Esteri

Papa: disprezzo per diversità porta nel mondo la distruzione

di Ascanio Brilli

“La Trinità ci fa amare tutto e tutti”. Lo ha affermato Papa Leone XIV, durante la preghiera dell’Angelus, denunciando gli effetti distruttivi delle divisioni, delle polarizzazioni e del disprezzo delle diversità, cause di “tristezza e aridità” nel mondo contemporaneo.

Significativo, nella meditazione, anche il riferimento al comportamento di Nicodemo all’interno del Sinedrio. Di fronte alle accuse e al disprezzo rivolti contro Gesù, egli invitò gli altri membri ad ascoltare prima di giudicare. Un atteggiamento indicato come esempio di apertura e dialogo, frutto dell’azione dello Spirito.

Maria che disse si a Dio diventi modello per cammino verso la pace

Il Pontefice ha poi rivolto un invito alla gioia e alla concordia, citando San Paolo Apostolo: “Siate gioiosi, tendete alla perfezione, fatevi coraggio a vicenda, abbiate gli stessi sentimenti, vivete in pace”. Parole che risuonano in una piazza San Pietro gremita di fedeli, come un appello a costruire relazioni autentiche e comunità fondate sull’ascolto reciproco. La riflessione si è poi conclusa con la preghiera dell’Angelus e l’affidamento alla Vergine Maria, affinché il suo “sì” alla volontà divina possa diventare modello per tutti i credenti nel cammino verso la comunione e la pace.

 

La Santa Trinità ci fa amare tutti senza divisioni

– La riflessione di Papa Leone, si è poi soffermata sulle conseguenze concrete del vivere secondo lo Spirito della comunione. “La Trinità ci fa amare tutto e tutti”, ha affermato il Pontefice, denunciando invece gli effetti distruttivi delle divisioni, delle polarizzazioni e del disprezzo delle diversità, cause di “tristezza e aridità” nel mondo contemporaneo.

 

“Disprezzo per diversità porta nel mondo la distruzione”

 

 “La Trinità ci fa amare tutto e tutti”, ha affermato il Pontefice, denunciando invece gli effetti distruttivi delle divisioni, delle polarizzazioni e del disprezzo delle diversità, cause di “tristezza e aridità” nel mondo contemporaneo. Significativo, nella meditazione, anche il riferimento al comportamento di Nicodemo all’interno del Sinedrio. Di fronte alle accuse e al disprezzo rivolti contro Gesù, egli invitò gli altri membri ad ascoltare prima di giudicare. Un atteggiamento indicato come esempio di apertura e dialogo, frutto dell’azione dello Spirito.

 

Come Nicodemo dobbiamo rinascere con azione dello Spirito Santo

Al centro della meditazione evangelica vi è la figura di Nicodemo, personaggio autorevole del Sinedrio, che attratto dalla figura di Gesù e desideroso di comprenderne il mistero si reca da lui nel mezzo della notte. Il suo incontro notturno con Cristo diventa simbolo della ricerca interiore di ogni uomo. Gesù, accogliendolo senza giudizio, gli rivela la possibilità di “rinascere”, di “nascere di nuovo” attraverso l’azione dello Spirito Santo. Nel Vangelo di Giovanni riecheggiano le parole che il Pontefice ha voluto riproporre ai fedeli: “Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna”. Un versetto che richiama il volto misericordioso di Dio, venuto “non per condannare” ma “perché il mondo sia salvato”. Significativo, nella meditazione, anche il riferimento al comportamento di Nicodemo all’interno del Sinedrio. Di fronte alle accuse e al disprezzo rivolti contro Gesù, egli invitò gli altri membri ad ascoltare prima di giudicare. Un atteggiamento indicato come esempio di apertura e dialogo, frutto dell’azione dello Spirito.

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