Il ministro degli Esteri dell’Iran, Abbas Araghchi, ha affermato che Teheran ha intenzionalmente limitato la gittata dei propri missili balistici a 2.000 chilometri perché non vuole essere percepita “come una minaccia da nessun altro Paese al mondo”. L’Iran, ha detto al programma della Nbc ‘Meet the Press’, non ha avviato alcun piano per aumentare tale gittata e non vi sono prove o informazioni che indichino che Teheran “stia puntando a missili a lungo raggio, per non parlare di quelli in grado di raggiungere il territorio degli Stati Uniti”. L’attuale gittata copre tutto il Medioriente e parte dell’Europa orientale. “Per il momento, siamo abbastanza preparati”, ha detto Araghchi al programma della Nbc ‘Meet the Press’. Ha affermato che l’Iran ha “soldati molto coraggiosi che aspettano qualsiasi nemico” e che “distruggeranno” coloro che entreranno nel territorio del Paese. “Abbiamo una grande civiltà. Abbiamo difeso la nostra terra per migliaia di anni e continueremo a farlo”, ha sottolineato Araghchi. Il ministro degli, ha poi affermato che Teheran mira a una fine definitiva della guerra e non a un cessate il fuoco. Ma, ha precisato, prima che l’Iran possa anche solo prendere in considerazione un cessate il fuoco, “devono spiegare perché hanno iniziato questa aggressione”, ha detto. Il ministro, al programma della Nbc ‘Meet the Press’, ha sottolineato che “la guerra dovrebbe finire definitivamente e, finché non ci arriveremo, penso che dovremo continuare a combattere per il bene del nostro popolo e della nostra sicurezza”. La guerra “ci è stata imposta” dagli Stati Uniti e da Israele e “quello che stiamo facendo è un atto legale di autodifesa e abbiamo tutto il diritto di farlo”, ha aggiunto. Infine il ministro parla degli attacchi sferrati dal suo esercito. Teheran non sta attaccando altri Paesi della regione, ma piuttosto basi, installazioni e risorse americane “che purtroppo si trovano sul territorio dei nostri vicini”. “Stiamo reagendo”, ha detto al programma della Nbc ‘Meet the Press’. Alla domanda sulle scuse presentate sabato dal presidente iraniano per gli attacchi ai Paesi vicini, Araghchi ha risposto che nella cultura iraniana le scuse sono un segno di dignità e forza. Ha aggiunto che le scuse del presidente Masoud Pezeshkian erano per “i disagi che hanno dovuto affrontare” i Paesi arabi “a causa dell’aggressione degli Stati Uniti e della nostra rappresaglia”. Araghchi ha affermato poi che è il presidente degli Stati Uniti “che dovrebbe scusarsi con la popolazione della regione e con il popolo iraniano per le uccisioni e la distruzione”.
Red
