Trump: annunciato il cessate il fuoco tra Israele e Iran. Tel Aviv accusa Teheran di non aver rispettato la tregua. Poche ore prima ennesimo raid missilistico iraniano contro base americana in Qatar.
di Andrea Maldi
Il cessate il fuoco tra Israele e Iran è ufficialmente entrato in vigore martedì scorso alle ore 7:00 di Tel Aviv e 7:30 di Teheran (ore 6:00 italiane). Secondo il commander in chief Donald Trump la tregua potrebbe rappresentare la fine del conflitto, che ormai va avanti dal 13 giugno: “…è stato pienamente concordato da e tra Israele e Iran che ci sarà un cessate il fuoco completo e totale, questo dovrebbe portare a una fine ufficiale della Guerra dei 12 giorni”, scrive Trump sul suo social Truth nella notte di lunedì.
La tregua è durata 24 ore suddivise in 2 momenti: doveva essere l’Iran a sospendere per primo tutte le operazioni militari (per poi seguire Israele), trasgredendola con il lancio di razzi balistici verso lo Stato ebraico. In seguito alla nuova aggressione, il ministro della difesa israeliano Israel Katz ha dato ordini all’esercito “di rispondere con forza alla violazione del cessate il fuoco da parte dell’Iran. Secondo fonti locali, Teheran ha negato di aver scatenato l’attacco.
l’Iran, poche ore prima dell’annuncio della tregua, nell’offensiva “Basharat al-Fath” aveva lanciato 14 missili con traiettoria di volo balistica contro la base Usa di Al Udeid in Qatar, come ritorsione ai bombardamenti statunitensi nella notte di sabato sui tre siti nucleari iraniani di Fordow, Isfahan e Natanz. L’attacco missilistico di Teheran sarebbe stato commisurato al numero di super bombe GBU-57 MOP (Massive Ordnance Penetrator, con un peso di oltre 13 tonnellate è in grado di penetrare 60 metri nel terreno) sganciate da alcuni bombardieri stealth B-2 americani, impiegati nell’ambito dell’operazione militare “Midnight hammer”, per distruggere le tre strutture atomiche dello Stato islamico.
I razzi sono stati tutti intercettati, tranne uno che è precipitato in un’area desertica non causando danni ne vittime. Il Qatar ha riaperto il proprio spazio aereo.
Il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed al-Ansari, scrive su X: “Il Qatar condanna con fermezza l’attacco alla base aerea di Al-Udeid da parte dei Guardiani della Rivoluzione iraniana. Consideriamo ciò una violazione flagrante della sovranità dello Stato del Qatar, del suo spazio aereo, del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite. L’emirato del Golfo si riserva il diritto di rispondere direttamente in modo equivalente alla natura e alla portata di questa sfacciata aggressione, in conformità con il diritto internazionale… Rassicuriamo — prosegue il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar — sul fatto che le difese aeree del Qatar hanno contrastato con successo l’attacco e intercettato i missili iraniani. Una dichiarazione dettagliata riguardante le circostanze dell’attacco verrà rilasciata successivamente dal ministero della Difesa”.
Donald Trump sui social scrive che “tutti i siti nucleari iraniani hanno subito danni monumentali”. Pronta la replica di Teheran che ha avvisato gli Usa di “preoccupanti conseguenze” dopo il bombardamento sui tre siti nucleari della repubblica islamica.
Nel frattempo il premier israeliano Benjamin Netanyahu si è congratulato con Whashington per l’attacco in Iran, affermando di “decisione storica per gli Stati Uniti”. Intanto l’Iran dall’alba di ieri mattina continua il suo raid missilistico contro diverse città Israeliane: colpite Tel Aviv, Haifa e Gerusalemme, cinque vittime a Beer Sheva. La maggior parte dei missili sono stati intercettati e distrutti dalle difese israeliane.
Anche se non dichiarato esplicitamente, gli Stati Uniti non trascurano l’ipotesi di un cambio di regime in Iran ma il focus principale è la completa distruzione delle testate nucleari iraniane. Obiettivo confermato anche da Netanyahu.
Ma la tregua non è stata mantenuta da ambo le parti. Infatti nel pomeriggio di ieri Trump, durante un’intervista, si è dichiarato “per niente contento… Israele e Iran non sanno più cosa c…o stanno facendo… Cambio di regime? No, sarebbe caos!” e su Truth ha attaccato lo Stato ebraico: “Rispettate la tregua, non bombardate e fate tornare indietro gli aerei”.
Infine a preoccupare è anche la chiusura dello stretto di Hormuz approvata dal Parlamento iraniano, un punto nodale in quanto vi passa circa il 20% di gas e petrolio di tutto il mondo. Una mossa che potrebbe avere un effetto a catena devastante per l’economia mondiale.
