“L’evoluzione del contesto internazionale verrà costantemente monitorata alla luce della tregua raggiunta ieri e il Governo è pronto a intervenire, sia sul lato della domanda, sia su quello dell’offerta, consapevole che le misure dal lato dell’offerta richiedono più tempo per produrre effetti”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, rispondendo al question time al Senato a un’interrogazione di Forza Italia. “Va però da subito chiarito che, qualora la crisi internazionale non evolva positivamente – ha sottolineato il ministro -, le misure adottate dai singoli Stati dovranno necessariamente inserirsi nell’ambito di una strategia europea, che stiamo sollecitando e promuovendo”. Giorgetti ha ribadito che “in tale contesto va inquadrata anche la tematica della sospensione del Patto di Stabilità, misura che dovrà essere necessariamente valutata a livello europeo qualora la situazione economica dovesse aggravarsi ulteriormente, così come andranno previsti interventi, dall’Italia già richiesti in sede di Consiglio europeo, diretti a rivedere l’attuale quadro regolatorio, in primo luogo quello dell’Ets, del quale appare urgente sospendere temporaneamente l’applicazione con riguardo alla produzione di elettricità da fonti termiche fino al riallineamento globale dei prezzi dell’energia”. Ma l’opposizione non da alcuna tregua al Governo e alza il tiro sulla inefficacia degli interventi del Governo.
Misiani (Pd) a Giorgetti, governo dia risposte
“Siamo di fronte alla tempesta perfetta e le prospettive per il futuro sono negative con un aumento delle bollette, dell’inflazione e con le previsioni di tutti gli istituti che vengono corrette al ribasso. L’Italia ha registrato una crescita dello 0 virgola, nonostante il Pnrr, e 5 milioni e 800 mila italiani risultano in povertà assoluta. Se siamo in questa situazione è anche per errori del governo che per tre anni e mezzo non ha messo in campo un piano strategico per il Paese. Adesso servono risposte. Il governo dica cosa vuole fare per il caro bollette, per combattere l’inflazione, per evitare un nuovo fiscal drag che si è mangiato 25 mld di euro del reddito italiani e come vuole rilanciare gli investimenti”. Lo ha chiesto il senatore Antonio Misiani, responsabile economico del Pd, al ministro dell’Economia Giorgetti nel corso del question-time a Palazzo Madama.
Appendino (M5S), è vera ‘Waterloo’ di Meloni, rincari rovinosi
“Nella sterminata televendita di fronte al Parlamento di sparate inverosimili Meloni ne ha prodotte diverse. In materia di shock energetico, però, abbiamo assistito al festival della mistificazione. In riferimento al tremebondo dl Bollette, ha avuto persino il coraggio di sostenere che ‘pone le basi a una riduzione strutturale delle tariffe’. Ignorando completamente che sulla sospensione degli Ets non ha il via libera dell’Ue, e che quindi parliamo del sesso degli angeli. La verità è che luce e gas sono la vera ‘Waterloo’ del governo Meloni: l’analisi Enea relativa al 2025 ci dice che rispetto al 2022 paghiamo il gas il 70% in più e l’elettricità il 100% in più”. Così in una nota la deputata M5S, Chiara Appendino. “Rincari rovinosi, fissati da Enea ben prima che il duo Trump-Netanyahu scatenasse l’insensata guerra all’Iran. È la fotografia di tre anni e mezzo di vuoto politico e di idee. Il governo non ha potenziato gli investimenti in rinnovabili, non ha semplificato gli iter autorizzativi, non ha corretto il sistema di formazione del prezzo dell’elettricità, non ha rivisto gli oneri di sistema, non ha favorito contratti di medio-lungo periodo e ha sostenuto le comunità energetiche solo a chiacchiere. Inoltre, ha ‘toppato’ alla grande anche l’occasione storica del Pnrr. Soprattutto, Meloni e la sua squadra non hanno toccato un euro agli extraprofitti miliardari delle società energetiche, che in questi anni di vacche grasse sono aumentati senza soluzione di continuità. A parte un po’ di fantasticherie sul dispendioso nucleare, in questi anni Meloni è rimasta immobile, voltandosi dall’altra parte per non vedere il salasso perpetrato nei confronti degli italiani”, conclude Appendino.
Patuanelli (M5S), esecutivo smascherato, si spenderà solo per armi
“Abbiamo finalmente messo a nudo un paradosso enorme che il Governo continua a far finta di non vedere. Il Ministro Giancarlo Giorgetti è stato chiaro: se non usciamo dalla procedura di infrazione servirà uno scostamento di bilancio per finanziare la spesa militare. Avete capito bene: faremo più deficit, ma per le armi. Non per ridurre le liste d’attesa nella sanità, non per sostenere scuola e famiglie, non per rilanciare davvero l’economia. E se invece rientriamo sotto il 3%, scatta la flessibilità prevista dal nuovo Patto di stabilità e crescita, ma anche lì – guarda caso – solo per aumentare la spesa militare. Quindi abbiamo costruito un sistema in cui, comunque vada, la priorità sono le armi: se i conti vanno bene si spende di più, se vanno male si fa debito per spendere lo stesso. E allora la domanda è semplice: chi è che ha chiesto all’Europa che l’unica flessibilità possibile fosse quella sulle spese militari? Qualcuno da Marte o questo Governo? Perché questa scelta porta una firma politica precisa, e oggi è venuta fuori in tutta la sua evidenza”. Lo scrive sui social il vicepresidente M5S Stefano Patuanelli a seguito delle repliche al QT del Ministro Giorgetti.
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