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FnV: Vannacci annuncia 5 nuovi ingressi, il nostro sbarco in Normandia

Foto: LaPresse

 

Si allarga la truppa del generale Roberto Vannacci. “Quattro deputati entrano con noi e sposano il nostro progetto. Saranno Davide Bergamini, Attilio Pierro, Domenico Furgiuele e Gianangelo Bof. Con loro entra anche Antonio Maria Rinaldi, ex eurodeputato”, l’annuncio del leader di Futuro nazionale in una conferenza stampa a Viareggio (Lucca). Si tratta di cinque ex leghisti, due dei quali, Pierro e Bergamini, di passaggio in Forza Italia dopo l’addio al gruppo del Carroccio a Montecitorio. “Il 6 giugno ricorre lo sbarco in Normandia, oggi celebriamo lo sbarco in Futuro nazionale. Sono persone che vivono i territori, amministratori locali che hanno un seguito tra la cittadinanza”, sottolinea Vannacci. Che fa i conti e poi lancia la sfida: “Siamo a 94mila iscritti. Il partito è partito: non ci ferma più nessuno. Addirittura ci siamo guadagnati la prima pagina dell’Espresso, ‘Vannacci sarà il vostro incubo’. Molto bene, andiamo avanti su questa linea. Saremo il vostro incubo”.

Il leader di FnV, uscito dalla Lega il 3 febbraio scorso, spiega così i nuovi ingressi: “Non facciamo la questua. Sono loro stessi che si sono rivolti a noi, perché credono nel progetto. E ci raggiungono per portare avanti quella che è la novità politica degli ultimi 15 anni in Italia”. Toccando poi uno dei temi più caldi del dibattito politico, il generale mette a verbale: “Futuro nazionale vuole portare nel dibattito pubblico la proposta di una nuova legge elettorale” e “si batte perché torni a dare dignità ai cittadini sui territori, torni cioè a includere le preferenze”.

Fra i volti più noti che sposano Futuro nazionale, c’è il deputato calabrese Domenico Furgiuele, entrato nella Lega nel 2014. Che in lungo post su Facebook illustra le ragioni del suo “ritorno a Camelot”. “Non è una decisione improvvisa. È una scelta meditata, rinviata più volte. Ho cercato dentro di me e nel confronto con chi si sta occupando del partito negli ultimi tempi, motivi per restare, ma non ne ho trovati. A febbraio decisi di riporre fiducia nelle parole del segretario” Matteo Salvini “a cui va la mia riconoscenza per il percorso fatto, ma nulla è cambiato”, mette nero su bianco il deputato, che promette di andare avanti con la “battaglia per la remigrazione” e parla di un “centrodestra sbiadito e fluido”. E poi prosegue: “Non ho mai scelto la comodità. Scelgo ancora una volta la trincea” e “il Generale Roberto Vannacci. Lo faccio con l’affetto che mi lega a due uomini che considero fratelli, Rossano Sasso ed Edoardo Ziello. Con la certezza che saranno tanti altri combattenti a seguirci in tutta Italia”. Dal canto suo, Antonio Maria Rinaldi, economista di orientamento euroscettico, proposto nei mesi scorsi dalla Lega come candidato sindaco di Roma, chiarisce: “Non aderisco a Futuro nazionale perché ho cambiato idea”, ma “perché trovo oggi una realtà politica nella quale continuare a riconoscermi. Le idee che difendevo ieri sono le stesse che continuo a difendere oggi e che difenderò domani. Idee che da anni sintetizzo” nello slogan ‘Riprendiamoci le chiavi di casa’. Rinaldi, europarlamentare del Carroccio dal 2019 al 2024, denuncia un “vuoto di rappresentanza”, al cui interno “va letto il successo crescente di Futuro Nazionale”. L’economista, quindi, rimarca: “In questa scelta ha avuto un ruolo importante anche la figura di Roberto Vannacci. Lo conosco da tempo e ne ho sempre apprezzato una qualità che considero rara e preziosa: la coerenza”. Mentre Attilio Pierro, reduce da “12 anni di militanza nella Lega e la successiva breve esperienza in Forza Italia”, confessa: “Io ho scelto la coerenza. Con questa scelta, non cambio i miei valori. Non cambio la mia identità politica. Non rinnego il mio passato. Al contrario, proseguo un percorso che oggi trova in Futuro nazionale la sua espressione più autentica”.

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