Il Segretario di Stato Usa, Marco Rubio, per contrastare la decisione iraniana ha chiesto alla Cina di mediare e tentare di far cambiare idea allo Stato islamico.
di Andrea Maldi
Il cessate il fuoco tra Israele e Iran è ufficialmente entrato in vigore martedì scorso alle ore 7:00 di Tel Aviv e 7:30 di Teheran (ore 6:00 italiane). Secondo il commander in chief Donald Trump la tregua potrebbe rappresentare la fine del conflitto, che ormai va avanti dal 13 giugno: “…è stato pienamente concordato da e tra Israele e Iran che ci sarà un cessate il fuoco completo e totale, questo dovrebbe portare a una fine ufficiale della Guerra dei 12 giorni”, scrive Trump sul suo social Truth nella notte di lunedì.
La tregua è durata 24 ore suddivise in 2 momenti: doveva essere l’Iran a sospendere per primo tutte le operazioni militari (per poi seguire Israele), trasgredendola con il lancio di razzi balistici verso lo Stato ebraico. In seguito alla nuova aggressione, il ministro della difesa israeliano Israel Katz ha dato ordini all’esercito “di rispondere con forza alla violazione del cessate il fuoco da parte dell’Iran. Secondo fonti locali, Teheran ha negato di aver scatenato l’attacco.
l’Iran, poche ore prima dell’annuncio della tregua, nell’offensiva “Basharat al-Fath” aveva lanciato 14 missili con traiettoria di volo balistica contro la base Usa di Al Udeid in Qatar, come ritorsione ai bombardamenti statunitensi nella notte di sabato sui tre siti nucleari iraniani di Fordow, Isfahan e Natanz. L’attacco missilistico di Teheran sarebbe stato commisurato al numero di super bombe GBU-57 MOP (Massive Ordnance Penetrator, con un peso di oltre 13 tonnellate è in grado di penetrare 60 metri nel terreno) sganciate da alcuni bombardieri stealth B-2 americani, impiegati nell’ambito dell’operazione militare “Midnight hammer”, per distruggere le tre strutture atomiche dello Stato islamico.
I razzi sono stati tutti intercettati, tranne uno che è precipitato in un’area desertica non causando danni ne vittime. Il Qatar ha riaperto il proprio spazio aereo.
Il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed al-Ansari, scrive su X: “Il Qatar condanna con fermezza l’attacco alla base aerea di Al-Udeid da parte dei Guardiani della Rivoluzione iraniana. Consideriamo ciò una violazione flagrante della sovranità dello Stato del Qatar, del suo spazio aereo, del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite. L’emirato del Golfo si riserva il diritto di rispondere direttamente in modo equivalente alla natura e alla portata di questa sfacciata aggressione, in conformità con il diritto internazionale… Rassicuriamo — prosegue il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar — sul fatto che le difese aeree del Qatar hanno contrastato con successo l’attacco e intercettato i missili iraniani. Una dichiarazione dettagliata riguardante le circostanze dell’attacco verrà rilasciata successivamente dal ministero della Difesa”.
Donald Trump sui social scrive che “tutti i siti nucleari iraniani hanno subito danni monumentali”. Pronta la replica di Teheran che ha avvisato gli Usa di “preoccupanti conseguenze” dopo il bombardamento sui tre siti nucleari della repubblica islamica.
Nel frattempo il premier israeliano Benjamin Netanyahu si è congratulato con Whashington per l’attacco in Iran, affermando di “decisione storica per gli Stati Uniti”. Intanto l’Iran dall’alba di ieri mattina continua il suo raid missilistico contro diverse città Israeliane: colpite Tel Aviv, Haifa e Gerusalemme, cinque vittime a Beer Sheva. La maggior parte dei missili sono stati intercettati e distrutti dalle difese israeliane.
Anche se non dichiarato esplicitamente, gli Stati Uniti non trascurano l’ipotesi di un cambio di regime in Iran ma il focus principale è la completa distruzione delle testate nucleari iraniane. Obiettivo confermato anche da Netanyahu.
Ma la tregua non è stata mantenuta da ambo le parti. Infatti nel pomeriggio di ieri Trump, durante un’intervista, si è dichiarato “per niente contento… Israele e Iran non sanno più cosa c…o stanno facendo… Cambio di regime? No, sarebbe caos!” e su Truth ha attaccato lo Stato ebraico: “Rispettate la tregua, non bombardate e fate tornare indietro gli aerei”.
Infine a preoccupare è anche la chiusura dello stretto di Hormuz approvata dal Parlamento iraniano, un punto nodale in quanto vi passa circa il 20% di gas e petrolio di tutto il mondo. Una mossa che potrebbe avere un effetto a catena devastante per l’economia mondiale.
Il Segretario di Stato Usa, Marco Rubio, per contrastare la decisione iraniana ha chiesto alla Cina di mediare e tentare di far cambiare idea allo Stato islamico.
