di Giuliano Longo
Lunedì il presidente Donald Trump si è spinto oltre ogni limite per aiutare l’Ucraina a difendersi dalla Russia, dando il via libera all’acquisto da parte dell’Europa di sistemi di difesa missilistica Patriot e di altre armi per l’Ucraina, ma secondo i media americani ciò non significa che goda piena fiducia in Zelenski.
L’edizione americana di POLITICO riporta in anonimato, fonti della Casa Bianca secondo le quali il Presidente americano è ancora convinto che Mosca avrebbe la meglio nel conflitto in corso, ma frustrato (il termine esatto è “incazzato” ) con Putin ora è più disposto a prendere parte a un conflitto che ritiene ancora si possa risolvere rapidamente.
“Il presidente pensa che la Russia vincerà, è una questione di tempo”, ha detto un alto funzionario della Casa Bianca, a cui è stato concesso l’anonimato da parte della prestigiosa pubblicazione..
“La Russia ha un’economia più grande, un esercito più grande, ha più che abbastanza cadaveri da buttare nel tritacarne, e non gliene importa niente. E sebbene stiano facendo progressi lenti, li stanno comunque facendo. Il presidente Trump vuole solo fermare le uccisioni“.
Trump vuole aumentare la pressione su Mosca, contrastando l’ala isolazionista del movimento MAGA e insistendo sul fatto che questa ultima mossa è in linea con la sua strategia di “America First” inserendosi in una visione pluridecennale secondo cui l’America è stata truffata dagli alleati e che l’Europa, in particolare, deve gestire la propria Difesa.
Durante l’ incontro di lunedì nello Studio Ovale con il Segretario generale della NATO Mark Rutte, Trump ha valorizzato la cifra che gli Stati Uniti hanno già speso per gli aiuti all’Ucraina, sottolineando che alla fine anche gli europei pagheranno la loro giusta quota.
“Non le compreremo, ma le produrremo, e saranno loro a pagarle”, ha detto Trump parlando delle armi che verranno inviate a Kiev e riferendosi ai “ricchissimi” alleati europei. “Loro ci tengono molto, e anche noi ci teniamo molto, ma ci aspettano un sacco di soldi, e non vogliamo più farlo”.
Il capo politico del Pentagono, Elbridge Colby ha immediatamente espresso il suo sostegno a Trump, ribadendo che questa scelta non è in contrasto con le posizioni di “America First”.
“Al centro del buon senso del presidente Trump, il messaggio di America First è che le nostre alleanze devono essere giuste ed eque per essere sostenibili”, ha scritto Colby. “Questo è assolutamente ragionevole, ma è stato trattato per molti anni come un’eresia. Eppure, ora con lo storico impegno della NATO, vediamo che può funzionare, e che lascerà non solo gli americani, ma anche i nostri alleati europei, in una situazione migliore”.
Altri alti funzionari dell’amministrazione nell’anonimato, hanno affermato che la risposta di Trump è in gran parte una reazione all’indifferenza di Putin nei confronti dei suoi tentativi di mediare un accordo di pace.“ Alcuni dei recenti attacchi russi sono stati i peggiori finora” ha affermato un ‘alto funzionario della Casa Bianca. “E ultimamente la situazione è diventata più indiscriminata e il Presidente non lo apprezza”.
Due funzionari dell’amministrazione hanno anche riconosciuto che i leader europei avrebbero placato le richieste di Trump per il continente, in particolare per quanto riguarda la spesa di miliardi in più per la difesa collettiva. E Trump, per giustificare la sua decisione, ha fatto specificamente fatto riferimento all’incontro della NATO del mese scorso, durante il quale quasi tutti i membri si sono impegnati ad aumentare la spesa per la difesa
Il presidente ha anche accennato alla sua visione del conflitto durante l’incontro di lunedì con Rutte, elogiando il “coraggio” dell’Ucraina pur ritenendo qualche mese fa che Zelenskyy non “ha le carte in regola” contro la Russia nel lungo periodo. “Continuano a combattere con enorme coraggio, ma non hanno… stanno perdendo in termini di equipaggiamento”, ha detto Trump.
