di Giuliano Longo (*)
Le ultime settimana di guerra confermano il quadro che ormai si trascina da mesi sul fronte ucraino senza alcun sfondamento russo o significativi contrattacchi ucraini. Un fronte fermo senza nessun crollo o sfondamento in una guerra di logoramento dove la differenza la fanno i droni e la logistica.
Cosa è successo sul fronte nelle ultime 48 ore
Secondo il bollettino dello Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine del 20-21 maggio si sono verificati 250 lungo tutta la linea del fronte e l’intensità dei combattimenti si concentra soprattutto Pokrovsk, Lyman, Kupiansk e Slovyansk.
Nel frattempo I Russi – come gli ucraini con I droni – hanno colpito dal cielo con 100 raid aerei e 289 bombe guidate. L’uso massiccio di queste potenti bombe è la tattica russa per consumare le posizioni ucraine senza impegnare fanteria.
In direzione di Lyman sono stati respinti 11 attacchi russi respinti il 20 maggio vicino Drobysheve, Kopanky, Ozerne. Altri sette attacchi in direzione Kupiansk sono stati respinti il 21 maggio a Slovyansk e Kramatorsk, ma l’esercito russo continua a premere da sud per aggirare la Fortress Belt, ucraina, ma senza avanzamenti confermati. L’obiettivo russo resta Kostyantynivka, punto sud della linea fortificata.
Sul fronte sud, a Hulyaipole e Oleksandrivka, l’osservatore militare ucraino Kostyantyn Mashovets riferisce che le unità russe della 5ª Armata avanzano di 3-4 km in 2-3 alla settimana, ma non consolidano il terreno conquistato e le loro infiltrazioni vengono ripulite dagli ucraini entro pochi giorni.
In Crimea, il 17-18 maggio l’Ucraina ha colpito la base aerea di Belbek e un nodo di comunicazioni della Flotta del Mar Nero vicino Myrne. Foto pubblicate dal canale “Dosye Shpiona” mostrano danni al radar di atterraggi e a un modulo di comando montato su camion. Il governatore di Sebastopoli Mikhail Razvozhaev ha ammesso gli attacchi. Queste operazioni rientrano nella strategia ucraina di degradare la difesa aerea e i nodi di comando russi a 200-325 km dal fronte.
La valutazione del Pentagono
L’ultimo documento ufficiale del Pentagono risale al gennaio 2026 definisce la Russia una “minaccia persistente ma gestibile” in Ucraina basandosi su tre punti chiave: Mosca ha forte capacità industriale e volontà politica per una guerra lunga, ma “non è in posizione” di cercare l’egemonia europea.
La capacità di condurre un’offensiva meccanizzata su larga scala resta limitata dalla carenza di riserve strategiche e dalla logistica sotto attacco, inoltre il Pentagono nota che l’Europa e la NATO superano di gran lunga la Russia in popolazione, PIL e potenziale militare.
Queste le ragioni per le quali l’amministrazione Trump spinge per trasferire all’Europa la responsabilità primaria per la difesa convenzionale e il sostegno all’Ucraina. Già maggio 2026 il Pentagono ha comunicato agli alleati NATO una riduzione significativa del pool di forze USA disponibili per il NATO Force Model,- con il previsto ritiro di 5000 militari dalla Germania entro il prossimo anno, mentre l’impegno USA coprirebbe . Quindi l’impegno USA l’ombrello nucleare, alla logistica strategica e la fornitura – a pagamento – di sistemi che l’Europa non produce, come i missili Patriot PAC-3.
La vulnerabilità ucraina senza gli USA
Il Pentagono riconosce che la carenza di intercettori Patriot è il motivo principale per cui la Russia sta usando più missili balistici dall’ aprile 2026. Nella notte del 17-18 maggio la Russia ha lanciato 14 missili balistici su Dnipro. L’aeronautica ucraina ne ha abbattuti 4, ma 18 missili hanno colpito 34 località., senza i sistemi USA, Kiev non può mantenere la copertura aerea su tutta la linea e contemporaneamente sulle città. Quindi senza il supporto USA l’Ucraina entra in modalità “difesa di sopravvivenza” come prevedono il britannico Royal United Service Institute, l’indipendente Center for Strategic and International Studies e lo stesso Pentagono.
