Economia e Lavoro

Consumatori e imprese, è vera fiducia?

A bocce ferme ovvero a qualche ora dalla pubblicazione dei dati da parte dell’Istat, Confcommercio e Confesercenti commentano i dati sulla fiducia delle imprese e dei consumatori.

 Confcommercio: “Non è tutto oro quello che luccica”

 

Questo il commento della Confcommercio, con il suo Ufficio Studi: “Nonostante il quadro internazionale sia caratterizzato da molteplici incertezze, la fiducia delle famiglie e delle imprese ha mostrato, anche a gennaio 2026, un miglioramento che deve essere valorizzato in chiave di crescita prospettica. Ma non è tutto oro quello che luccica. Sul versante delle famiglie, le attese di miglioramento sia sul versante del mercato del lavoro sia dei prezzi potrebbero contribuire a consolidare i segnali di risveglio della domanda emersi negli ultimi mesi del 2025. Anche più favorevole è l’intonazione degli imprenditori della manifattura e dei servizi alle imprese e rassicura l’ulteriore crescita registrata dalla fiducia nell’area del turismo. In questo contesto, complessivamente positivo, suscita qualche timore il deterioramento del sentiment degli operatori del commercio, soprattutto tra quelli operanti nelle imprese di minori dimensioni. I miglioramenti degli ultimi mesi non sono, quindi, ancora pienamente percepiti dal settore della distribuzione, confermando l’idea che la crescita dei consumi a cavallo dello scorso dicembre abbia interessato prevalentemente i servizi“.

Confesercenti: “Il quadro resta incerto”

Poi la Confesercenti: “Il quadro resta però disomogeneo. Nel commercio al dettaglio il segnale è negativo: a gennaio l’indice di fiducia scende da 106,9 a 102,5, con un calo di oltre quattro punti nonostante l’avvio dei saldi. Peggiorano sia la grande distribuzione (da 104,3 a 100,2) sia la distribuzione tradizionale (da 116,2 a 112,7), con un ridimensionamento delle attese sulle vendite e un indebolimento delle valutazioni su vendite correnti e prospettiche. “Il dato conferma che l’avvio del 2026 resta prudente: la fiducia migliora, ma non in modo uniforme. Bene i servizi, mentre il commercio al dettaglio continua a segnalare difficoltà persistenti e una domanda interna ancora fragile. In un contesto di incertezza internazionale e di potere d’acquisto non pienamente recuperato, i consumi rischiano di rimanere deboli e di accentuare la crisi della rete tradizionale di prossimità. Ottime invece le prospettive per il turismo, che continua a registrare segnali positivi di crescita – confermandosi nel terziario come il comparto più dinamico e performante – segnando un ulteriore aumento dell’indice di fiducia fino a 120,1 e consolidando la crescita osservata negli ultimi mesi. Migliorano sensibilmente sia i giudizi sugli ordini e sull’andamento degli affari, sia — anche se in misura minore — le attese sulle nuove prenotazioni. Il settore conferma così la sua dinamicità, beneficiando di un contesto di domanda in ripresa e delle prospettive positive per la stagione primaverile. A sostenere ulteriormente il settore contribuirà anche l’avvio delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 (6-22 febbraio), che può rafforzare le presenze in un periodo dell’anno tradizionalmente più sotto tono”.

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