Gli Stati membri hanno riprogrammato con successo 34,6 miliardi di euro dei fondi della politica di coesione per il periodo 2021-2027, destinandoli alle priorità strategiche più urgenti dell’UE. Tra queste figurano il rafforzamento della competitività, il potenziamento della difesa e della preparazione civile, la promozione di alloggi accessibili e sostenibili, il miglioramento della resilienza idrica e il progresso della connettività energetica. E’ quanto risulta dalla revisione intermedia della politica di coesione presentata dal vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto.
La flessibilità intrinseca della politica di coesione consente agli Stati membri di adeguare le proprie priorità di investimento durante il periodo di attuazione 2021-2027, in particolare nel quadro della revisione intermedia del regolamento prevista per il 2025. Tuttavia, in risposta al rapido mutamento del contesto geopolitico intervenuto dal lancio dei programmi di coesione 2021-2027, la Commissione ha proposto nell’aprile 2025 di incoraggiare gli Stati membri e le regioni a riorientare gli investimenti verso le nuove priorità strategiche. Offrendo incentivi finanziari, semplificando le norme politiche ed estendendo il periodo di attuazione dei programmi modificati, gli Stati membri e le regioni sono stati incoraggiati ad adeguare i propri piani di investimento per gli ultimi anni del periodo di attuazione, al fine di rispondere meglio alle esigenze e alle priorità in evoluzione. Tale iniziativa riguarda il Fondo europeo di sviluppo regionale, il Fondo di coesione, il Fondo per una transizione giusta e il Fondo sociale europeo Plus.
Dall’adozione della proposta da parte dei colegislatori, nel settembre 2025, la Commissione ha approvato emendamenti a 186 programmi di coesione nazionali e regionali in 25 Stati membri, allineando gli investimenti nazionali, regionali e locali alle priorità dell’UE. Questi fondi riallocati rappresentano quasi il 10% del bilancio della politica di coesione di 367 miliardi di euro per il periodo 2021-2027, oggetto della revisione intermedia.
Finanziamenti riallocati per le priorità strategiche: 15,2 miliardi di euro per rafforzare la competitività attraverso tecnologie critiche, innovazione e sviluppo delle competenze.
11,9 miliardi di euro per rafforzare le capacità industriali della difesa, la mobilità militare e la preparazione e lo sviluppo delle competenze civili.
3,3 miliardi di euro per alloggi accessibili e sostenibili, a sostegno dell’inclusione sociale.
3,1 miliardi di euro per la resilienza idrica, a sostegno della gestione sostenibile delle risorse.
1,2 miliardi di euro per rafforzare la sicurezza energetica e la decarbonizzazione industriale, a sostegno di posti di lavoro di qualità nella transizione verde.
Gli Stati membri e le regioni che hanno riprogrammato i fondi per le nuove priorità strategiche dell’UE beneficiano di un prefinanziamento potenziato per dare impulso ai progetti e di un tasso di cofinanziamento UE più elevato per i progetti di sviluppo regionale, al fine di alleviare la pressione sui bilanci nazionali.
Un trattamento ancora più favorevole è stato riservato alle regioni confinanti con Russia, Bielorussia e Ucraina, che hanno dovuto affrontare sfide significative dall’inizio della guerra di aggressione su vasta scala da parte della Russia nel 2022.
La revisione intermedia ha dimostrato la capacità della politica di coesione di adattarsi rapidamente alle nuove circostanze. Con l’adozione delle modifiche al programma, l’attenzione si sposterà sull’attuazione da parte degli Stati membri e delle regioni. La Commissione collaborerà strettamente con le autorità di gestione per garantire l’efficace attuazione delle priorità strategiche.
