Economia e Lavoro

Incidenti lavoro: Inail, 101.163 denunce infortunio in I trim. +4,4%

Le denunce di infortunio in occasione di lavoro (al netto degli studenti) presentate all’Inail entro il mese di marzo 2026 sono state 101.163, in aumento del 4,4% rispetto alle 96.944 del pari periodo 2025, dell’1,6% sul 2024 e del 4,1% sul 2020, in diminuzione dello 0,5% rispetto al 2023, del 36,3% sul 2022, del 6,4% sul 2021 e del 7,0% sul 2019. Lo afferma l’Inail nel suo report mensile relativo a denunce di infortuni e malattie professionali. Tenuto conto dei dati sul mercato del lavoro rilevati mensilmente dall’Istat nei vari anni, con ultimo aggiornamento marzo 2026, e rapportato il numero degli infortuni denunciati in occasione di lavoro (al netto degli studenti) a quello degli occupati (dati provvisori), si evidenzia un’incidenza infortunistica che passa dalle 471 denunce di infortunio in occasione di lavoro ogni 100mila occupati Istat di marzo 2019 alle 419 del 2026, con un calo dell’11,0%. Rispetto a marzo 2025 si registra un aumento del 4,5% (da 401 a 419). L’incidenza delle denunce di infortunio in occasione di lavoro sul totale delle denunce presentate (al netto degli studenti) è passata dall’83,2% del 2019 all’82,1% del 2026 (è stata dell’82,8% nel 2025). L’analisi territoriale evidenzia un aumento delle denunce al Sud (+18,0%), nel Nord-Est (+14,8%), nel Nord-Ovest (+8,5%), nelle Isole (+8,3%) e al Centro (+1,6%). Tra le regioni con i maggiori incrementi percentuali dei casi si segnalano il Molise (+36,7%), l’Abruzzo (+30,8%), la Calabria (+30,2%) e l’Emilia-Romagna (+25,4%), mentre per i decrementi solo il Lazio (-0,4%). L’incremento delle denunce di infortunio che emerge dal confronto tra il 2025 e il 2026 è legata sia alla componente maschile, che registra un +9,9% (da 9.878 a 10.858 casi), sia a quella femminile, con un +9,4% (da 10.224 a 11.182). Aumentano sia le denunce dei lavoratori stranieri (+16,4%) sia quelle degli italiani (+7,9%). L’analisi per classi di età mostra incrementi in tutte le fasce, in particolare per i 60-69enni (+15,2%), 20-29enni (+13,1%) e 35-44enni (+11,0%). L’incidenza di tale tipologia di denunce sul complesso degli infortuni mortali (al netto degli studenti) è passata dal 32,1% del 2019 al 28,0% del 2026 (è stata del 28,8% nel 2025). Il calo ha riguardato la gestione Industria e servizi, che passa da 56 a 51 denunce mortali, e l’Agricoltura (da 3 a 2), mentre il Conto Stato non presenta decessi in entrambi i periodi.

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