Dopo il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, le speranze che Pechino e Bruxelles potessero raggiungere una graduale distensione erano alte . E il vertice UE-Cina, che si svolgerà il 24 luglio a Pechino e che celebra il 50° anniversario delle reciproche relazioni, dovrebbe rispecchiare questa situazione che è invece radicalmente cambiata toccando un minimo storico.
.Mentre cerca di appianare i rapporti con Washington, il tono di Ursula von der Leyen nei confronti di Pechino si è fatto sempre più aggressivo e da Pechino hanno messo in guardia dal siglare qualsiasi accordo commerciale transatlantico (con gli Stati Uniti) che possa danneggiare i suoi interessi.
Oltre alle annose controversie commerciali incide la guerra della Russia contro l’Ucraina e proprio prima del vertice, l’UE ha incluso due banche cinesi nelle sue ultime sanzioni contro la Russia, con Pechino che ha espresso la sua ”forte insoddisfazione” e la sua “risoluta opposizione”
All’inizio di questo mese la Cina ha vietato gli acquisti del Governo per dispositivi medici dell’UE per rappresaglia contro l’introduzione di norme da parte di Bruxelles sulle apparecchiature mediche cinesi.
Questo si aggiunge alla annosa controversia sull’imposizione di dazi UE sui veicoli elettrici cinesi dello lo scorso anno e sui relativi dazi di ritorsione cinesi.
A dimostrazione delle crescenti frizioni, il presidente cinese Xi Jinping ha snobbato von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo António Costa all’inizio di quest’anno, declinando l’invito a Bruxelles.
Infine il vertice, originariamente previsto per due giorni, è stato ridotto a un solo giorno con un incontro di von der Leyen Costa e Xi Jinping in mattinata, mentre, come nei vertici precedenti, non ci sarà una dichiarazione congiunta..
All’inizio di quest’anno, von der Leyen aveva adottato un tono insolitamente conciliante nei confronti di Pechino, alimentando caute speranze di un ripristino diplomatico delle relazioni del blocco con la Cina.
Ma le relazioni si erano già irrigidite quando Trump ha aumentato i dazi al 145% e la Cina ha imposto rigidi controlli sulle esportazioni di terre rare lasciando l’Europa nel bel mezzo della contesa.
Nonostante l’Europa abbia negoziato procedure di autorizzazione più rapide, Pechino si è rifiutata di revocare i controlli per le aziende UE che continuano a lanciare l’allarme sulle interruzioni delle catene di approvvigionamento alle sue industrie.
Così l’ Europa non riceve gallio utilizzato in applicazioni militari e in molti altri prodotti high-tech e le autorità cinesi stanno sottoponendo a tutta una serie di richieste le aziende europee che chiedono il permesso di acquistare gallio e altri materiali con pesanti interrogatori.
Come contromisura al parlamento europeo qualcuno chiede che si “faccia pressione” sull’accesso al mercato europei per visti, questioni migratorie e appalti pubblici.
Ma ora Pechino ritiene di trovarsi in una posizione di forza, avendo ottenuto una tregua temporanea con gli Stati Uniti più rapidamente e facilmente del previsto, mentre l’UE resta impegnata in difficili negoziati.
Prima di dirigersi a Pechino, von der Leyen e Costa atterreranno a Tokyo per il lancio ufficiale di un’alleanza UE-Giappone che collega più strettamente le politiche industriali delle due economie, di fronte alla sovracapacità produttiva cinese e ai dazi statunitensi.
Tra i pochi risultati del vertice c’è un presunto ordine di aerei passeggeri Airbus. In assenza di annunci su commercio e sicurezza, le due parti speravano di firmare un comunicato congiunto sul clima, ma è improbabile che ciò accada.
Alla fine il vertice con la Cina potrà considerarsi positivo anche solo se Pechino riconoscesse le preoccupazioni della UE ,ad esempio in merito alla sovrapproduzione e alla concorrenza leale a livello globale.
Ma per il resto è l’ombra di Trump che aleggia su una Europa, più che fedele all’alleato, intimidita.
BTZ
