“Quest’opera poetica di Silva Itza intreccia memoria personale dell’autore alla storia collettiva delle dittature sudamericane degli anni Settanta attraverso la narrazione delle vite che hanno conosciuto la repressione, l’esilio, il dolore e il ritorno ai luoghi d’origine”, racconta Nando Bonessio capogruppo EV – Avs di Roma Capitale, alla presentazione del volume oggi al Palazzo Valentini di Roma.
“La speranza è affidata al ritorno dall’esilio, quando lo sguardo maturo sul passato restituisce la possibilità di ricomporre la propria identità attraversando i luoghi dell’origine. Al centro dell’opera primeggia il fiume Rio de la Plata che con il suo scorrere lento e inesorabile accoglie ogni passaggio di vissuto umano come un luogo in cui depositare le proprie storie con le testimonianze di radici violate e perdite subite”.
“E’ un vero e proprio cammino evocativo quello di Norberto Silva Itza – dichiara l’attore Neri Marcorè -, ho avuto il piacere di conoscerlo e di apprezzarlo soprattutto per la sua capacità di unire le persone: proprio come oggi siamo riuniti in questa sala del Palazzo Valentini a leggere alcune delle sue poesie e a riflettere sui contenuti che ci ha lasciato”.
“L’autore alterna poesia e prosa -prosegue Bonessio- e attraverso la sua scrittura costruisce un percorso in cui il ricordo diventa strumento di comprensione del presente. L’opera “Mi addentro in spazi conosciuti’ va letta ponendo l’accento sul valore della memoria come fondamento del presente, sulla dignità dell’esperienza umana di fronte alla violenza della storia e sulla capacità della poesia di custodire e trasmettere senso, restituendo voce a ciò che rischierebbe altrimenti di essere consegnato all’oblio”
