Donald Trump ha accettato di estendere di due settimane la scadenza dell’ultimatum all’Iran precisando che lo stop ai bombardamenti vale “a condizione che l’Iran acconsenta all’apertura immediata e completa dello Stretto di Hormuz”.
La decisone di Trump è avvenuta a sulla base delle conversazioni intrattenute con il Primo Ministro Shehbaz Sharif e con il Feldmaresciallo Asim Munir del Pakistan — i quali hanno richiesto che io sospendessi la forza distruttiva verso l’Iran promessa questa notte.
L’Iran ha accettato la proposta di cessate il fuoco del Pakistan anche grazie all’intervento della Cina, che ha esortato Teheran a mostrare flessibilità e stemperare le tensioni.
Il primo round di trattative fra Stati Uniti e Iran per un accordo per mettere fine alla guerra è previsto a Islamabad venerdì con la presenza del vicepresidente JD Vance, oltre agli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner.
L’ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu nella prima nota ufficiale sul cessate il fuoco Usa-Iran chiarisce che “Israele sostiene la decisione del presidente Trump di sospendere gli attacchi contro l’Iran per due settimane, a condizione che l’Iran apra immediatamente lo Stretto e cessi tutti gli attacchi contro gli Stati Uniti, Israele e i Paesi della regione. Israele sostiene inoltre l’impegno americano per garantire che l’Iran non rappresenti più una minaccia nucleare, missilistica e terroristica per gli Stati Uniti, Israele, i Paesi arabi confinanti con l’Iran e il mondo intero. Gli Stati Uniti hanno informato Israele del loro impegno a raggiungere questi obiettivi, condivisi da Stati Uniti, Israele e dagli alleati regionali di Israele, nei prossimi negoziati. Il cessate il fuoco di due settimane non include il Libano”.
Per il presidente americano anche la questione dell’uranio iraniano sarà “perfettamente risolta” come ha affermato con un’intervista alla France Press, definendo l’accordo con l’Iran una vittoria per gli Stati Uniti. “Vittoria totale e completa. Al 100%. Senza alcun dubbio”.
l’Associated Press riporta piano per il cessate il fuoco di due settimane prevede di consentire all’Iran e all’Oman di riscuotere pedaggi dalle navi in transito nello Stretto di Hormuz i cui fondi, secondo fonti iraniane, verrebbero destinati alla ricostruzione del Paese.
Varie fonti confermano che il ruolo di mediazione del Pakistan è stato fortemente sostenuto da Pechino che da settimane lavora dietro le quinte per imporre moderazione all’Iran legato alla Cina da vitali interessi economici.
Indipendentemente dall’esito dei colloqui di pace è evidente che Trump non può presentarsi ai prossimi colloqui previsti a maggio – dopo essere già stati rinviati da aprile – con il presidente cinese Xi con un conflitto di tali dimensioni in corso.
Né può reggere a lungo i segnali di insofferenza alle sue posizioni estreme che negli Stati Uniti csi vanno manifestando anche all’interno del partito Repubblicano – e con un crollo dei consensi fra l’opinione pubblica americana certificata dai sondaggi – soprattutto in vista delle elezioni di “midterm” a novembre.
La sua narrazione punta quindi ad esaltare una presunta vittoria che vorrebbe riabilitare la sua immagine come il “duro” che riesce anche a dimostrare la sua generosità nell’interesse del Mondo.
Gi Elle
