All’Italia non basta l’energia solare e eolica serve anche il nucleare. Così il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin al festival dell’Energia in corso a Lecce.
La valutazione sul nucleare – spiega Pichetto – “non va fatta contestuale ad oggi, perché quando parliamo di nucleare dobbiamo parlare del prossimo decennio. Però noi dobbiamo essere pronti a dare una risposta a quella che sarà la domanda di energia del prossimo decennio; e la domanda di energia del prossimo decennio sarà già almeno di un terzo in più, di 100 miliardi di kilowattora in più. Noi abbiamo anche un territorio meraviglioso nel nostro Paese, come tale non riusciamo a raggiungere” quell’energia in più che ci serve “solo con il fotovoltaico e l’eolico. Dobbiamo decarbonizzare e il nucleare è sicuro ed è una grande opportunità”. “Per quanto riguarda il carbone – prosegue il ministro – io spero che non si debba più attivare il carbone in Italia, quindi anche a Brindisi”. “In questo momento la centrale a carbone di Brindisi, che è stata utilizzata solo per un paio d’anni,nel ’22 e un po’ nel ’23, è lì a disposizione; ma naturalmente è destinata poi a una riconversione verso altre attività produttive. In questo momento però è lì di riserva”. Poi sull’esame del Ddl i corso in questi giorni. ”Il 3 giugno comincia la discussione alla Camera, e io confido che con due giorni di dibattito si concluda con la prima lettura, per poi passare al Senato”. “Approvato il disegno di legge delega – osserva Pichetto rispondendo a una domanda sui passi successivi al via libera al ddl sul nucleare – bisogna nei mesi a seguire definire le norme di attuazione, quindi i decreti delegati”. Pertanto – conclude Pichetto – “mi auguro entro fine anno di dare all’Italia il quadro giuridico per poter affrontare poi nei prossimi anni tutte le procedure di merito”.
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