di Giulia Rocchetti
Dopo quasi vent’anni di negoziati, Unione europea e India firmano oggi a Nuova Delhi un accordo commerciale strategico destinato a rafforzare i rapporti economici e politici tra le due parti, nel pieno delle tensioni globali legate alla rivalità tra Stati Uniti e Cina e al ritorno di politiche protezionistiche. L’intesa arriva in una fase segnata dalla riorganizzazione delle catene di approvvigionamento e dall’attacco dell’amministrazione Trump alle regole del commercio internazionale, attraverso dazi e strumenti di coercizione economica.
Secondo quanto emerso, l’accordo prevede l’eliminazione o la riduzione delle tariffe su circa il 90% dei beni scambiati e una significativa liberalizzazione del commercio dei servizi, che includerà settori chiave come telecomunicazioni, trasporti, “accounting” e “auditing”. Tra i nodi centrali dei negoziati figurano la riduzione delle tariffe sulle auto europee importate in India e un allentamento delle protezioni sulle importazioni di acciaio nell’Unione europea.
Bruxelles è disposta a concedere riduzioni dei dazi, ma escludendo diversi comparti considerati sensibili per il settore europeo, mentre Nuova Delhi applicherà una riduzione tariffaria bilanciata, nel tentativo di tutelare la produzione interna. In una nota, il gruppo parlamentare dei Socialisti e democratici (S&d) dichiara che l’accordo rafforzerà «la nostra autonomia strategica e promuoverà la prosperità condivisa, oltre a creare un’area di libero scambio che comprenderà quasi due miliardi di persone e circa un quarto del Pil mondiale» aggiungendo però che «questa partnership dovrebbe essere accompagnata da forti impegni in materia di democrazia, diritti umani e sostenibilità».
Accanto alla dimensione commerciale, l’intesa si inserisce in una più ampia agenda strategica globale congiunta. Ue e India rafforzano così la cooperazione in quattro pilastri: prosperità e sostenibilità; tecnologia e innovazione; sicurezza e difesa; connettività e questioni globali, con catalizzatori trasversali a supporto di tutti i settori.
L’Unione europea è oggi il principale partner commerciale dell’India, con scambi di merci pari a 120 miliardi di euro nel 2024, l’11,5% del commercio totale indiano. L’India è invece il nono partner commerciale dell’Ue, con il 2,4% degli scambi complessivi, una quota ancora distante da Stati Uniti, Cina e Regno Unito, ma in forte crescita: negli ultimi dieci anni l’interscambio Ue-India è aumentato di quasi il 90%.
Nel 2023 gli scambi di servizi hanno raggiunto i 59,7 miliardi di euro, mentre gli investimenti diretti esteri europei in India sono saliti a 140,1 miliardi di euro, contro gli 82,3 miliardi del 2019. Circa 6.000 aziende europee operano oggi nel Paese.
Come osservano Ignacio García Bercero e André Sapir in un’analisi del think tank Bruegel, il rafforzamento dei rapporti Ue-India è legato soprattutto alla geopolitica: la crescente rivalità tra Stati Uniti e Cina, infatti, estesa al piano economico, tecnologico e strategico, ha reso questo partenariato molto più rilevante rispetto al passato.
