Economia e Lavoro

Fava (Inps): “Il lavoro da remoto è una trasformazione da governare”

“Il lavoro da remoto non è la soluzione automatica alle trasformazioni del mercato del lavoro, ma non è nemmeno una minaccia da contenere. È un cambiamento profondo che va compreso, accompagnato e governato”.

Lo ha affermato il Presidente dell’INPS Gabriele Fava intervenendo al convegno “Lavoro da remoto: nuovi equilibri tra lavoro, imprese e famiglie”, promosso nell’ambito del programma VisitINPS Scholars. Secondo Fava, la vera sfida è superare una lettura puramente tecnologica dello smart working. “Gli strumenti non producono innovazione da soli. Diventano progresso quando entrano dentro una visione capace di migliorare l’organizzazione del lavoro, la qualità della vita delle persone e la competitività del sistema”.

Le ricerche sviluppate nell’ambito del programma VisitINPS, in collaborazione con il mondo accademico, evidenziano come una maggiore diffusione del lavoro da remoto sia associata a un incremento di circa un punto percentuale della partecipazione al mercato del lavoro e di circa 0,7 punti dell’occupazione, ampliando le opportunità soprattutto per alcune categorie di lavoratori e territori. “Ma il valore non nasce semplicemente cambiando il luogo da cui lavoriamo”, ha evidenziato Fava. “I dati ci mostrano che non esiste un automatismo tra lavoro da remoto e aumento della produttività. La produttività nasce dalla qualità dell’organizzazione, dalla capacità manageriale, dalla chiarezza degli obiettivi e dalla fiducia”. Per il Presidente dell’INPS, imprese e pubbliche amministrazioni diventano realmente moderne “non quando trasferiscono attività fisiche su uno schermo, ma quando ripensano il modo di creare valore”. “La trasformazione digitale del lavoro non riguarda solo dove saremo domani, ma come lavoreremo, come collaboreremo e quale modello di sviluppo vorremo costruire”, ha concluso Fava.

Smart working leva di inclusione ma non può sostituire welfare

“Il lavoro da remoto può ridurre distanze, aumentare opportunità e favorire una maggiore partecipazione al mercato del lavoro. Ma non può diventare un sostituto delle politiche sociali”. Lo ha dichiarato il Presidente dell’INPS Gabriele Fava nel corso del convegno “Lavoro da remoto: nuovi equilibri tra lavoro, imprese e famiglie”, sottolineando la necessità di affrontare la trasformazione del lavoro con un approccio equilibrato. “Lo smart working può rappresentare uno strumento importante di inclusione, soprattutto per chi vive lontano dai grandi centri produttivi o incontra maggiori difficoltà di accesso al lavoro. Ma sarebbe un errore pensare che possa sostituire servizi essenziali per la famiglia e la genitorialità”, ha spiegato Fava.

Secondo il Presidente dell’INPS, la vera sfida è costruire un modello in cui innovazione e welfare procedano insieme. “Il lavoro da remoto non deve trasformarsi in una nuova forma invisibile di welfare familiare. Deve aiutare uomini e donne a condividere meglio tempi e responsabilità, non cristallizzare vecchi squilibri”. Per Fava il futuro del lavoro non sarà costruito sulla contrapposizione tra presenza e distanza. “La domanda non sarà più semplicemente dove lavoriamo, ma quanto valore siamo capaci di generare”. In uno scenario in cui anche l’intelligenza artificiale sta modificando profondamente competenze e processi produttivi, il ruolo delle istituzioni sarà accompagnare il cambiamento. “Il compito delle istituzioni non è inseguire le trasformazioni, ma creare le condizioni perché diventino crescita, inclusione e coesione sociale. La tecnologia cambia gli strumenti, ma al centro resta la persona”, ha concluso.

Red

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