“Qualsiasi conversazione, qualsiasi comunicazione che abbiamo con le parti interessate, siano esse governative o di altro tipo, rimane riservata. Posso però confermare che c’è stata comunicazione e che la comunicazione è tuttora in corso”. Lo afferma il commissario europeo alla Cultura Glenn Micallef in conferenza stampa dopo il Consiglio Cultura rispondendo a una domanda sulla risposta che la Fondazione Biennale avrebbe inviato alla Commissione europea in merito alla prima lettera ricevuta. “Per quanto riguarda i potenziali strumenti che utilizzeremo, esploreremo tutte le possibilità a nostra disposizione, sia su questa questione che su altre questioni al di fuori del settore culturale”, aggiunge.
Bene Giuli, dispiace comportamento altri ministri
“Apprezzo molto la fermezza e la decisione del ministro Giuli di comunicare con decisione” la sua posizione, “anche non partecipando all’inaugurazione della Biennale. Apprezzo inoltre la chiarezza con cui si è espresso a questo proposito. Constato con rammarico, tuttavia, che questa non è stata la posizione di altri ministri del governo italiano”. Il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha invece partecipato all’inaugurazione dell’esposizione a Venezia e visitato il padiglione russo. “Anche in questo caso, la mia posizione è in linea con quella della più ampia comunità culturale e degli Stati membri riuniti oggi in Consiglio, che si sono espressi in modo molto chiaro sulla questione”, aggiunge.
Non possiamo normalizzare cosa succede in Ucraina
“Le piattaforme europee sono sempre più spesso prese di mira dalla Russia e dagli aggressori per scopi propagandistici, nell’ambito delle loro campagne di disinformazione e misinformazione. Si tratta di tentativi coordinati e organizzati, come abbiamo visto di recente alla Biennale di Venezia. Conoscete bene la nostra posizione, mia, dell’Alta rappresentante, della vicepresidente esecutiva Virkkunen. Ormai non possiamo più, in coscienza, sostenere finanziariamente e con i soldi dei contribuenti europei un’organizzazione che incoraggia e permette agli aggressori di fare questo, di normalizzare ciò che sta accadendo in Ucraina, soprattutto in un momento in cui l’aggressione continua e i droni sorvolano i tetti e le teste dei cittadini. Le scene a cui abbiamo assistito alla Biennale di Venezia questo fine settimana parlano da sole. Per noi, l’Ucraina è famiglia e saremo sempre fedeli alla nostra famiglia e la proteggeremo”, aggiunge.
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