Esteri

Ice in Italia, l’appello di Agisci Italia al Presidente Meloni

Presidente del Consiglio dei Ministri

On. Giorgia Meloni

Palazzo Chigi – Roma

Oggetto: Appello istituzionale di AGISCI Italia per l’esclusione di qualunque ruolo degli agenti dell’I.C.E. – U.S. Immigration and Customs Enforcement dai Giochi Olimpici Milano-Cortina 2026

Onorevole Presidente MELONI,

AGISCI Italia, movimento composto da donne e uomini che si riconoscono nei valori democratici, popolari, repubblicani, socialisti liberali e civici, intende sottoporLe un appello di natura istituzionale e politica affinché il Governo da Lei presieduto valuti l’opportunità di escludere in modo chiaro e definitivo la presenza e qualsiasi ruolo, diretto o indiretto, degli agenti dell’I.C.E. – U.S. Immigration and Customs Enforcement nell’ambito dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026.

Tale appello si fonda su considerazioni di carattere costituzionale, ordinamentale e di diritto pubblico. L’I.C.E. è un’agenzia federale degli Stati Uniti d’America che opera nell’ambito dell’ordinamento statunitense, su mandato del Department of Homeland Security. Essa non rientra tra le strutture di polizia internazionale riconosciute né tra gli organismi multilaterali inseriti in meccanismi di cooperazione sovranazionale formalmente disciplinati, circostanza che pone evidenti questioni di compatibilità con l’ordinamento giuridico italiano qualora se ne ipotizzi un coinvolgimento, a qualunque titolo, in attività riconducibili alla sicurezza sul territorio nazionale.

L’ordinamento della Repubblica italiana attribuisce allo Stato una competenza esclusiva e non delegabile in materia di ordine pubblico e sicurezza. L’articolo 117 della Costituzione riserva tali materie alla potestà legislativa esclusiva dello Stato, mentre l’articolo 11 consente limitazioni di sovranità soltanto in condizioni di parità e nell’ambito di ordinamenti che assicurino pace e giustizia tra le Nazioni. La legge n. 121 del 1981, che disciplina l’assetto della sicurezza pubblica, affida in modo esplicito le funzioni di tutela dell’ordine pubblico alle Forze di polizia della Repubblica sotto la direzione e il coordinamento del Ministero dell’Interno, e il Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza conferma il principio secondo cui l’esercizio delle funzioni di polizia sul territorio nazionale spetta esclusivamente allo Stato.

Alla luce di tali principi, la presenza di forze o strutture straniere sul territorio italiano, soprattutto se anche solo potenzialmente riconducibile a funzioni di sicurezza, può avvenire esclusivamente previa autorizzazione formale del Governo italiano, sulla base di accordi internazionali chiari e compatibili con la Costituzione, e comunque entro limiti rigorosamente definiti e sotto il pieno controllo delle autorità nazionali.

In tale quadro, AGISCI Italia ritiene opportuno precisare che anche un’eventuale ipotesi di coinvolgimento di agenti dell’I.C.E. in attività di tutela di singole delegazioni solleverebbe rilevanti criticità giuridiche. L’I.C.E., non essendo una forza di polizia internazionale riconosciuta né un organismo operante nell’ambito di strutture multilaterali convenzionali, non appare titolata a svolgere funzioni di protezione sul territorio di uno Stato terzo. La tutela delle delegazioni straniere in occasione di eventi internazionali è infatti disciplinata dal diritto internazionale e, in particolare, dalla Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche del 1961, che attribuisce allo Stato ospitante il compito di adottare le misure appropriate per garantire la sicurezza delle missioni e dei loro membri. Tale funzione compete pertanto alle autorità di sicurezza italiane o, nei casi previsti, a strutture di cooperazione internazionale formalmente riconosciute.

AGISCI Italia ritiene che qualsiasi ipotesi di coinvolgimento dell’I.C.E. nei Giochi Olimpici, anche se configurata come supporto tecnico o collaborazione informale, rischierebbe di generare ambiguità sul piano delle competenze, delle responsabilità e della catena di comando, incidendo su principi fondamentali dell’ordinamento repubblicano relativi alla sovranità, alla legalità e alla chiarezza delle funzioni pubbliche.

La storia istituzionale della Repubblica dimostra come, anche in contesti complessi e sotto rilevanti pressioni internazionali, i Governi italiani abbiano saputo affermare con equilibrio e determinazione i principi di sovranità e di piena competenza statale in materia di sicurezza. Vicende note, come quella di Sigonella, rappresentano un precedente significativo di assunzione responsabile delle prerogative costituzionali dello Stato, nel rispetto del diritto e delle relazioni internazionali.

Alla luce di tali considerazioni, AGISCI Italia rivolge al Governo da Lei presieduto l’invito ad assumere una posizione pubblica chiara e coerente con l’ordinamento costituzionale, escludendo ogni coinvolgimento degli agenti dell’I.C.E. nei Giochi Olimpici di Milano-Cortina 2026. La sicurezza di un evento di tale rilevanza internazionale deve essere garantita nel pieno rispetto delle competenze delle istituzioni italiane, della legalità costituzionale e della tradizione repubblicana del nostro Paese.

Con osservanza e senso delle istituzioni,

 

Nella foto i ‘Signori’ che dovrebbero garantire la sicurezza in Italia per le Olimpiadi

Related posts

Nel mondo un alunno su tre e senza didattica a distanza

Redazione Ore 12

Processo Open Arms, parla Richard Gere: “Niente visibilità, voglio l’anonimato”

Redazione Ore 12

Il dramma dei cristiani del Sahel

Redazione Ore 12