Cronaca

Garlasco, è battaglia sui computer. La difesa di Stasi: “L’unico pc che può parlare è quello di Chiara”

Rianalizzare (per l’ennesima volta) il pc di Alberto Stasi? Se è così, allora si deve rimettere mano anche a quello di Chiara Poggi. Sarà battaglia legale tra gli avvocati di Alberto Stasi (Giada Bocellari e Antonio De Rensis) e quelli della famiglia Poggi (Francesco Compagna e Gian Luigi Tizzoni). Le nuove indagini sul vecchio caso di Garlasco continuano a tenere banco: dopo che la difesa della famiglia della vittima, nei giorni scorsi, ha depositato una perizia in cui si ridisegna la scena del crimine in maniera diversa, con un’aggressione iniziata in cucina, e ha chiesto di ristudiare nei dettagli gli accessi fatti da Chiara Poggi sul pc di Alberto Stasi la sera prima del delitto (quando lui si era temporaneamente allontanato per andare a casa dai gatti), la difesa di Stasi avrebbe messo le mani avanti e fatto sapere che allora, a questo punto, andrebbe analizzato daccapo anche il pc della vittima.
LEGGI ANCHE: Garlasco, Chiara scoprì la cartella top-secret nel pc di Alberto prima di venire uccisa: la famiglia Poggi sgancia una nuova perizia
Con questa mossa, la famiglia Poggi vuole ribadire conferme all’ipotesi del delitto legato a un litigio della coppia in seguito alla scoperta da parte di lei di file hot trovati nel suo pc mentre lui era uscito. Del resto, i genitori della vittima hanno sempre respinto con forza la possibilità di scenari (e colpevoli) diversi per il delitto, restando sempre fermamente convinti che l’unico assassino sia Stasi. Tant’è che non hanno nemmeno gradito l’apertura delle nuove indagini che hanno indagato per la terza volta Andrea Sempio.
Ma i pc dei due ragazzi potrebbero veramente raccontare qualcosa di nuovo sul delitto? Sui due dispositivi sono state commesse manovre maldestre, questo è un fatto, da parte degli inquirenti. E il materiale in alcuni casi è stato compromesso, o lo stato delle cose alterato in modo irrimediabile, in particolare su quello di Stasi, su cui sono stati fatti accessi non autorizzati prima che venisse effettuata la copia cosiddetta ‘forense’. Su quanto individuato dal consulente della famiglia Poggi, ovvero il fatto che lei in quella manciata di minuti in cui Stasi era uscito, avesse individuato una cartella ‘segreta’ nel pc del fidanzato, la difesa di Stasi non è d’accordo: “È stato incaricato un consulente tecnico informatico di parte che sta svolgendo approfonditi accertamenti, anche e soprattutto sull’accesso al file della tesi, in ipotesi avvenuto tra le 22.09 e le 22.14. Ciò che certamente si può affermare è che, dai primi accertamenti, il dato fornito dalla difesa Poggi non risulta affatto confermato, come peraltro già stabilito in una perizia”. Ed ecco l’input a tornare a studiare il computer di lei: “La difesa Stasi estenderà l’analisi forense, a questo punto, anche al computer di Chiara Poggi, per tutto quanto di interesse. Se un incidente probatorio deve essere promosso, infatti, alla luce delle nuove indagini in corso, è proprio su questo computer e non certo su quello di Alberto Stasi, che non potrà in nessun caso essere riprocessato e che, peraltro, è già stato oggetto di decine di consulenze e persino di due perizie, tutti documenti in atti”.
Dire

Related posts

In scena il Word Forum on cities ad territories of peace. Una rete che riunisce centinaia di città e territori in pace

Redazione Ore 12

Questa volta i controlli dei Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Trapani, in sinergia con l’Arma territoriale, hanno interessato diverse aziende agricole del capoluogo siciliano e provincia per il contrasto del triste fenomeno del caporalato e l’abuso del lavoro sommerso, scaturenti dallo stato di bisogno da parte di alcune fasce di cittadini più deboli, nell’ambito del più ampio piano nazionale della lotta al sommerso disposto a livello centrale. A finire sotto l’attività ispettiva dei Carabinieri specializzati nella tutela del lavoro, sono state 6 imprese nel settore agricolo, di cui 4 risultate irregolari; tra le violazioni in materia di lavoro più ricorrenti sono state rilevate: mancata formazione e informazione dei lavoratori, mancata sorveglianza sanitaria e mancata consegna dei dispositivi di protezione individuale. In sede di ispezione è stata accertata anche la presenza di 2 lavoratori in nero su un totale di 24 controllati, di cui anche 1 minore extracomunitario. È stato adottato un provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale per gravi violazioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e per aver occupato “in nero” oltre il 10% dei lavoratori, irrogando contestualmente una sanzione aggiuntiva pari a € 3.700,00, impedendo – così – alla ditta di continuare a lavorare in circostanze di illegalità nelle posizioni lavorative dei propri dipendenti. Sono state, inoltre, elevate ammende per un totale di € 82.317,76, e sanzioni amministrative per un totale di € 7.800,00. Si è provveduto al deferimento alla Procura della Repubblica degli imprenditori titolari delle aziende risultate irregolari.

Redazione Ore 12

Click Day ed immigrazione clandestina, Blitz di Carabinieri e Guardia di Finanza in Campania

Redazione Ore 12