“Il sistema sanitario lombardo è al punto di rottura, schiacciato da un’incapacità strutturale di rispondere al fabbisogno di salute dei cittadini e da una montagna di arretrati ancora da smaltire”. A lanciar l’allarme in una nota sono UIL Lombardia e UIL FP Lombardia che, “a seguito della recente delibera regionale sul Piano Operativo Liste di Attesa, denunciano una situazione ormai insostenibile per il personale sanitario”. Secondo i dati diffusi dal sindacato, al 1° gennaio 2026 in Lombardia “risultano ancora da recuperare ben 21.358 ricoveri programmati risalenti addirittura agli anni 2022 e 2023”.
“Dietro questi numeri ci sono persone che aspettano cure e interventi necessari”, evidenzia Salvatore Monteduro, Segretario Confederale UIL Lombardia, contestando la mancanza di trasparenza e chiedendo con quali professionisti e capacità organizzativa la Regione pensi di recuperare l’arretrato. “Il Piano regionale è necessario, ma non basta aumentare le prestazioni. Serve un investimento strutturale sul servizio sanitario pubblico e un monitoraggio territorio per territorio”. Il sindacato “contesta duramente la logica di scaricare l’abbattimento delle liste esclusivamente sulla produttività del personale attraverso straordinari e turni aggiuntivi”, prosegue la nota. “Medici, infermieri, tecnici, amministrativi e operatori sanitari stanno già lavorando oltre il limite”, rincara Daniele Ballabio, Segretario Generale UIL FP Lombardia. “Gli operatori non sono una variabile infinita: se mancano professionisti e il lavoro non è più attrattivo, il Piano della Regione rimarrà solo un bell’obiettivo sulla carta. Servono organici adeguati, turni sostenibili e valorizzazione professionale”. Per uscire dall’emergenza, la UIL individua tre pilastri non negoziabili: “La trasparenza totale delle agende sui canali regionali, un monitoraggio territoriale reale da parte di ATS e ASST (esteso anche al privato accreditato) e, soprattutto, un piano straordinario di assunzioni”.
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