Politica

Legge elettorale, maggioranza inarrestabile

di Ortensio Palmense

 La commissione Affari costituzionali della Camera ha adottato come testo base di riforma della legge elettorale il cosiddetto ‘Bignami bis’.

 

Termine emendamenti giovedì 11, protesta opposizioni

Scadrà giovedì 11 alle 12 il termine per presentare gli emendamenti al ‘Bignami bis’, assunto dalla commissione Affari costituzionali quale testo base di riforma della legge elettorale. È quanto ha stabilito l’ufficio di presidenza della commissione, nel corso di una riunione abbastanza accesa. La maggioranza, infatti, aveva proposto come termine quello di lunedì 8 alle 18 ma i partiti di centrosinistra hanno protestato dal momento che nella stessa data ci saranno i ballottaggi delle Amministrative. Si è arrivati così a giovedì 11. “Sono tempi assurdi, ci sono anche dei passaggi politici da fare, presidente lei ha il dovere di intervenire – ha protestato dal Pd, Simona Bonafè -. Evidentemente non è vero che c’è la volontà di collaborare, non vi aspettate collaborazione da parte nostra perché siamo partiti davvero male”. Lunedì 15 verranno quindi stabilite le ammissibilità e si procederà a eventuali ricorsi. Dal 16 al 23 giugno si voteranno gli emendamenti “a oltranza”, con l’obiettivo di dare mandato al relatore mercoledì 24 e andare in aula, come da calendario stabilito dalla conferenza dei capigruppo della Camera, venerdì 26. Poi gli interventi nel merito della possibile e probabile nuova legge.

Opposizioni, maggioranza umilia Parlamento, tempistica inaudita

“Le continue compressioni dei tempi da parte della maggioranza rappresentano un’umiliante forzatura su una legge elettorale che dovrebbe essere frutto di un confronto ampio tra tutte le forze politiche. Invece si procede con testi definiti fuori dal Parlamento, nei vertici di maggioranza a Palazzo Chigi, e poi semplicemente portati in Commissione per essere ratificati in fretta e furia. Si aggiunge ora un ulteriore elemento di gravità: la nuova compressione dei tempi per la presentazione degli emendamenti. Una vera e propria privazione delle prerogative delle opposizioni, una tempistica inaudita e provocatoria che non consente di svolgere il proprio lavoro né di valutare seriamente l’impatto delle modifiche introdotte. Non c’è neppure il tempo minimo per verificare la tenuta delle norme su una materia così delicata. Siamo davanti a una situazione inaccettabile, che mortifica il Parlamento e cancella il rispetto delle opposizioni e conferma che dalla maggioranza non c’è alcuna volontà a voler collaborare”. Così una nota dei capigruppo di opposizione in Commissione Affari costituzionali della Camera, Simona Bonafè, Filiberto Zaratti, Alfonso Colucci, Maria Elena Boschi, Riccardo Magi e Matteo Richetti.

Bonafè (Pd), da maggioranza nessuna volontà di confronto

I tempi imposti dalla maggioranza sulla legge elettorale sono francamente assurdi e confermano ciò che avevamo compreso fin dall’inizio: non c’è alcuna reale volontà di costruire un confronto serio con le opposizioni”. Lo dichiara Simona Bonafè, capogruppo del Partito democratico in Commissione Affari costituzionali della Camera. “Con una tabella di marcia così compressa è evidente che il dialogo è soltanto di facciata. È caduta la maschera: la destra ha paura di perdere e sta lavorando a una legge elettorale cucita sulle proprie convenienze e sui propri equilibri interni, non certo sulle esigenze del Paese e sulla necessità di rafforzare la qualità della nostra democrazia. Una riforma delle regole del gioco dovrebbe nascere dal massimo coinvolgimento delle forze politiche e da un confronto trasparente e condiviso. Scegliere invece la strada dell’accelerazione forzata significa mortificare il Parlamento e privare il Paese di una discussione che meriterebbe ben altra serietà”, conclude Bonafè.

Fornaro (Pd), taglio circoscrizioni Estero sarebbe golpe

Ridurre le ciscoscrizioni Estero, ipotesi allo studio da parte della maggioranza, sarebbe “un golpe dal punto di vista istituzionale: faremo valere nei modi e nelle forme previste dal regolamento tutte le nostre prerogative perché non si facciano queste cose a pochi mesi dal voto”. Così il deputato Pd Federico Fornaro, intervenendo in commissione Affari costituzionali, nel corso dell’esame della legge elettorale

Iv voterà no a ‘Bignami bis’, paese ha altre priorità

“Con salari fermi, liste d’attesa infinite, produzione industriale in calo e famiglie alle prese con il caro vita, l’unica urgenza del governo sembra essere cambiare la legge elettorale a un anno dal voto. Per questo Italia Viva voterà contro l’adozione del ‘Bignami bis’ come testo base”. Così Maria Chiara Gadda, vicepresidente dei deputati di Italia Viva, intervenendo in Commissione Affari Costituzionali alla Camera. “Evidentemente Meloni e la sua maggioranza hanno paura di perdere le elezioni e soprattutto non si capisce quale sia il timore di reintrodurre le preferenze: i cittadini hanno il diritto di scegliere i propri rappresentanti. Colpisce la fretta con cui si vuole far partire l’esame di una proposta presentata appena una settimana fa. Ad Italia Viva piacerebbe vedere la stessa urgenza su salari, sanità, costo della vita e sostegno alle imprese”, conclude.

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