Dopo il sequestro delle imbarcazioni e gli abusi sugli attivisti della Sumud Freedom Flotilla, il Governo italiano si muove. Ad annunciarlo, è il ministro degli Esteri Antonio Tajani sui social. “Ho appena formalmente richiesto all’Alta Rappresentante Ue Kaja Kallas di discutere nella prossima discussione dei ministri degli Esteri dell’Ue l’adozione di sanzioni contro il ministro della Sicurezza Nazionale israeliano Ben-Gvir per gli atti inaccettabili commessi contro la Flotilla, ovvero il sequestro degli attivisti in acque internazionali e le molestie e umiliazioni a cui sono stati sottoposti, in violazione dei diritti umani più elementari”, scrive il titolare della Farnesina. L’ipotesi di sanzionare Ben-Gvir era stata già vagliata da Bruxelles; ora la proposta andrà riportata sul tavolo dei ministri degli Esteri e ci sarà una nuova istruttoria alla luce degli ultimi fatti: “E’ la soluzione più rapida e incisiva che si possa adottare”, insiste Tajani che sottolinea come non siano ancora arrivate “ufficialmente” le scuse da parte del Governo israeliano, chieste anche dalla premier Giorgia Meloni. “C’è stata ovviamente una presa di distanza da parte di Netanyahu, ancora più dura del ministro degli Esteri, ma noi le continuiamo a chiedere”, assicura il vicepremier.
Il passo fatto dall’esecutivo, in ogni caso, non basta alle opposizioni. “E’ da tempo che questo governo israeliano ha una condotta criminale e la esibisce in tutto il Medio Oriente e allora questa ipocrisia diventa davvero inaccettabile. Adesso servono azioni concrete, le chiacchiere stanno a zero” attacca Giuseppe Conte che chiede “sanzioni economiche e finanziarie a Netanyahu, senza fare il giochino del buono e del cattivo tra lui e Ben Gvir”. “Se il Governo italiano vuole seriamente, e credibilmente, passare dalle parole, pur tardive, ai fatti; se vuole sanzionare Ben Gvir e i ministri del criminale Governo Netanyahu, non c’è bisogno di convincere altri paesi, basta farlo. Perché può già farlo il Governo, senza chiedere il permesso a nessuno, esattamente come hanno già fatto altri paesi. La battaglia da fare in Europa, invece, è quella per sospendere l’accordo di associazione Ue-Israele. Ma anche qui a cambiare posizione dev’essere proprio l’Italia di Meloni, perché questo consentirebbe il raggiungimento della maggioranza necessaria”, gli fa eco Giuseppe Provenzano, responsabile Esteri nella segreteria nazionale del Pd. Duro anche Angelo Bonelli: “Tajani copre Netanyahu. Chi ha deciso di fermare e prelevare gli attivisti della Flotilla non è stato il solo Ben-Gvir. La responsabilità appartiene all’intero governo israeliano”, insiste. Anche per Matteo Renzi “Ben-Gvir è un delinquente politico. Fa danno alla causa di Israele, molto più della Flotilla”, dice chiaro. “Dovevano arrivare le immagini delle violenze sulla Flotilla per svegliare il ministro Tajani, quello de ‘il diritto internazionale vale fino a un certo punto’. E infatti la sua proposta all’Ue di sanzioni si attiene a questa filosofia: sanzioni fino a un certo punto, cioè solo a Ben-Gvir, come se l’intero governo Netanyahu non avesse responsabilità non solo rispetto alle violenze sull’equipaggio di Flotilla, ma su ciò che sta avvenendo tra Gaza e Cisgiordania”, attacca anche Riccardo Magi, da Più Europa. La replica arriva dal responsabile Organizzazione di FdI Giovanni Donzelli: “L’atteggiamento di Ben-Gvir è criticabilissimo. Lo stesso governo Netanyahu ha avuto dei comportamenti che sono stati criticati, quindi sono criticabili. Una cosa però è il governo, che può fare degli errori e che è necessario sottolineare, un’altra cosa sono le università, il mondo della ricerca…e andare a penalizzare un popolo per i suoi governanti è una scelta pericolosa – taglia corto – che non condividiamo”. Anche Fiorello, dalla sua ‘Pennicanza’, interviene sul caso Flotilla: “Va bene parlarne nei programmi, ma bisogna agire in un’altra maniera, con sanzioni o con la cessazione dei rapporti, perché la situazione sta sfuggendo di mano. Il governo italiano deve essere diplomatico, ma noi no”.
