Alcuni attivisti del movimento ambientalista Extinction Rebellion hanno scalato Palazzo Venezia, a Roma, con tre grandi striscioni contro il motto “Dio, patria e famiglia”, mentre in strada andava in scena una performance satirica ispirata ai cinegiornali dell’Istituto Luce. Nel mirino degli attivisti le politiche del governo su clima, riarmo e combustibili fossili. L’azione si è svolta davanti all’ex sede del governo fascista, scelta non casualmente dagli organizzatori. Ai piedi del palazzo alcune persone travestite da Giorgia Meloni, Ignazio La Russa e Guido Crosetto hanno inscenato un teatrino politico in chiave ironica. L’intervento delle forze dell’ordine è stato immediato: gli striscioni sono stati sequestrati prima di essere srotolati e quindici persone sono state portate in commissariato per l’identificazione, tra cui anche fotografi e giornalisti presenti sul posto per documentare la protesta. Secondo Extinction Rebellion, l’episodio rappresenta “un segnale preoccupante di repressione del dissenso”. “Le forze dell’ordine hanno portato in caserma attivisti, fotografi e persone che non stavano partecipando alla manifestazione”, denuncia Paola, una delle attiviste coinvolte. “Hanno sequestrato telefoni e strattonato giornalisti”. “La protesta” – scrivono in un comunicato stampa inviato alle redazioni oggi pomeriggio – “rientra nella settimana di mobilitazione ‘PrimaVera Democrazia’, organizzata dal movimento nella Capitale. Nel comunicato diffuso dal gruppo vengono citati i dati del Climate Risk Index 2025: negli ultimi trent’anni in Italia circa 38mila persone sarebbero morte a causa di eventi climatici estremi. Frane e alluvioni avrebbero causato danni per almeno 19 miliardi di euro nell’ultimo decennio. Extinction Rebellion critica inoltre l’aumento della spesa militare, salita a 32 miliardi di euro nel 2025, e il Piano Mattei, accusato di rafforzare la dipendenza dal gas.
