Norme fiscali

Fisco, Bizzarri: “Rottamazione Quinquies, serve giustizia per chi ha rispettato le regole e per chi vuole fare pace con lo Stato”

 

di Riccardo Bizzarri (*) Responsabile Nazionale Economia e Fisco UdCc

 

 

Tema caldo da qui a fine anno, la Rottamazione Quinquies, l’ennesima edizione delle misure di definizione agevolata dei debiti fiscali, si prepara a diventare il nuovo banco di prova per la politica economica italiana. A intervenire nel dibattito è Riccardo Bizzarri, responsabile nazionale Economia e Fisco dell’Unione di Centro (UdC), che lancia un appello al Governo: “Prima che esca definitivamente la Rottamazione Quinquies, è necessario introdurre alcuni correttivi”. “Bisogna far rientrare nella Rottamazione Quinquies anche coloro che sono in regola con la Quater”, spiega Bizzarri. “In caso contrario, si darebbe un ingiusto vantaggio a chi non ha pagato le rate della precedente sanatoria. Non possiamo penalizzare chi si è comportato correttamente.”

Il principio, spiega il dirigente centrista, è quello della parità di trattamento: chi ha aderito alla precedente definizione agevolata e ha rispettato gli impegni non può essere escluso dai benefici di una nuova rottamazione. “Serve coerenza normativa e rispetto per i contribuenti onesti”, sottolinea Bizzarri.

Ma il nodo centrale resta l’inclusione, nella nuova misura, delle cartelle esattoriali derivanti da accertamenti fiscali. “Diciamolo chiaramente: in Italia gli accertamenti non sono sempre giusti”, afferma Bizzarri.

Secondo il Rapporto di verifica dei risultati della gestione 2024 del Dipartimento delle Finanze, i numeri parlano chiaro: chi si difende in giudizio ottiene ragione, totalmente o parzialmente, nel 35% dei casi.
“In altre parole, un terzo degli accertamenti è sbagliato! Eppure – prosegue – a fronte di oltre 20 milioni di atti emessi nel 2024, solo lo 0,4% è stato impugnato davanti alla magistratura tributaria. Questo significa una cosa sola: la maggior parte dei cittadini non può permettersi di difendersi, non perché ha torto, ma perché non ha i mezzi, il tempo o la forza di affrontare lo Stato in tribunale.”

Per Bizzarri, la Rottamazione Quinquies non deve essere solo un provvedimento tecnico, ma anche uno strumento di equità sociale:

“Non possiamo lasciare indietro chi vuole fare pace con il Fisco. Serve una misura di giustizia che consenta anche ai più deboli di chiudere i conti con il passato e guardare avanti con serenità.”

Il dibattito sulla nuova rottamazione si inserisce in un momento in cui il Paese cerca un equilibrio tra recupero dell’evasione e ricostruzione del rapporto di fiducia tra Stato e contribuente.
Come sottolinea Bizzarri, “la sfida non è solo economica, ma culturale: serve un Fisco che non sia percepito come un nemico, ma come un interlocutore con cui ricominciare un percorso di legalità e collaborazione”.

In sintesi ntesi, il messaggio dell’UdC è chiaro: la Rottamazione Quinquies deve premiare i comportamenti corretti e offrire una via d’uscita sostenibile a chi vuole regolarizzarsi. Una misura che, se calibrata con equilibrio, potrebbe trasformarsi da semplice provvedimento tecnico a segnale concreto di fiducia tra cittadini e Stato.

(*) Responsabile Nazionale Economia e Fisco UdC

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