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Sanremo: rivoluzione serate con tre ‘finali’, nodo voto su quella Eurovision

Non solo l’esordio di Stefano De Martino in qualità di conduttore e direttore artistico, la rivoluzione della prossima edizione del Festival di Sanremo passa soprattutto per il nuovo regolamento. La principale novità riguarderà – secondo quanto apprende LaPresse – la formula delle serate. La prima resterà sostanzialmente identica, con i Big in gara che si esibiranno per la prima volta con il brano scelto per il Festival. Schema destinato a ripetersi anche nella seconda, primo elemento di rottura rispetto al passato. Fino alla scorsa edizione, infatti, i Big venivano divisi in due gruppi – solitamente da 15 -, uno per la seconda e uno per la terza serata. Ma l’introduzione della serata Eurovision nella quarta puntata ha imposto l’anticipo delle Cover alla terza, rendendo impossibile la suddivisione in gruppi. La formula del Festival 2027, in sostanza, prevede tre ‘finali’: la serata Cover, quella Eurovision e la vera e propria finalissima del sabato, che stabilirà chi sarà il vincitore – o la vincitrice – della manifestazione canora. L’obiettivo sembra quello di massimizzare gli ascolti creando più eventi all’interno dello stesso contenitore televisivo. Ma non mancano le incognite, come quella della seconda serata che rischia di diventare la più debole delle cinque, riproponendo – in sostanza – lo stesso schema della prima, col rischio di venire schiacciata tra quella di debutto – solitamente una delle più forti in termini di audience – e la successiva carrelata di finali. Possibile inconveniente cui si potrebbe ovviare inserendo proprio nella puntata del mercoledì uno dei super ospiti di maggior impatto. Il pensiero va alla possibile reunion nei Maneskin, attesa proprio per Sanremo 2027. La vera novità sarà, ovviamente, la serata Eurovision, che stabilirà quale cantante rappresenterà l’Italia agli Ebu 2027, in programma in Bulgaria. Ma con quale sistema di voto? Sul punto, a quanto risulta, si sta ancora lavorando, per capire se prevedere una votazione a sé stante – modello cover – o utilizzare le preferenze espresse nel complesso della gara principale, che però – alla vigilia della finalissima – rischierebbero di spoilerare se non il vincitore di Sanremo almeno uno dei candidati più forti. Possibile, infine, una riduzione dei Big in gara, in realtà già tentata in passato. Nel regolamento del 2026, in un primo momento, erano infatti previsti ‘solo’ 26 campioni, salvo poi salire a 30 con le successive scelte dell’allora direttore artistico, Carlo Conti.

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