore delle costruzioni rimane il più critico con 10.797 e solo nel mese di aprile 2.018, mentre con esito mortale in Italia si sono registrati 291 casi dei quali 41 nel settore delle costruzioni.
Le malattie professionali, un dato del quale poco se ne parla ma che hanno un impressionante incremento da anni e sempre con le stesse patologie, ovvero, ipoacusia, fattori stressogeni e problematiche muscolo scheletriche, nei primi quattro mesi sono stati 33.136.
Gli incidenti con esito mortale da inizio anno fino ad aprile sono 291 dei quali 41 solamente nel settore dell’edilizia e costruzioni in genere.
Ricordiamo sempre che parliamo di numeri, statistiche che già ad oggi sono tristemente superati ma dietro a questi dati ci sono persone, famiglie, genitori, mogli, mariti e figli che soffrono e vivono un dramma.
Nella scorsa settimana a Bologna Fiere si è svolto il salone della sicurezza sul lavoro, un appuntamento annuale, che questo anno ha visto un anticipo rispetto al solito periodo di fine anno.
Una occasione di confronti tra tecnici e istituzioni dove nelle aule formative si esponevano temi nuovi nel settore della prevenzione, nuove tecnologie da impiegare sul campo, nuovi sviluppi nel mondo della politica in materia di prevenzione, tecniche di formazione, l’impego dell’intelligenza artificiale e tantissimo altro.
Io stesso sono stato presente come relatore in diverse circostante per conto dell’Organismo Paritetico OPN Italia Lavoro, con il Presidente Antonio Eramo, con il quale si dava testimonianza concreta dell’importanza della formazione riconosciuta, vera ed efficace.
Quello che si sta notando nel mondo della prevenzione e sicurezza sul lavoro, e anche personalmente nei miei interventi e incontri, è che tra i tecnici regna sempre di più una confusione sia del panorama normativo che tecnico-pratico.
Sembra una assurdità ma è vero, lo si vede nelle domande e nella realtà sui dati che periodicamente l’Inail ci comunica.
Ecco perché la cultura della sicurezza resta una bella parola che poi nella pratica non ha un risvolto concreto.
Fino a quando la formazione è prettamente teorica e totalmente scollata dal coinvolgimento e dalla partecipazione attiva dei lavoratori, fino a quando la documentazione e le analisi dei rischi e pericoli aziendali sono solamente dei refusi o delle schede scaricate da qualche programma, parlare di prevenzione resta un concetto astratto.
Stiamo alla perenne ricerca della soluzione alla riduzione del dramma degli infortuni dando la colpa all’assenza di ispezioni, alla formazione, alla carente divulgazione della conoscenza nelle scuole, sicuramente tutto giusto ma credo che dobbiamo guardarci allo specchio e con onestà ammettere se quanto si sta facendo nelle modalità è poi realmente efficace.
La risposta, dati alla mano, è evidente.
Eppure, quando parliamo di sicurezza dobbiamo tenere a mente, al netto delle proprie religioni, che il primo riferimento lo troviamo proprio nella Bibbia nel libro del Deuteronomio 22:8 che testualmente riporta: “quando costruisci una casa, devi fare un parapetto intorno al tetto, così che, se qualcuno cadesse di sotto, tu non faccia ricadere sulla tua casa la colpa del sangue versato”.
Poi la cronaca ogni giorno ci sbatte in faccia la realtà, basta fare una rapida lettura dei quotidiani dove è impossibile restare al passo con le notizie.
15 giugno, muore all’ospedale Santa Maria alle Scotte di Siena, dopo 48 ore di agonia, il lavoratore 47enne a seguito di un gravissimo incidente avvenuto presso l’azienda agricola di Monterchi.
Potenza, il 35enne di Pignola rimasto schiacciato da una pressa per lamiere a seguito delle gravi ferite dopo giorni di ospedale è morto all’ospedale San Carlo di Potenza Ferdinando Roma.
Lecce, 11 giugno, operaio di 25 anni specializzato nell’edilizia acrobatica perde la vita dopo un volo di circa 7 metri.
16 giugno, Sacco nella provincia di Salerno, un operaio è in gravissime condizioni per essere caduto dall’impalcatura in cantiere e la prognosi resta riservata.
La lista è lunga, ogni sessanta secondi si registra un infortunio e di media ogni otto ore un lavoratore perde la vita, nessun settore è risparmiato scuola compresa dove gli incidenti sono in costante aumento.
Intanto il 13 giugno dal Ministero del Lavoro, il Ministro Marina Elvira Calderone a seguito del primo incontro tecnico con le rappresentanze sindacali e datoriali in merito alle nuove misure dichiara che “con l’incontro di oggi abbiamo concordato temi e tempi per nuove misure in materia di sicurezza sul lavoro. Entro luglio vorrei poter presentare un testo condiviso per la stabilizzazione dell’assicurazione scolastica, quindi l’assicurazione per i giovani e per i docenti, la formazione, le premialità per chi investe in sicurezza. Tempi più rapidi invece per un accordo sulle ondate di calore. Anche oggi come già a Palazzo Chigi, il confronto è stato pacato, concreto, molto interessante. E’ evidente la volontà di tutti di migliorare la qualità della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”.
A noi non resta che fare del nostro meglio ogni singolo giorno per la tutela del lavoro e del lavoratore, per il benessere del lavoratore garantendo quella dignità che purtroppo viene a mancare e troppo spesso violata.
(*) Esperto di sicurezza sul lavoro
