di Marzio Scipione
“Lo Stretto di Hormuz è aperto e rimarrà aperto, con o senza l’Iran. Stiamo ripristinando il ‘blocco iraniano’ – così chiamato perché impedisce esclusivamente alle navi o ai clienti dell’Iran di entrare o uscire. Tutti gli altri Paesi potranno usufruire dello Stretto in modo equo e libero. Da questo momento in poi, gli Stati Uniti saranno noti come ‘i custodi dello Stretto di Hormuz'”. Lo annuncia Donald Trump in un post su Truth. Gli Stati Uniti diventeranno “l’angelo custode” dello Stretto di Hormuz, “lo proteggeremo e saremo pagati per farlo”. Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump in un’intervista a Fox News, spiegando di aspettarsi un compenso per la sorveglianza dello stretto perché “vogliamo semplicemente essere rimborsati per tutto questo. Lo abbiamo protetto gratuitamente, e ora lo proteggeremo. E saremo pagati per proteggerlo”.
“Stiamo prendendo il controllo di Hormuz”
Gli Stati Uniti “prenderanno il controllo” dello Stretto di Hormuz. “Ci stiamo impadronendo dello stretto. Loro non hanno niente”, ha detto il tyccon, affermando che i leader di Teheran hanno tenuto un incontro di 11 ore per negoziare con gli Stati Uniti e che “su tutto si era raggiunto un accordo”, ma poi hanno iniziato a chiedere dei cambiamenti.
Usa saranno rimborsati del 20% per carichi che attraversano Hormuz
Poi Trump rilancia: gli Stati Uniti assumeranno il ruolo di “guardiani dello Stretto di Hormuz” e “in tale veste e per ragioni di equità, verranno rimborsati – nella misura del 20% sul valore di tutto il carico trasportato – per qualsiasi costo necessario a garantire la sicurezza e la protezione di quest’area del mondo estremamente instabile. L’iter e l’organizzazione avranno inizio immediatamente”, afferma il presidente americano.
Pedaggi non hanno base giuridica
L’Organizzazione marittima internazionale (Imo), l’agenzia delle Nazioni Unite che sovrintende al trasporto marittimo internazionale, ha dichiarato di essere in attesa di ulteriori dettagli dopo che il presidente Usa Donald Trump ha annunciato che Washington applicherà un pedaggio pari al 20% del valore delle merci trasportate attraverso lo Stretto di Hormuz, tuttavia l’Imo ha precisato che resta contraria all’introduzione di pedaggi per il transito nelle vie navigabili internazionali. “Non esiste alcuna base giuridica che consenta di introdurre pedaggi obbligatori semplicemente per il transito attraverso uno stretto”, ha affermato in un comunicato. “Siamo sempre stati coerenti nella nostra posizione sui pedaggi: l’Imi si oppone fermamente all’imposizione di pedaggi per il transito attraverso gli stretti utilizzati per la navigazione internazionale. Non esiste alcuna base giuridica che consenta di introdurre pedaggi obbligatori semplicemente per il transito attraverso uno Stretto”, ha dichiarato l’organizzazione.
Forze armate iraniane, non permetteremo a Usa di interferire in gestione Hormuz
“Non permetteremo agli Stati Uniti di interferire nella gestione dello Stretto di Hormuz”. Lo ha dichiarato il portavoce del comando unificato delle Forze armate iraniane Khatam al-Anbiya, Ebrahim Zolfaqari, citato da media di Teheran. “Le ripetute provocazioni e le azioni ostili degli Stati Uniti volte a interferire nella gestione dello Stretto di Hormuz hanno gravemente compromesso la sicurezza della regione, il commercio internazionale e il transito di petroliere e navi mercantili. Purtroppo, anche la collaborazione di alcuni Paesi della regione ha contribuito ad aumentare il rischio di un’estensione del conflitto all’intera area”, ha sottolineato. “Le Forze armate della Repubblica islamica reagiranno con fermezza a qualsiasi azione da parte dell’esercito americano, aggressore e privo di autorizzazione, che possa interrompere o mettere a rischio la sicurezza del transito di navi mercantili e petroliere nelle rotte stabilite dall’Iran. Le ferme risposte già adottate in passato dal Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica e dall’Esercito iraniano ne sono una dimostrazione”, ha aggiunto. Ai leader dei Paesi della regione viene rivolto un avvertimento: “Qualsiasi cooperazione con gli Stati Uniti e qualsiasi sostegno logistico alle forze armate americane saranno considerati un atto di guerra contro la sovranità e la sicurezza nazionale dell’Iran. Qualora il conflitto dovesse estendersi alla regione, le fiamme della guerra coinvolgeranno tutti i Paesi dell’area”. “La responsabilità per l’insicurezza e per l’espansione della guerra nella regione”, ha concluso, “ricade sugli Stati Uniti e sui Paesi che collaborano con l’esercito criminale americano”.
