Economia e Lavoro

Inflazione: Istat, accelera a +1,7% annuo a marzo con rialzo prezzi energia

Secondo le stime preliminari dell’Istat, a marzo 2026 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, al lordo dei tabacchi, registra una variazione pari a +0,5% su base mensile e a +1,7% su base annua (in rialzo rispetto al +1,5% del mese precedente). L’andamento dell’inflazione, si sottolinea, risente prevalentemente della netta risalita dei prezzi degli Energetici – regolamentati (da -11,6% a -1,3%) e non (da -6,2% a -2,4%) – e dell’accelerazione di quelli degli Alimentari non lavorati (da +3,7% a +4,4%); in rallentamento sono invece i prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +4,9% a +3,0%), dei Servizi relativi ai trasporti (da +2,8% a +2,4%) e dei Servizi relativi all’abitazione (da +4,5% a +4,2%). A marzo, aggiunge l’Istat, l’’inflazione di fondo’, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, mostra un rallentamento (da +2,4% a +1,9%), così come quella al netto dei soli beni energetici (da +2,5% a +2,1%). I prezzi dei beni registrano una sensibile accelerazione su base annua (da -0,1 a +0,7%), mentre i prezzi dei servizi diminuiscono il loro ritmo di crescita (da +3,6% a +2,8%). Il differenziale tra il comparto dei servizi e quello dei beni, dunque, diminuisce, passando da +3,8 punti percentuali a +2,1 punti percentuali. La variazione congiunturale dell’indice generale, sottolinea l’Istat, risente invece principalmente dell’aumento dei prezzi degli Energetici, regolamentati (+8,9%) e non (+4,6%), dei Servizi relativi ai trasporti (+0,7%) e degli Alimentari non lavorati (+0,4%). Gli effetti di questi aumenti sono stati solo in parte compensati dalla diminuzione dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-1,2%). In base alle stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra una variazione pari a +1,6% su base mensile, per la fine dei saldi stagionali di cui il NIC non tiene conto, e a +1,5% su base annua (stabile rispetto al mese precedente). Quanto alla situazione nell’Ue, siamo in linea con quanto sta accadendo in Italia, ovvero una ripartenza del fenomeno inflattivo. Secondo una stima preliminare di Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione europea, l’inflazione annua nell’Eurozona dovrebbe attestarsi al 2,5% a marzo 2026, in deciso aumento rispetto all’1,9% di febbraio. Analizzando le principali componenti dell’inflazione nell’area euro, si prevede che l’energia registrerà il tasso annuo più elevato a marzo (4,9%, rispetto al -3,1% di febbraio), seguita dai servizi (3,2%, rispetto al 3,4% di febbraio), alimentari, alcolici e tabacco (2,4%, rispetto al 2,5% di febbraio) e beni industriali non energetici (0,5%, rispetto allo 0,7% di febbraio).

Red

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