di Lucrezia Clemente (*)
Salamanca (Spagna)- Mentre nel mondo infuriano le guerre e sembra prevalere la legge del più forte, in contrasto con lo spirito della Carta Onu, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un monito all’Europa, esortandola a recuperare l’ambizione del passato come attore centrale nel mantenimento della pace e a “saper dire di no all’ampliamento dei conflitti e a una perenne instabilità”. “Se perdessimo di vista i nostri obiettivi saremmo sconfitti”, ha avvertito il capo dello Stato in una lectio magistralis pronunciata all’Università di Salamanca, dopo aver ricevuto l’onorificenza accademica di dottore honoris causa in filologia. Mattarella ha fatto riferimento alle “drammatiche vicende” che, “a partire dal sanguinoso attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre 2023, vedono oggi Iran, Libano e l’intera regione mediorientale e del Golfo al centro” di una crisi “di cui non si intravede lo sbocco, con gravissime conseguenze sulle popolazioni”, guerre che impediscono di affrontare le “vere crisi” che affliggono i popoli, tra cui quella climatica. Il presidente della Repubblica ha avvertito della “sconfortante direzione” in cui si sta dirigendo il mondo, con una “sistematica inosservanza della Carta delle Nazioni Unite, lo smantellamento del sistema del controllo degli armamenti e la delegittimazione delle Corti”, che lasciano uno spazio vuoto, “una terra di nessuno” che diventa luogo di “ingiustificate scorrerie”.
“Dall’assalto russo all’Ucraina in poi si è intensificata la convinzione che l’aggressione possa essere regolarmente praticata nei rapporti internazionali”, ha rimarcato Mattarella, citando poi l’articolo 2 della Carta Onu che impone agli Stati di astenersi dalla minaccia o dall’uso della forza contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di un altro Stato. La stessa Carta Onu, ha tenuto a ricordare il presidente, prevede solo due eccezioni al divieto generale dell’uso della forza, la legittima difesa e le misure autorizzate dal Consiglio di Sicurezza. Il capo dello Stato ha poi avvertito del pericolo del riemergere “di una insofferenza crescente rispetto alle regole”, in nome di “un presunto sovranismo assoluto”, e della “delegittimazione delle corti internazionali e dei loro giudici”. In questo clima di indebolimento dell’ordine multilaterale emerso dalla Seconda guerra mondiale, Mattarella ha esortato l’Europa a essere coraggiosa. Ha ricordato che l’Unione trova il suo fondamento nella dignità umana, nella solidarietà e nei valori civili, fondamenta che, ha assicurato, “non cederanno agli attacchi di quanti vorrebbero smantellare la costruzione europea”. L’ultimo pensiero è rivolto ai giovani studenti, a cui spetta il compito di portare avanti le libertà conquistate grazie al coraggio dei padri d’Europa. La conoscenza, ha detto il capo dello Stato, “vi darà la forza di essere quel vento che non conosce confini”. La cerimonia è stata presieduta dal re di Spagna Felipe VI, che in più occasioni ha rimarcato la sua stima verso Mattarella, definendolo un “punto di riferimento”. Il monarca spagnolo ha accolto il presidente della Repubblica in mattinata a Salamanca e lo ha accompagnato in una passeggiata nel centro cittadino, facendogli da Cicerone. I due hanno fatto tappa al Palacio de Anaya, sede della Facoltà di filologia, dove hanno salutato un centinaio di studenti italiani, che hanno accolto Mattarella con un lungo applauso. I due capi di Stato si sono poi concessi un caffé in una soleggiata Plaza Mayor, prima dell’inizio della cerimonia. Nel suo discorso, Mattarella ha rimarcato i profondi legami storici e culturali tra la Spagna e l’Italia, sostenendo che senza i due Paesi non è possibile comprendere l’Europa. La candidatura del presidente della Repubblica è stata approvata dal Claustro de Doctores dell’ateneo lo scorso gennaio per “i legami culturali con la Spagna, perché è un accademico, professore con numerose pubblicazioni, e perché crede nell’umanesimo, nell’europeismo e nella concordia tra i popoli”, come ha sottolineato il professore emerito onorario di filologia italiana dell’università, Vicente Gonzalez Martín, che ha fatto da padrino durante la cerimonia.
La visita di Mattarella si è conclusa con una colazione privata offerta da Felipe VI in formato tête-à-tête. Il presidente della Repubblica è ripartito alla volta di Roma, dove venerdì il monarca spagnolo insieme alla consorte Letizia Ortiz viene ricevuto in udienza da Papa Leone XIV, in vista della prossima visita del Pontefice in Spagna. Per l’occasione il re prenderà possesso del titolo di Protocanonico nella Basilica papale di Santa Maria Maggiore.
(*) La Presse
