Titola così oggi il quotidiano moscovita Komsomolskaia Pravda ritenuto molto vicino a Putin che si sofferma in particolare sulla prospettiva delle sanzioni.
“Anche qui – scrive- le cose non sono andate così male come descritto il giorno prima dal senatore russofobo Lindsey Graham. Se non si raggiunge un accordo di pace tra Mosca e Kiev entro 50 giorni, allora Washington, ha minacciato Trump, introdurrà sanzioni secondarie al 100%. Ma la Casa Bianca spera ancora che non si arrivi a tanto”.
Secondo la testata il Presidente degli Stati Uniti è indubbiamente consapevole che uno scenario di maggiore pressione sulla Russia avrebbe prodotto il risultato opposto.
“Pertanto – prosegue il commento -, formalmente, è ancora a favore della pace, non fornisce armi direttamente, ma attraverso le mani dei membri della NATO e per i loro soldi”.
“ Ha minacciato dazi, ma li ha rinviati. Sembra che sia ancora un grande maestro che da solo posiziona le pedine sulla scacchiera mondiale. Ma quali mosse abbia ancora in serbo, e se ne abbia qualcuna, non è chiaro. Donald dovrebbe in qualche modo risolvere la guerra dei dazi con i suoi alleati dell’UE nei prossimi giorni, altrimenti, come avvertono gli esperti, il commercio transatlantico giungerà al termine”.
Svobodna Pressa, quotidiano che esprime prevalentemente le posizioni del Partito Comunista russo titola invece: Trump ha dato a Putin 50 giorni, lui ha ridacchiato e l’Europa si è sentita come una pecora montata da un toro.
“In sostanza – scrive- Trump ha preso le distanze dal problema ucraino, spostandone completamente la soluzione all’Unione Europea. Sono gli europei a dover trovare urgentemente i fondi per acquistare armi per le Forze Armate ucraine”.
E cita il quotidiano tedesco Der Spiegel secondo il quale “il grande annuncio si è rivelato più modesto di quanto molti avessero sperato… In diverse capitali europee, le aspettative erano diverse. Non da ultimo a causa dello stesso presidente degli Stati Uniti”.
Mentre Zelensky che non ha specificato che tipo di armi l’Ucraina si aspetta di ricevere, menzionando solo i sistemi Patriot Quindi per il commentatore russo “sembra che gli americani stessi non abbiano ancora deciso che tipo di armi fornire al regime di Kiev”.
Alcune pubblicazioni economiche fra le quali il quotidiano Kommerzant riportano che la minaccia di ieri da parte del proprietario della Casa Bianca non ha causato alcun panico alla Borsa di Mosca: i mercati si sono già adattati a un’interazione limitata con gli Stati Uniti. Inoltre, il “ritardo” di 50 giorni è stato, al contrario, percepito positivamente, il che ha influenzato le quotazioni.
In questo contesto si suggerisce che le motivazioni di Trump sulle sanzioni potrebbero essere parte di una manovra politica e non la prova di una rottura radicale con Mosca, poiché nonostante la dura retorica, il danno economico reale derivante dai nuovi dazi per la Russia appare estremamente insignificante.
La Pravda giudica invece solo una “piccola sorpresa” la moratoria di Trump di 50 giorni prima delle prossime sanzioni americane rispetto alle esplosive dichiarazioni che il presidente americano avrebbe dovuto fare secondo le precedenti anticipazioni dell’agenzia americana Axios che adombravano scelte dirompenti.
D’altra parte la stampa russa si è adeguata alle dichiarazioni ufficiali del Presidente Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev che ieri su X aveva affermato che “Trump ha lanciato un ultimatum decorativo al Cremlino. Il mondo ha rabbrividito, in attesa delle conseguenze. La belligerante Unione Europea è delusa. La Russia non se n’è accorta“.
GiElle
