La guerra di Trump

Teheran: nella blacklist con Donald Trump c’è anche Giorgia Meloni

di Andrea Maldi

Il quotidiano on line iraniano Hamshahri un paio di giorni fa ha pubblicato una “lista di proscrizione” con tutti i nomi e le immagini in tuta da detenuto dei 13 leader politici ed esponenti militari occidentali accusati dal regime di essere i presunti responsabili della morte dell’Ayatollah Ali Khamenei, poche ore prima menzionati dal figlio ed erede Mojtaba Khamenei, giurando vendetta contro i rivali della Repubblica Islamica dell’Iran.

Nella lista nera, divisa in tre macro-aree, sono stati inseriti i seguenti rappresentanti:

 

Stati Uniti

  • Donald Trump: Presidente degli Stati Uniti;
  • Marco Rubio: Segretario di Stato;
  • Mike Huckabee: Ambasciatore degli Stati Uniti in Israele;
  • Pete Hegseth: Segretario della Difesa e Capo del Pentagono;
  • George Cooper: Comandante del CENTCOM (Comando combattente unificato delle forze armate degli Stati Uniti)

Europa

  • Giorgia Meloni: Premier italiano;
  • Friedrich Merz: Cancelliere tedesco;
  • Keir Starmer: Premier britannico;
  • Emmanuel Macron: Premier francese.

Israele

  • Benjamin Netanyahu: Premier;
  • Eyal Zamir: Capo di Stato Maggiore generale delle IDF (forze di difesa israeliane);
  • Israel Katz: Ministro della Difesa;
  • Gideon Sa’ar: Ministro degli Esteri.

 

Pronta la risposta di Washington. Il presidente Trump, interpretando le informazioni top secret delle tre agenzie d’intelligence israeliana (Mossad, Shin Bet, AMAN), secondo cui l’Iran starebbe cospirando per attentare alla sua vita,  ha parlato di complotto: “Se l’Iran mi uccide, ho lasciato istruzioni affinché venga colpito con una forza inaudita”.

Nel frattempo il ministro degli esteri e vicepremier italiano Antonio Tajani ha commentato la minaccia alla presidente del consiglio Meloni: “Piena vicinanza alla premier, che certamente non si fa intimidire”. Solidarietà arrivata da tutta la maggioranza.  Intanto vanno avanti i dialoghi tra Iran e Oman sul Choke point. Come riferito dalla CNN, la capitale portuale omanita Mascate avrebbe proposto a Teheran due vie marittime per assicurare la tutela della navigazione nello Stretto di Hormuz.

La via a sud, nello spazio marittimo dell’Oman, tutelerebbe la libera navigazione ripristinando le regole pre-conflitto, mentre la via a nord, nelle acque iraniane, prevedrebbe il placet di Teheran ma senza il pagamento di alcun pedaggio.

Domenica scorsa i ministri degli esteri iraniano e omanita si sono incontrati a Mascate per rilanciare i negoziati sulla sicurezza alla navigazione nello Stretto di Hormuz. Mercoledì e giovedì prossimo è prevista a Roma una nuova sessione di incontri tra le rappresentanze israeliane e libanesi.

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