Cosa manca all’Ucraina
Sicuramente la ifesa aerea a lungo raggio, ma I Patriot non sono insostituibili nel breve termine anche se l’Europa – fra cui l’Italia – sta fornendo a Kiev SAMP/T e IRIS-T, ma in quantità limitate e nonostante la Germania abbia annunciato un aumento del40% della produzione IRIS-T che arriveranno solo alla dine di quest’anno o all’inizio del prossimo.
Per quanto riguarda l’intelligence, i dati satellitari e SIGINT USA sono cruciali per colpire a 200-300 km., ma l’Europa ha capacità frammentate e meno satelliti ad alta risoluzione. Critica anche la situazione delle piattaforme HIMARSdi e per missili a lungo raggio lanciati dai caccia per F-16 che dipendono dagli USA. L’UE ha invece aumentato la produzione di 155mm a ∼1 milione di colpi/anno, sufficiente per la difesa, non per un’offensiva.
Il parere quasi unanime degli analisti militari occidentali è che l’Ucraina senza gli Stati Uniti può resistere ancora poco più di un anno, mentre la Russia proseguirà nella sua campagna distruttiva su energia e logistica., a quel punto Kiev dovrà scegliere se difendere le città o il fronte, senza avere la possibilità di difendere entrambe.
Va anche ricordato che nonostante la risonanza mediatica dei numerosi attacchi di droni su raffinerie e talora centri militari e logistici, I danni che vengono inferti alla Russia sono ben inferiori a quelli che patisce l’Ucraina.
Le tre linee strategiche di Mosca.
La lenta pressione russa punta sulla Fortress Belt con l’obiettivo della conquista Slovyansk-Kramatorsk-Kostyantynivka. Il portale Re:Russia calcola che un assalto frontale costerebbe 400-600mila perdite in 12-18 mesi, un prezzo che Mosca vuole evitare e per tale ragione si avvale di . , droni Molniya-2 e bombe guidate per logorare le posizioni ucraine prima di impegnare fanteria.
L’ex oligarca Mikhail Khordokovsky sostiene che Putin già prevede una Europa senza gli USA, ma non ha le forze per una svolta decisiva. Quindi sta mantenendo, mantenendo una guerra a basso costo all’interno del Paese grazie alla mobilitazione industriale e all’aiuto cinese.
Inoltre se la resilienza ucraina grazie all’Europa è un dato di fatto per Mosca, in occidente viene ampiamente sottovalutata quella della Russia le cui minacce nucleari potrebbero solo fare parte della “guerra ibrida” e di propaganda in corso
Conclusione
Le ultime 48 ore mostrano un fronte stabile con 230-250 scontri al giorno, ma senza movimenti strategici, con Ucraina ha il vantaggio tattico nell’uso dei droni a media distanza, come dimostrato dagli attacchi a Belbek e Myrne.
L’analisi del Pentagono è invece più tranchant: la Russia non può vincere militarmente contro la NATO, ma può vincere politicamente se l’Europa non sostituisce rapidamente il sostegno USA ove venissero mantenute le promesse – o le minacce – del suo disimpegno – . Senza i Patriot e l’intelligence americana, la difesa aerea ucraina si assottiglia e la Russia molto probabilmente aumenterà I suoi attacchi su Dnipro, Kharkiv e Odessa.
Mosca punta a logorare Kiev in attesa che si accentuino le eventuali contraddizioni fra I Paesi europei, in ogni caso anche se l’Europa accelera la produzione di missili e intercettori, il fronte resterebbe bloccato anche nel 2027, se invece non accelerasse il suo riarmo Kiev potrebbe resistere sulla linea del fronte ,ma perderebbe l’iniziativa, lasciando a Mosca un vantaggio negoziale.
