di Fabio Desideri (*)
Mi sono sforzato di capire cosa unisce, politicamente, due esponenti di spicco, oggi di NOI MODERATI, Come Mariastella GELMINI e Mara CARFAGNA, ad altri due recenti acquisti marchigiani di NOI MODERATI, Antonio COLLETTA e Paola GUASCO, in precedenza esponenti di PENSIERO POPOLARE ITALIANO, candidati – seppur da indipendenti – nelle liste per le elezioni regionali delle MARCHE, del partito di Maurizio LUPI; arruolati e tesserati, all’indomani dell’ottenimento della candidatura alle elezioni regionali, nel partito delle due deputate elette, in questa legislatore parlamentare. nel partito di AZIONE di Carlo CALENDA.
Dopo una profonda riflessione ho capito che quello che accomuna i due ex esponenti di PENSIERO POPOLARE ITALIANO, alle due ex deputate di FORZA ITALIA prima, di AZIONE poi, e successivamente di NOI MODERATI oggi, è un elemento che la politica italiana conosce ed interpreta benissimo: IL CAMBIO DI CASACCA.
Questo antico vezzo della politica italiana è l’elemento che più allontana i cittadini/elettori dalla quotidianità dell’attività parlamentare, cosa che PENSIERO POPOLARE ITALIANO conosce benissimo.
I “cambi di casacca”, o “transfughismo politico”, sono una pratica che suscita – da sempre – critiche e commenti negativi, afferenti la percezione di mancanza di coerenza e opportunismo da parte di quegli esponenti politici che la utilizzano – come nel caso in oggetto (in poche ore) – cambiando repentinamente partito o movimento di appartenenza.
Le ragioni che spingono detti “politici” ad attuare questo “transfughismo partitico” sono per lo più ragioni di opportunità personale, o di scelte politiche correlate a collocazioni più funzionali a quadri di maggioranza.
Tale comportamento, nel tempo, ha minato la fiducia dei cittadini nella classe politica, condizione che sicuramente verrà a determinarsi, nuovamente, anche nella Regione MARCHE, territorio da sempre saldamente ancorato a valori e comportamenti che difficilmente hanno a che vedere con questo modo, miope e poco rispettoso, di fare ed interpretare la politica.
Tra i luoghi comuni in Transatlantico vi è quello che recita:” il cambio di casacca è come un caffè alla buvette di Montecitorio: veloce, amaro e senza troppa enfasi”.
Sarà per quest’ultima ragione che quando lo ricordiamo ai COLLETTA e GUASCO, così come alla GELMINI ed alla CARFAGNA, diventano tutti molto nervosi…si sa il caffè stimola il sistema nervoso centrale.
(*) Segretario Nazionale PPI
