Primo piano

Tv: Auditel-Ipsos, più schermi in case italiani, 9 famiglie su 10 con smart

Negli ultimi 10 anni il numero di schermi televisivi nelle case degli Italiani è aumentato: +2,8 milioni, per un totale di 44,3 milioni (25,4 milioni di Smart Tv e 18,9 milioni di televisori tradizionali).

È quanto si legge nel Secondo Rapporto Auditel- Ipsos Doxa ‘La meglio tele-gioventù, presentato ieri a Milano. L’aumento è dovuto per un terzo ai ‘nidi’ (le famiglie d’origine) “che non si svuotano”; ma i ‘giovani in volo’ hanno oltre 400mila televisori in casa in più rispetto al 2015. Quasi 9 famiglie giovani su 10 – con o senza figli – possiedono almeno una Smart Tv. E i nidi giovanissimi sono quelli che, con maggiore frequenza (51% contro il 28% di media nazionale), hanno in casa più di una Smart TV. Non basta.

Nelle nuove abitazioni circa 4 Tv su 10 sono 4k e le dimensioni degli schermi sono elevate: il 36% delle Tv dei giovani in volo e il 30% delle Tv nei nidi giovanissimi sono oltre i 50 pollici, rispetto a una media nazionale del 19%. “I giovani non hanno abbandonato la televisione. La portano con sé attraverso le fasi della vita (a casa dei genitori, nell’appartamento condiviso, nella nuova famiglia). La considerano importante (schermo più grande, risoluzione più alta, connessione internet). La integrano in un ecosistema ampio di consumi mediali, dove convivono piattaforme internazionali e broadcaster tradizionali e dove il lineare e l’on demand non si elidono ma si completano. In sintesi, questa generazione non è perduta per la TV (anzi!). Non è distratta. Non è indifferente. È semplicemente più esigente, più selettiva, più abituata alla scelta. E quando trova contenuti che le parlano — contenuti italiani, contenuti accessibili, contenuti che vale la pena vedere — risponde. Eccome se risponde”, ha osservato il direttore generale di Auditel, Paolo Lugiato.

Tv, giovani non la abbandonano ma vogliono on demand e lineare

I giovani 18-34enni non abbandonano la Tv. Quando formano una famiglia quasi tutti tornano ad avere televisori in casa. Nei nuovi ‘nidi’, poi, 7 TV su 10 sono connesse a internet, ma la quasi totalità (oltre 9 su 10) è collegata anche all’antenna.

Perché i giovani vogliono sia l’on-demand che il lineare. E i brodacaster nello streaming hanno più che raddoppiato i loro utenti giovani dal 2019 a oggi. I dati del rapporto permettono di distinguere tre percorsi di vita che caratterizzano i 18-34enni: quelli che vivono ancora nel nido, ossia nella famiglia di origine (6 su 10); quelli che hanno spiccato il volo (4 su 10), suddivisi tra coloro che sono usciti di casa per essere indipendenti (62 su 100) e e quelli (38 su 100) che hanno spiccato il volo per creare una nuova famiglia (e sono diventati genitori).

La Ricerca di Base – oltre 500.000 indirizzi estratti ogni anno, 20.000 interviste nelle case degli italiani – rappresenta la più estesa radiografia socio-tecnologica del Paese, capace di fotografare in tempo reale la struttura dei nuclei domestici e il loro grado di connessione. “Lo scorso anno estraendo i dati dalla Ricerca di Base ci siamo focalizzati sulla ridefinizione del target 65-74 anni, ormai indistinguibile dal resto della popolazione per dotazioni, competenze e capacità di spesa. Quest’anno, invece, abbiamo scelto di analizzare il target 18-34 anni. Risultato? Dati che sfidano alcuni luoghi comuni e consentono di comprendere meglio il rapporto, che si fa più complesso ma continua ad esistere, tra giovani e Tv. Con eccellenti notizie per i broadcaster-streamcaster specie sul fronte dello streaming”, ha dichiarato Paolo Lugiato, direttore generale Auditel.

Red

Related posts

Papa Leone e le prospettive del Cristianesimo in Europa

Redazione Ore 12

Meteo, verso un 25 aprile con ombrello e cappotto in mezza Italia

Redazione Ore 12

Vendiamo la nostra libertà per divenire schiavi!

Redazione Ore 12