di Laura Carcano (*)
All’assemblea di Commerzbank il grande protagonista e il grande assente allo stesso tempo è stata UniCredit. Sebbene il primo azionista dell’istituto tedesco e potenziale acquirente, non abbia partecipato alla assise, è stata l’Ops di Unicredit il focus degli azionisti, non più riuniti nella sala festival a Francoforte, ma nel RheinMain CongressCenter di Wiesbaden.
E’ stata tutta sul dossier Unicredit l’attenzione dei soci, chiamati a votare sulla proposta del cda e del consiglio di sorveglianza di distribuire un dividendo di 1,10 euro per azione per l’esercizio finanziario 2025 (complessivamente corrispondente a un pagamento di dividendi di 1,2 miliardi). Insieme ai due riacquisti di azioni già completati, Commerzbank restituirà complessivamente circa 2,7 miliardi ai suoi soci per l’esercizio finanziario 2025. Riflettori puntati sull’offerta lanciata dalla banca guidata da Orcel sin da prima dall’avvio dell’assemblea. Fuori dalla sala 200 dipendenti della banca tedesca hanno accolto i partecipanti con striscioni che recitavano “UniCredit vattene”, mentre all’interno il personale indossava magliette con la scritta “Il giallo è nostro”. Applausi ripetuti hanno interrotto i discorsi del presidente del consiglio di sorveglianza Jens Weidmann e dell’ad Bettina Orlopp che hanno ribadito il no al tentativo di scalata, perché ‘creiamo più valore da soli’. Un’armonia tra management e dipendenti che non è stata la regola in passato, ma che, con Piazza Gae Aulenti che mira al controllo e che intanto si sarebbe già spinta oltre il 40% del capitale, è diventata plasticamente visibile in assemblea.
Per Weidmann “una cosa è certa: l’approccio costantemente scoordinato di UniCredit – e la sua comunicazione ripetutamente fuorviante – ha minato significativamente le basi per una cooperazione costruttiva e basata sulla fiducia”. Orlopp ha ribadito: “la raccomandazione è chiara: non accettate l’offerta di UniCredit. Non crea alcun valore aggiunto rispetto alla nostra strategia autonoma. Non riflette il valore dei fondamentali di Commerzbank e i rischi di attuazione sono enormi”. Fin dall’inizio il processo” nell’Ops di Unicredit “è stato caratterizzato dalla pressione dell’opinione pubblica e da un approccio sempre più aggressivo. E invece di un’offerta convincente- ha affermato la ceo – oggi ci troviamo di fronte a un’offerta che non prevede alcun premio”. Nell’accettarla “a nostro avviso, l’impatto negativo sugli utili sarebbe significativamente superiore a 1 miliardo di euro”, avverte la banchiera, aggiungendo però anche che “siamo pronti a trattare se offrono un premio attrattivo e un piano che valorizzi il nostro modello di business’. Il presidente di Commerz ha poi avvertito gli azionisti che, trattandosi di uno scambio di titoli e non di un’offerta in contanti, si troverebbero a farsi carico “non solo dei rischi rilevanti della transazione ma anche quelli inerenti UniCredit”, come “una maggiore esposizione ai titoli di Stato italiani, una incidenza di crediti deteriorati significativamente più elevata e attività russe ancora consistenti”.
(*) La Presse