Eppure molti nel movimento MAGA restano cauti e confusi dalla rapidità con cui il presidente è passato dal criticare Zelensky come ingrato al considerare gli ucraini un modello di coraggio. “I soldi europei lo attenuano”, ha affermato un anonimo ex funzionario della campagna elettorale di Trump e suo alleato di lunga data. “ma lo contestiamo ancora. Questa non è la nostra guerra e l’escalation non è nell’interesse dell’America”. Anche se un recente sondaggio di Echelon Insights mostra come quasi due terzi degli elettori di Trump siano favorevoli a continuare a inviare armi all’Ucraina.
Anna Kelly, vice addetta stampa della Casa Bianca, ha assicurato che “la base MAGA e gli oltre 77 milioni di americani che hanno votato per il presidente Trump non sono in preda al panico come i media“, ha affermato. “Hanno fiducia in Trump e sanno che questo presidente sta ripristinando la pace con la forza”.
La stampa russasi sofferma anche sulla possibilità che di qui a 50 giorni gli Stati Uniti impongano sanzioni a Mosca almeno del 100% ai Paesi che fanno affari, prevalentemente energetici con la Russia.
Una misura che potrebbe essere del 100% o addirittura del 500% come propongono 85 senatori Repubblicani, una decisione che il Presidente non ha ancora preso e che colpirebbe prevalentemente Paesi come India e Cina. In ogni caso Trump ha già detto che non è ancora necessario approvare tale proposta questa proposta di legge e che comunque la decisione spetta a lui e non al Congresso.
Un altro punto chiave delle dichiarazioni di Trump riguarda la discussione sulle prospettive del processo di pace e il futuro delle relazioni con Putin.
“Parlo molto con lui su come tutto questo debba finire– ha detto Trump ai giornalisti – Ma poi i missili cominciano a volare su Kiev. Non voglio dire che sia un assassinino, ma è un tipo molto duro che ha ingannato Bush e Obama, ma non ingannerà me.” Ma si è categoricamente rifiutato di rispondere alla domanda su cosa avrebbe fatto d fronte alla intensificazione del conflitto.
A smorzare gli entusiasmi di Kiev ci pensa il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius secondo il quale i Patriot promessi da Trump non arriveranno subito, ma tra “molti mesi”.
La Germania avrebbe sponsorizzato l’acquisto di due sistemi Patriot dagli Stati Uniti per l’Ucraina, come riportato lunedì dopo la dichiarazione di Trump. Tuttavia, il giorno prima, Pistorius ha incontrato il capo del Pentagono Hegseth, dopodiché è stato deciso di non rendere noto il numero di sistemi previsti per la consegna.
Al momento non si capisce cosa intendesse Trump quando ha parlato di “17 sistemi di difesa aerea” e per la decisione definitiva occorrono ancora procedure di approvazione.
“Che l’Ucraina ne abbia un disperato bisogno è chiaro, e lo abbiamo visto – ha detto Pistorius-. Ma non fatevi illusioni: il sistema Patriot di cui parliamo oggi, che dovrebbe essere consegnato all’Ucraina, richiederà mesi per essere implementato. E ci vorranno ancora giorni o settimane prima che venga presa una decisione”.
Infine una considerazione che aleggia in alcuni ambienti militari e diplomatici.
L’indeterminatezza sul numero effettivo di sistemi di difesa aerea e dei tempi di consegna lascia spazio a Mosca per intensificare i propri attacchi ai centri nevralgici militari e alle infrastrutture ucraine già pesantemente colpite.
Inoltre i 50 giorni di moratoria previsti da Trump prima della applicazione delle nuove sanzioni, peraltro ancora indeterminate, lascerebbe spazio a Putin per raggiungere i confini del Donbass e minacciare Sumy e Kharkiv nelle cui regioni la Russia intende realizzare una “zona cuscinetto” a difesa dei propri confini.
L’unica certezza è che saranno gli europei a pagare gli “aiuti” americani sufficienti forse a prolungare il conflitto almeno per tutto l’anno in corso, ma allontanando ogni prospettiva di pace.
A meno che prenda sostanza la permanente aspirazione di Zelensky di coinvolgere ancor più direttamente l’Occidente e in particolare gli Stati Uniti nel conflitto con l’invio, più o meno diretto, di truppe di terra.
