Economia e Lavoro

Inflazione, Codacons, Unc e Federconsumatori rifanno i conti alle famiglie

Inflazione: Codacons, effetto Iran ancora contenuto ma accelera

“L’effetto Iran sull’inflazione in Italia è ancora contenuto, ma si registra a marzo una forte accelerazione per i prezzi dell’energia che rappresenta un segnale preoccupante per le famiglie italiane”. Lo afferma il Codacons, commentando i dati diffusi dall’Istat. “Con un tasso di inflazione medio del +1,7% la spesa della famiglia ‘tipo’ sale, a parità di consumi, di +562 euro su base annua, mentre un nucleo con due figli spende 776 euro in più”, calcola il Codacons, secondo il quale, “il comparto degli alimentari, come purtroppo previsto dal Codacons, ha risentito a marzo dei rincari dei carburanti con i prezzi al dettaglio di cibi e bevande che salgono del +2,7% su anno, portando la spesa alimentare di una famiglia con due figli a rincarare di +250 euro su base annua”.

“A destare preoccupazione, tuttavia, è l’andamento dei prezzi dei beni energetici, con quelli regolamentati che in un solo mese registrano un aumento del +8,9%, mentre quelli non regolamentati salgono del +4,6% su febbraio, come conseguenza dell’impennata delle quotazioni energetiche causata dalla crisi in Medio Oriente. E su tale situazione incombe la scadenza del taglio alle accise disposto dal governo: il prossimo 7 aprile – ricorda il Codacons – terminerà lo sconto da 24,4 centesimi di euro sui carburanti scattato lo scorso 19 marzo. Una misura che deve essere prorogata perché, in assenza di interventi, il gasolio al self supererà con effetto immediato quota 2,3 euro al litro, determinando una ulteriore stangata sulla spesa per i rifornimenti e sui prezzi al dettaglio dei prodotti trasportati”.

Poi l’Unione Nazionale Consumatori

Inflazione: Unc, per coppia con 2 figli +622 euro

“Secondo i dati provvisori di marzo resi noti oggi dall’Istat, l’inflazione annua sale dall’1,5% di febbraio all’1,7%. Un’illusione ottica! Il rialzo apparentemente basso dell’inflazione, da 1,5 a 1,7, non deve trarre in inganno. Si tratta solo di un miraggio destinato presto a svanire, come in parte dimostra già l’inflazione congiunturale che decolla dello 0,5%”. Lo afferma l’Unc in una nota. “Infatti, le bollette di luce e gas relative ai consumi di marzo non sono ancora arrivate, mentre la fine dei Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026, ha fatto abbassare i prezzi degli alberghi e dei motel del 6,8% in un solo mese, ribasso record sul piano congiunturale, quando a febbraio erano decollati del 12,1%. Peccato che in aprile, per via della Pasqua, saliranno nuovamente. Insomma, cambia la composizione dell’inflazione, abbassandosi quella delle spese facoltative, -1,6% per Servizi di ristoranti e servizi di alloggio in un mese, ma decollano già i Trasporti (+2,5% il dato congiunturale) e Abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili con +1,6%. In particolare, nonostante il dato sia solo provvisorio, su base mensile, il diesel sale già del 12%, il trasporto aereo internazionale del 6,1%, il gas naturale del 5,9%, la benzina del 4,9% e già ci sono i primi effetti su frutta e verdura, con le Bacche fresche che salgono del 10,6%, Agrumi del 2,6%, Altra frutta fresca del 3%. Insomma, come avevamo denunciato, presentando un esposto all’Antitrust, nel settore ortofrutticolo si sono già verificate i primi rincari per via del caro carburante. Il carrello sale da 2 al 2,2% ed è solo l’inizio!”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando i dati Istat sull’inflazione. “L’inflazione tendenziale all’1,7% significa, per una coppia con due figli un aumento complessivo del costo della vita pari a 622 euro su base annua, mentre per i soli Prodotti alimentari e le bevande analcoliche la stangata è già pari a 250 euro e per il carrello della spesa è di 266 euro. Per una coppia con 1 figlio, la spesa aggiuntiva annua totale è pari a 546 euro, 219 euro soltanto per cibo e bevande, 235 per il carrello. In media, per una famiglia la batosta è di 389 euro, 173 per mangiare e bere”, conclude Dona.

Poi anche Federconsumatori dice la sua sui prezzi in risalita.

Inflazione: Federconsumatori, effetti guerra iniziano a farsi sentire su prezzi

“Non solo carburanti, non solo bollette, le ripercussioni del conflitto in Medio Oriente si fanno sentire, come purtroppo avevamo preventivato, sui prezzi dei beni di largo consumo. È di oggi la notizia dell’Istat che, a marzo, l’inflazione balza in avanti al +1,7% (dal +1,5% del mese precedente). Una risalita, riporta l’Istituto di Statistica, ‘dovuta soprattutto all’accelerazione dei prezzi nel settore energetico (-2,3% da -6,6%)’ e ‘degli Alimentari non lavorati (+4,4% da +3,7%)'”. Federconsumatori sottolinea in una nota, che si tratta di “settori che destano forte preoccupazione, in quanto riguardano consumi vitali e necessari per le famiglie. Non a caso il tasso relativo al carrello della spesa passa dal +2% al +2,2%”. Con l’inflazione a questi livelli, l’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori stima ricadute, per una famiglia media, pari a +561,80 euro annui. E, quello che temiamo, è che sia solo l’inizio.

 

Non solo gli aumenti dei costi energetici, ma anche i rincari dei costi di logistica e dei fertilizzanti, possono determinare una situazione di forte tensione sui prezzi, che bisogna arginare intervenendo con urgenza e determinazione”. Federconsumatori chiede quindi la proroga del taglio delle accise, la rimodulazione dell’Iva sui generi di largo consumo (che consentirebbe un risparmio di oltre 516 euro annui a famiglia), un bonus più consistente, la cui soglia di accesso sia innalzata, anche temporaneamente, alle famiglie con Isee fino a 25000 o poco più, superando quanto disposto dal recente Decreto Bollette che già avevamo giudicato insufficiente in condizioni “normali”, la creazione di un Fondo di contrasto alla povertà energetica e una azione di contrasto alla povertà alimentare, l’avvio di determinate azioni di verifica e contrasto a intollerabili fenomeni speculativi sui prezzi lungo le filiere, che, come abbiamo visto in questi anni, determinano effetti deleteri per il Paese e per le famiglie.

Red

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