In ogni caso, i contro-dazi Ue sono pronti da tempo. Due pacchetti affiancati dal bazooka – per ora nel cassetto – delle sanzioni sulle Big Tech e dello stop agli investimenti Usa sul suolo continentale. Dalle highway agli scaffali della middle class americana, il primo set ai blocchi di partenza – finora congelato in favore degli sforzi diplomatici – colpisce i simboli delle roccaforti repubblicane, con tasse al 10 e 25% articolate in tre fasi per rispondere alle tariffe su acciaio e alluminio ufficializzate a marzo da Trump – e raddoppiate a giugno – raccogliendo fino a 20,9 miliardi di euro. Il pacchetto riporta in auge l’arsenale già usato durante il primo mandato del tycoon, colpendo Harley-Davidson, auto, yacht, jeans Levi’s, burro d’arachidi, mirtilli, tabacco, articoli per la cura della persona. Tassati anche acciaio, alluminio, elettrodomestici e tecnologia leggera. A essere colpito sarà poi il cuore agricolo-industriale americano: carne e pollame del Midwest, legname del Sud, cereali, fast-food, moda e cosmetici. Infine, la soia della Louisiana e le mandorle californiane.
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