Economia e Lavoro

Cenoni, gli italiani ora puntano a risparmiare. Le stime di Federconsumatori e del Codacons

Il costo del menu aumenta del +5% per la Vigilia di Natale e del +2% per Capodanno. Il 31% delle famiglie ridurrà di almeno una portata il classico cenone

Siamo ormai alle porte delle festività di fine anno e, tra i prezzi del pesce alle stelle e quello dei panettoni lievitati oltre misure, le famiglie devono fare i conti con i preparativi del menu delle feste. Anche quest’anno si farà particolare attenzione al risparmio e ad evitare inutili e costosi sprechi. Sulle tavole delle feste, inoltre, le famiglie opereranno dei tagli importanti: riducendo quantità e qualità (il 31% ridurrà di almeno una portata il classico cenone).Dall’indagine effettuata dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori è emerso che la maggior parte degli italiani trascorrerà la cena della Vigilia di Natale a casa propria, o in quella di parenti e amici. Solo il 30,2% prenoterà uno tra pranzo di Natale e cenone della vigilia di Capodanno fuori casa, presso un ristorante o un locale adibito all’organizzazione di eventi. Protagonisti indiscussi dei festeggiamenti saranno i piatti della tradizione, dalle ricette classiche alle immancabili rivisitazioni. Come di consueto l’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha monitorato i costi che le famiglie sosterranno per organizzare le cene della Vigilia di Natale e di Capodanno, prendendo in considerazione due tipologie di menu, una standard e una più economica e, quest’anno, anche un menu “ristretto”, con alcuni tagli alle portate. La spesa media per il menu “classico” della cena di Natale  sarà di 46,41 euro a persona, con un incremento del +5% rispetto allo scorso anno, mentre per il menu low cost la cifra si attesterà a quota 26,52 euro a persona, con un aumento del +3% rispetto al 2024. Per quanto riguarda invece il cenone di Capodanno, il menu classico costerà 57,82 euro a persona (+2% rispetto al 2024). Il menu più economico prevede una spesa di 32,84 euro a testa (+2% rispetto al 2024). In entrambi i casi le opzioni più economiche implicheranno una spesa inferiore del 43% rispetto al menu classico. Gli aumenti più significativi riguardano, oltre al pesce, la frutta e i dolci. Vista la situazione di stallo dei redditi e di costante aumento dei prezzi, specialmente nel settore alimentare, le famiglie saranno costrette ad operare delle rinunce: per questo, per la prima volta, abbiamo monitorato anche i costi del menu “ristretto”, con tagli ad alcune portate. Optando per tale soluzione il risparmio ammonterà, a Natale, al -52% rispetto al menu tradizionale, a Capodanno, al -61% rispetto al classico cenone. Per risparmiare su tali costi si consiglia di approfittare delle numerose occasioni e promozioni proposte in questi giorni dagli esercizi commerciali e di rivolgersi ai punti di vendita diretta, dove è possibile acquistare prodotti di qualità ad un prezzo più accessibile. Aumenta anche il ricorso a prodotti surgelati (il cui costo è comunque in crescita), visti i costi elevati dei prodotti ittici. Anche per il Codacons imbandire le tavole per i tradizionali pranzi e cenoni di Natale sarà quest’anno più costoso, con alcuni prodotti che registrano sensibili incrementi di prezzo rispetto allo scorso anno. Codacons, stima per le feste di Natale una spesa alimentare complessiva da 3,1 miliardi di euro. Alcuni prodotti immancabili sulle tavole degli italiani durante le festività registrano incrementi anche a due cifre – analizza l’associazione sulla base degli ultimi dati Istat – Ad esempio i listini di cacao e cioccolato in polvere salgono del +20,7% rispetto allo scorso anno, quelli del caffè del +18,4%, mentre il cioccolato rincara del +9,1%. Ma a costare sensibilmente di più è anche la carne, con quella bovina che aumenta del +8,4%, quella di vitello del +7,8%, il pollo del +5,5%, i preparati con carne macinata del +7,3%, le uova salgono del +7,7%, i formaggi stagionati del +7,4% – denuncia il Codacons – La lista dei rincari prosegue con la frutta secca e le noci che aumentano del +5,7%, latticini +5,6%, mentre per il pesce la spesa cresce del +4,4%, +4,1% i molluschi. In controtendenza l’olio d’oliva che, rispetto allo scorso anno, diminuisce del -17,8%, e anche brindare sarà meno costoso, con i prezzi dello spumante che scendono del -3%.
Pur in presenza di forti rincari che caratterizzano alcuni prodotti, gli italiani non rinunceranno ad imbandire le tavole in occasione delle feste, con la spesa alimentare che, per il pranzo e cenone di Natale, raggiungerà quest’anno quota 3,1 miliardi di euro – conclude il Codacons.

Red

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